Quando la parola tocca il cuore

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Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore,
e dissero a Pietro e agli altri apostoli:
«Fratelli, che dobbiamo fare?»
E Pietro a loro: «Ravvedetevi
e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo,
per il perdono dei vostri peccati,
e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.
Perché per voi è la promessa, per i vostri figli,
e per tutti quelli che sono lontani,
per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà».
E con molte altre parole li scongiurava e li esortava,
dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».
Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati;
e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.

(Atti 2:37-41 – La Bibbia)

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Una delle cose che mi stupisce di più è incontrare persone che si dicono cristiane eppure non hanno mai sperimentato una vera conversione.

Molti di noi sono abituati a considerarsi dei cristiani fin dalla nascita, quasi come fosse qualcosa che si acquisisce per diritto di cittadinanza o che si eredita dai propri genitori. Sicuramente l’abitudine di battezzare i bambini fin da piccoli, in uso nella chiesa cattolica ma anche in diverse chiese protestanti, ha alimentato questa consuetudine.

Questo brano, nella sua semplicità, ci fa vedere la sequenza degli eventi che hanno portato al battesimo delle prime persone che hanno ascoltato Pietro annunciare il vangelo.

Essi hanno udito le parole di Pietro. L’ascolto è fondamentale perché è la predicazione della parola di Dio che produce nell’uomo una presa di coscienza del peccato e della necessità di aprire il cuore a Cristo per essere salvati.

Tale ascolto ha prodotto un turbamento dentro di loro, ha prodotto la necessità di dover fare qualcosa per potersi accostare a Dio, colpiti nel loro cuore da quanto Pietro aveva annunciato.

Pietro a quel punto spiegò loro che per potersi accostare a Dio era necessario il ravvedimento, un cambiamento di rotta che li avrebbe portati a confessare il proprio peccato per seguire Dio da quel momento in poi.

A quel punto, con il battesimo avrebbero manifestato il loro impegno a seguire Cristo, identificandosi con Lui, nella sua morte e nella sua risurrezione, testimoniando che da quel momento in poi anche essi sarebbero stati nuove creature, morte e risorte con lui.

I loro peccati sarebbero stati perdonati e avrebbero ricevuto lo Spirito Santo che avrebbe conferito loro una nuova vita, la vita di Dio in loro.

È molto strano quindi dire di essere cristiani eppure non essere mai passati attraverso questo processo di conversione.
Quando la parola tocca il cuore sentiamo il bisogno di andare a Dio, ravvedendoci e confessando il nostro peccato, riconoscendo che abbiamo bisogno di Gesù per ottenere il perdono.

Dio vuole salvarti, vuole perdonare il tuo peccato e darti una nuova vita di comunione con Lui. Se questo non è mai avvenuto nella tua vita, questo può essere il momento giusto per inchinarti ai piedi del Signore e cominciare un nuovo cammino.

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