Pronti a soffrire per la giustizia

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Chi vi farà del male, se siete zelanti nel bene?
Se poi doveste soffrire per la giustizia,
beati voi!
Non vi sgomenti la paura che incutono
e non vi agitate;
ma glorificate il Cristo
come Signore nei vostri cuori.
Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi
a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni.
Ma fatelo con mansuetudine e rispetto,
e avendo la coscienza pulita;
affinché quando sparlano di voi,
rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo.
Infatti è meglio che soffriate per aver fatto il bene, se tale
è la volontà di Dio, che per aver fatto il male.»

(1Pietro 3:13-17)

Ricordatevi della parola che vi ho detta:
“Il servo non è più grande del suo signore”.
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi;
se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome,
perché non conoscono colui che mi ha mandato.

(Giovanni 15:20-21 – La bibbia)
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È possibile essere maltrattati o avere problemi con la giustizia senza aver fatto nulla di male?

La logica ci porterebbe a dire di no.

Eppure durante più di venti secoli di cristianesimo i credenti sono stati perseguitati dai regimi politici e religiosi più disparati, di destra e di sinistra, fascisti e comunisti, monarchici e democratici, laici e teocratici.

Anche oggi, in giro per il mondo, ci sono molti credenti che soffrono, trattati come nemici del paese in cui vivono o perseguitati a causa dell’intolleranza di militanti di altre religioni.

Quanti vedovi, quante vedove, quanti orfani pagano solo per la propria fede in Cristo e quella dei loro cari.

Per molto tempo, nei paesi occidentali abbiamo vissuto marginalmente tali fenomeni, ma recentemente, anche nei paesi democratici come la nostra cara Italia, si ha l’impressione che la libertà di professare la propria fede e le proprie opinioni vada sempre più incontro a restrizioni, rispetto al recente passato.

La cosa non ci piace, è ovvio. Ma non dovrebbe stupirci.

“Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”: molti cristiani nel mondo vivono, già da tempo, sulla loro pelle, ciò che Gesù aveva predetto ai suoi discepoli.
Loro sono come me e io sono come loro. Sono miei fratelli e sorelle. Posso forse stupirmi se dovessi subire lo stesso trattamento?

I cristiani di tutte le età, nella persecuzione, hanno sempre trovato un grande incoraggiamento nelle parole di Pietro: “Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi!… Infatti è meglio che soffriate per aver fatto il bene, se tale è la volontà di Dio, che per aver fatto il male”. Queste parole sono sempre state uno sprono ad andare avanti sapendo che gli uomini possono anche uccidere il corpo, ma non possono fare nulla contro la nostra anima, che è nelle mani del Signore!

Preghiamo ogni giorno per coloro che sono perseguitati affinché Dio li sostenga nella loro sofferenza. E teniamoci pronti anche noi a soffrire per la giustizia.

Gesù è stato chiaro: “Tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.”

Prepariamoci a difendere la nostra fede, con mansuetudine e rispetto, e con la coscienza pulita. In questo modo onoreremo Dio, svergognando quelli che calunniano la nostra buona condotta in Cristo. Forse riusciremo anche a conquistarne qualcuno rispondendo all’odio con l’amore.

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