Quando i figli non sono più un dono di Dio


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Dio li benedisse; e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi;

(Genesi 1:28 – La Bibbia)

Ecco, i figli sono un dono che viene dal SIGNORE;
il frutto del grembo materno è un premio.
Come frecce nelle mani di un prode,
così sono i figli della giovinezza.
Beati coloro che ne hanno piena la faretra!
Non saranno confusi quando discuteranno con i loro nemici alla porta.

(Salmo 127:3-5 – LA BIBBIA)
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La procreazione è il mezzo che garantisce la sopravvivenza della razza umana sulla terra. Non deve stupire quindi che il primo comandamento che troviamo nella bibbia sia proprio quello di moltiplicarsi, ovvero avere figli.

Non è infrequente trovare nella bibbia persone preoccupate per il fatto di non poter avere figli (es. Abramo) e, anche oggi, non è raro incontrare delle coppie che soffrono a causa della loro sterilità. D’altra parte desiderare dei figli dovrebbe essere naturale per una coppia.

Tuttavia, nella nostra società stiamo assistendo sempre di più ad un fenomeno che era sconosciuto nelle generazioni precedenti. Infatti è in aumento il numero delle coppie che non hanno figli per una loro scelta precisa, considerando i figli più uno svantaggio che un vantaggio.

Recentemente è stato addirittura coniato l’acronimo “dink” (dall’inglese: double income no kids – doppio stipendio niente figli) per indicare le coppie che scelgono di non avere figli, ritrovandosi in questo modo con più tempo e più denaro da dedicare a sé stessi come coppia. Non è un caso che i dink siano oggetto di campagne pubblicitarie ad hoc da parte delle grandi multinazionali, soprattutto per beni di lusso (es. automobili) e vacanze.

La cosa assurda è che, nella medesima società in cui molte coppie scelgono di non avere figli, assistiamo invece alla lotta delle coppie omosessuali per poterne adottare.

Viviamo proprio in una strana società: chi potrebbe generare dei figli, non ne vuole, e chi naturalmente non potrebbe averne, sta lottando per averli!

Gli uni considerano i figli un peso e gli altri li considerano un diritto.
Ma entrambi stanno sbagliando perché i figli non sono né un peso, né un diritto, ma sono un dono di Dio.

Quando comprendiamo che i figli sono un dono, come coppia ci predisporremo ad accoglierli nel migliore dei modi se Dio ci dà di averne, riconoscendo la grande responsabilità che abbiamo nei loro confronti. D’altra parte, se non potremo averne, non ci sentiremo defraudati di un diritto, ma riconosceremo che Dio ha dei programmi diversi per la nostra vita. In tutti i casi, una coppia di credenti potrà servire il Signore con gioia e con serenità, indipendentemente dal fatto che Dio abbia dato loro dei figli.

Coloro che invece non hanno fiducia in Dio continueranno a vedere i figli come un peso o come un diritto, atteggiamenti per certi versi opposti ma allo stesso tempo accomunati da un unico concetto di fondo: l’egoismo.
Gli uni, infatti, preferiscono riempire la vita con distrazioni, divertimenti, passatempi, beni costosi rinunciando agli affetti naturali, gli altri sono pronti a privare un bambino dei propri diritti (quelli di avere una mamma e un papà secondo l’ordine naturale delle cose) pur di soddisfare i propri desideri.

Mi chiedo come sarà la nostra società tra qualche decennio. Sarà sopratutto una società piena di persone anziane senza figli, destinate a morire  sole, accudite solo da personale professionale se potranno permetterselo. La maggior parte degli esseri umani forse sarà concepita in provetta, su ordinazione di coppie perlopiù omosessuali, e non conoscerà mai i suoi veri genitori.

Se Dio ci darà di vivere abbastanza vedremo ciò che l’uomo sarà in grado di fare con i propri modelli alternativi di famiglia. Siamo proprio sicuri che la famiglia che Dio ha creato, con la quale l’uomo ha popolato la terra per millenni sia un modello superato?  O ancora una volta l’uomo combinerà un pasticcio, dimostrando che Dio aveva progettato le cose per bene? Io propendo per quest’ultima ipotesi.

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