Problemi e opportunità

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Quando Samballat udì che noi costruivamo le mura,
si adirò, s’indignò moltissimo,
si fece beffe dei Giudei,
e disse in presenza dei suoi fratelli e dei soldati di Samaria:
«Che fanno questi Giudei indeboliti?
Li lasceremo fare? Offriranno sacrifici?
Finiranno in un giorno?
Faranno forse rivivere delle pietre sepolte sotto mucchi di polvere e consumate dal fuoco?» 

(Neemia 4:1-2 – La Bibbia)

Le mura furono portate a termine il venticinquesimo giorno di Elul,
in cinquantadue giorni. 
E quando tutti i nostri nemici lo seppero,
tutte le nazioni circostanti furono prese da timore,
e provarono una grande umiliazione
perché riconobbero che questa opera si era compiuta con l’aiuto del nostro Dio.

(Neemia 6:15-16 – La Bibbia)

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Le mura di Gerusalemme erano ridotte talmente male che  Samballat  le definì “pietre sepolte sotto mucchi di polvere e consumate dal fuoco”. Come avrebbero potuto risistemarle? Ai suoi occhi, l’impresa che Neemia stava cercando di portare avanti era impossibile.

Quante volte ci è capitato di trovarci davanti a situazioni complicate, che lasciano poche speranze? Quando ti trovi davanti ad un cumulo di macerie non è facile vederlo come un’opportunità. Inoltre, se intorno a te hai solo persone che cercano di scoraggiarti, il compito diventa ancora più arduo.

La maggior parte delle persone passa la vita a lamentarsi del lavoro che ha, della propria famiglia, della chiesa in cui si trova, dando sempre la colpa ad altri della propria situazione. Sembra che tali persone vedano solo mucchi di pietre sepolte ovunque guardino.  Nehemia però non vide delle pietre vecchie e sepolte, non si lasciò spaventare dall’impresa che aveva davanti, perché guardando alle pietre vedeva già il muro ricostruito.

La capacità di vedere un problema di difficile soluzione come una opportunità è davvero una grazia. Tutti sono capaci di ammirare delle mura ben fatte, ma ci vuole fede per vedere le mura quando davanti si ha solo un cumulo di macerie…

Quando ci sono delle difficoltà, quando ci sentiamo circondati da persone che sembrano remare contro, quando ci sembra che non ci sia niente da fare, che nessuno ci capisca o ci voglia dare una mano,  quando ci sentiamo soli e incompresi anche da coloro che dovrebbero condividere la nostra fede,  abbiamo davanti una grande opportunità, quella di dipendere da Dio per lasciare che  rimuova gli ostacoli, e ci mostri la strada da percorrere.

In cinquantadue giorni le mura furono ultimate e persino i nemici, dovettero riconoscere che l’opera era stata compiuta con l’aiuto di Dio. Cosa sarebbe stato se Neemia si fosse  scoraggiato di fronte al problema ? Cosa sarebbe stato se non avesse colto l’opportunità?

Mi è capitato di essere scoraggiato e di non riuscire a vedere davanti a me altro che pietre sepolte sotto mucchi di polvere. Mi è capitato di chiedermi se valeva la pena di continuare. Ma quando ciò che stai facendo è utile, quando hai la certezza che Dio è il tuo datore di lavoro, ti preoccupi solo di agire secondo la sua volontà, senza preoccuparti del resto. Egli stesso ti darà di vedere l’opportunità di ricostruire un muro lì dove prima vedevi solo pietre ammucchiate l’una sull’altra.

Lamentarsi di un problema non aiuta a risolverlo, ma confidare in Dio con la voglia di essere parte della soluzione può darti la possibilità di vedere  pietre sepolte che torneranno a vivere.

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