Quando il peggio… è meglio!

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In quel tempo Ezechia si ammalò di una malattia che doveva condurlo alla morte. Il profeta Isaia, figlio di Amots, andò da lui, e gli disse: «Così parla il SIGNORE: Dà i tuoi ordini alla tua casa; perché tu morirai; non guarirai».
Allora Ezechia voltò la faccia verso il muro e pregò il SIGNORE, dicendo: «SIGNORE ricòrdati, ti prego, che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro, e che ho fatto ciò che è bene ai tuoi occhi». Ezechia scoppiò in un gran pianto.
Isaia non era ancora giunto al centro della città, quando la parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini:  «Torna indietro, e dì a Ezechia, principe del mio popolo: “Così parla il SIGNORE, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera, ho visto le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa del SIGNORE. Aggiungerò alla tua vita quindici anni…”».
(2Re 20:1-6 – La Bibbia)

In quel tempo, Berodac-Baladan, figlio di Baladan, re di Babilonia, mandò una lettera e un dono a Ezechia, perché aveva sentito che Ezechia era stato ammalato.  Ezechia diede udienza agli ambasciatori (…) non vi fu cosa, nel suo palazzo e in tutti i suoi domini, che Ezechia non mostrasse loro.
Allora il profeta Isaia andò dal re Ezechia, e gli disse: «Che hanno detto quegli uomini? Da dove sono venuti?» Ezechia rispose: «Sono venuti da un paese lontano, da Babilonia».  Isaia disse: «Che hanno visto in casa tua?» Ezechia rispose: «Hanno visto tutto quello che c’è in casa mia; non c’è nulla nei miei tesori, che io non abbia mostrato loro». Allora Isaia disse a Ezechia: «Ascolta la parola del SIGNORE:  Ecco, verranno giorni in cui tutto quello che c’è in casa tua e tutto quello che i tuoi padri hanno accumulato fino a oggi sarà trasportato a Babilonia e non ne rimarrà nulla, dice il SIGNORE (…) Ezechia si addormentò con i suoi padri, e Manasse, suo figlio, regnò al suo posto. Manasse aveva dodici anni quando cominciò a regnare, e regnò cinquantacinque anni a Gerusalemme.

(2Re 20:12-17,21; 21:1 – La Bibbia)

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Prima o poi viene per tutti il momento di lasciare questo mondo. Se potessero scegliere, la maggior parte degli uomini lo rimanderebbe  il più possibile. Credo che, in quest’ottica, possiamo capire la reazione di Ezechia quando venne a sapere che la malattia, che lo aveva colpito, lo avrebbe portato alla morte.

Ma è stato davvero un bene per Ezechia vivere 15 anni in più alla luce di ciò che è accaduto in seguito?

Ezechia era stato un buon re fino a quel momento.  Di lui è scritto che  “fece ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE, proprio come aveva fatto Davide suo padre.” (2Re 18:3).

Egli poteva chiudere in bellezza, preparandosi ad incontrare il suo Dio, ma pensò in qualche modo di meritare un po’ di tempo in più. Tra le lacrime egli  supplicò Dio, ricordandogli il suo cammino integro fino a quel momento, come se ciò costituisse un merito che vincolasse Dio ad esaudire la sua preghiera.

Dio lo assecondò, ma questo prolungamento di vita di ben 15 anni non ha portato niente di buono nella vita di Ezechia. Infatti egli si inorgoglì quando fece vedere agli inviati di Babilonia tutti i tesori della sua casa.

Inoltre, proprio in quegli anni, egli Generò Manasse, il quale infatti aveva solo 12 anni quando Ezechia morì. Ezechia non avrebbe potuto immaginarlo, ma Manasse  fu uno dei re più malvagi e idolatri della storia di Giuda. Ricostruì gli alti luoghi che Ezechia suo padre aveva demoliti, costruì altari a Baal, fece un idolo d’Astarte, e adorò tutto l’esercito del cielo e lo servì. Mise addirittura altari di altri dèi nel tempio, incluso l’idolo dedicato ad Astarte. Arrivò  ad offrire suo figlio agli dèi facendolo passare per il fuoco e si diede alla magia e a gli incantesimi affidandosi ad evocatori di spiriti e indovini (2Re 21:3-8).

Fu proprio Manasse  a trascinare Israele in un  tale declino spirituale da diventare peggio delle nazioni cananee che avevano preceduto Israele in quella terra. Proprio sotto Manasse Dio pronunciò la sua sentenza definitiva verso il regno di Giuda (2Re 21:11-15) che porterà nei decenni successivi all’esilio a Babilonia e poi alla distruzione di Gerusalemme nel 586 a.c. Proprio coloro a cui Ezechia mostrò orgogliosamente tutte le sue ricchezze, saranno quelli che le porteranno via alla sua discendenza!

La preghiera di Ezechia è forse la preghiera che farebbe chiunque. Quando siamo malati vorremmo certamente guarire. Eppure, se Ezechia fosse morto quando Dio glielo aveva comunicato avrebbe chiuso sicuramente meglio il suo regno e Manasse non sarebbe addirittura mai nato…

Forse noi, come Ezechia, pensiamo sempre di sapere  ciò di cui abbiamo bisogno.  Questa storia invece ci ricorda che Dio  conosce bene quale sia il meglio per noi.

Ezechia ha avuto un’altra possibilità, ma l’ha sprecata. Chissà quante volte Dio non ha assecondato le nostre richieste, come invece ha fatto con Ezechia, proprio per evitare che incappassimo in guai peggiori!

Dobbiamo imparare a fidarci di Dio anche quando  la via che ci sta mostrando non ci risulta gradita. Lui sa quello che fa. A volte ciò che sembra peggio per noi, risulta invece essere il meglio.

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One Comment

  1. Questa del re Ezechia, e’ stata la mia meditazione stamani, e incontrarla qui sulle tue riflessioni quotidiani mi conferma quanto e’ stato importante per me questa lettura.
    Tante volte ho gridato a Dio i miei perche. Ma l’unica cosa che ottenevo era il Suo silenzio. Ho gridato persino come il re Ezechia,se solo mi avesse dato cio’ che chiedevo per qualche anno ancora…ma poi ecco,che scopro come tu scrivi: non e’ gli ha portato nulla di buono.
    Allora voglio ringraziare il mio Dio che sa sempre cosa e’ meglio per me,per la mia vita e per quanti confidano in LUI.Grazie stimato fratello. in CRISTO

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