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In quel tempo la ragione tornò in me;
la gloria del mio regno, la mia maestà e il mio splendore mi furono restituiti;
i miei consiglieri e i miei grandi mi cercarono,
io fui ristabilito nel mio regno
e la mia grandezza fu superiore a quella che avevo prima. 
Ora io, Nabucodonosor, lodo, esalto e glorifico il Re del cielo,
perché tutte le sue opere sono vere e le sue vie giuste,
ed egli ha il potere di umiliare quelli che procedono con superbia.

(Daniele 4:36-37 – LA BIBBIA)

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Conosco persone che non hanno il coraggio di prendere in seria considerazione il vangelo perché hanno paura. Da una parte hanno il dubbio che possa esistere un Dio, ma dall’altra temono di dover rinunciare a troppe cose e allora preferiscono staccare il cervello e non pensarci più. Rimandano ad un momento futuro in cui, magari più vecchi, si sentiranno pronti per seguire la “difficile” strada proposta da Gesù.

L’esperienza di Nabucodonosor ci mostra che, dopo la sua umiliazione, egli ha accettato la  sovranità di Dio, ha riconosciuto che Dio ha il potere e il controllo sulle vicende umane. A quel punto la sua vita è andata verso il meglio.
Egli è infatti tornato a regnare, ad essere circondato da consiglieri, e la sua grandezza fu addirittura superiore a quella che aveva prima.

Quindi voglio dire che se ci umiliamo davanti a Dio diventeremo ricchi e famosi? No, non sto dicendo questo, sto solo affermando che l’umiltà davanti al Dio creatore è il primo passo verso una vita che abbia davvero un senso.

Sono certo che  ogni cristiano possa  testimoniare che, dopo aver abbandonato l’orgoglio che gli impediva di avere una relazione con Dio, ha ottenuto nella sua vita una pace indescrivibile, e una chiarezza che mai aveva  avuto prima.Finalmente, la sua  vita ha cominciato ad avere un senso e a non essere solo una breve parentesi tra la nascita e la morte. 

Il cristiano è una persona che sa da dove viene e dove va e si rifugia nelle promesse di Dio avendo la certezza che sono vere. Egli vive il suo presente con la certezza di avere un futuro glorioso. In questo senso, come Nabucodonosor, ogni cristiano può dire che la sua grandezza da convertito è superiore a quella che aveva prima.  D’altra parte ora sa di essere figlio di un Re e, come tale, è destinato a regnare.

La strada per la gloria, passa per l’umiltà.

Nabucodonosor lo ha toccato con mano e ne è uscito trasformato.  Forse hai paura di abbassarti davanti al Dio creatore di tutte le cose ma, credimi, puoi solo guadagnarci.

Questa nota conclude una piccola serie di pensieri inerenti questo episodio della vita di Nabucodonosor. Se vuoi puoi leggere i tre pensieri precedenti:

Non devo dire grazie a nessuno?

Il privilegio di essere abbassati

Dall’orgoglio si può guarire

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3 Comments

  1. Interessante quello che hai scritto, grazie. Io direi pero’ che un cristiano non deve rinunciare a troppe cose: la vita cristiana e’ “piena” e varia, non come quella di un monaco di clausura 🙂

    • Questo è assolutamente vero. Infatti Nabucodonosor faceva il re, non il monaco 🙂
      In effetti molte volte le persone hanno paura della fede proprio perché credono che da quel momento in poi la loro vita sarà in qualche modo penalizzata. L’umiltà a cui mi riferivo nel breve articolo è quella ribadita nei giorni precedenti, ovvero la necessità per l’uomo di rendersi conto che ha bisogno di avere un rapporto con il Suo creatore. Nabucodonosor fino a quel momento aveva vissuto pensando che tutto dipendesse dalla propria abilità. Ha dovuto invece riconoscere che anche lui doveva essere sottomesso a Dio. Questa umiltà lo ha portato poi a vivere una vita decisamente migliore di prima.

  2. Grazie Omar per aver voluto condividere questa riflessione. In effetti, la conversione di Nabucodonosor, come ogni vera conversione, passa attraverso l’umiliazione. É un rinunciare a sé stessi, al proprio orgoglio, a quel senso di indipendenza da Dio, prima ancora che un rinunciare a qualcosa o a fare qualcosa. É la consapevolezza dell’inestimabile valore dell’Altissimo, Colui che vive in eterno, e nel contempo, del fatto che tutti gli abitanti della terra – me compreso – sono un nulla davanti. Gesú un giorno disse che “il regno dei cieli é simile a un tesoro nascosto nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per la gioia che ne ha” – e sottolineo “gioia” – “va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo” (Evangelo di Matteo 13:44). Possa il Padre, per mezzo della Sua Parola e del Suo Santo Spirito, mostrarci sempre più e convincerci della eccellenza della Sua Persona e del Signore Gesù ed a desiderare perciò la Sua comunione più di ogni altra cosa… per questo obiettivo dobbiamo “vendere” o rinunciare a tutto ed a quanto ci é piú caro, e cioé noi stessi? Non importa, lo faremo con gioia perché in fin dei conti stiamo rinunciando al nulla…

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