Quando la vita ti rema contro Libro di Rut - Episodio 1

Questo articolo è la parte 1 di 13 nella serie Libro di Rut

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Il bicchiere è vuoto?»


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Al tempo dei giudici ci fu nel paese una carestia, e un uomo di Betlemme di Giuda andò a stare nelle campagne di Moab con la moglie e i suoi due figli. Quest’uomo si chiamava Elimelec, sua moglie, Naomi, e i suoi due figli, Malon e Chilion; erano efratei, di Betlemme di Giuda. Giunsero nelle campagne di Moab e si stabilirono là.
Elimelec, marito di Naomi, morì, e lei rimase con i suoi due figli. Questi sposarono delle moabite, delle quali una si chiamava Orpa, e l’altra Rut; e abitarono là per circa dieci anni. Poi Malon e Chilion morirono anch’essi, e la donna restò priva dei suoi due figli e del marito.

(Rut 1:1-5 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sul libro di Rut

La vita non è sempre una passeggiata. Tutti, prima o poi, passiamo dei momenti difficili e, a volte, dolorosi.

Talvolta però sembra proprio che la vita ti remi contro, vero? Sono quei momenti in cui sembra che piova sul bagnato con i problemi che si accumulano l’uno sull’altro dandoti la sensazione che non ci sia una via d’uscita.

La protagonista di questo piccolo libro della bibbia, Naomi, si è trovata proprio in una situazione di questo tipo.

Come abbiamo letto, Naomi e suo marito erano Israeliti della piccola cittadina di Betlemme in Giuda. Essi vissero durante il periodo dei giudici, un periodo della storia d’Israele caratterizzato da instabilità sia dal punto di vista spirituale, sia dal punto di vista politico. A causa del declino spirituale del popolo d’Israele, durante quel periodo Dio lasciò molto spesso che Israele fosse in balìa dei popoli circostanti e si trovasse in miseria (si legga a questo proposito la descrizione in Giudici 2:14-22).

Non stupisce quindi che Naomi e suo marito Abimelec si siano trovati in un periodo di carestia.

Nel tentativo di far fronte alla crisi, essi presero la decisione di recarsi in Moab, una scelta che può destare delle perplessità, se consideriamo che Moab era uno dei nemici storici di Israele.

C’è una sottile e amara ironia nel racconto se consideriamo che la parola “Betlemme” significa letteralmente “casa del pane”… Naomi e suo marito lasciarono infatti la “casa del pane” e la terra di Israele per andare a cercare pane altrove, in un paese straniero e idolatra.

Naomi non poteva immaginare che in Moab, pochi anni dopo, invece della sicurezza economica avrebbe incontrato una vita molto dolorosa. Infatti la sua condizione di vedova, dopo la morte del marito, fu certamente più difficile in un paese straniero senza il conforto dei propri parenti. Grazie a Dio le erano rimasti due figli maschi che potevano provvedere al sostentamento della famiglia ma, trovandosi in Moab, essi finirono per sposare delle moabite.

Per Naomi, una pia donna Israelita, non doveva essere il massimo trovarsi in un paese idolatra come Moab e rassegnarsi al fatto che i suoi figli sposassero delle donne moabite con la possibilità che l’idolatria entrasse nella sua famiglia.

Ma Naomi non aveva ancora toccato il fondo. Le cose andarono di male in peggio. Infatti nel giro di dieci anni anche i due figli di Naomi, Malon e Chilion, morirono.

Così Naomi si trovò improvvisamente in un paese straniero a piangere il marito e i suoi due figli, con la sola compagnia delle nuore moabite. Ella era lontana dalla sua terra natìa, lontana dal suo popolo, circondata da persone che avevano tradizioni diverse dalle sue, senza alcun uomo in casa e senza una discendenza perché entrambi i figli erano morti senza una prole.

Come pensate che si sentisse questa donna? Non è difficile comprendere quanto potesse essere disperata. Ella non vedeva alcun futuro per la sua famiglia e, come leggeremo nel seguito, pensava che Dio si fosse accanito contro di lei.

Potete immaginare una stato d’animo peggiore?

Nonostante un inizio così tragico, vedremo che il libro di Rut è molto incoraggiante. Infatti, leggendo questo libro vedremo proprio il modo in cui Dio intervenne nella vita di Naomi, il modo in cui utilizzò le persone intorno a lei per trasformare un futuro senza speranza in un futuro radioso.

Voglio meditare con te questo piccolo libro della bibbia proprio perché, quando la vita dovesse remarti contro, quando tu dovessi trovarti ad avere uno stato d’animo simile a quello di Naomi, tu possa ricordarti che il Dio creatore dei cieli e della terra può far nascere un fiore anche dove sembrano esserci solo rovine.

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2 Comments

  1. Il Libro di Rut è bellissimo,ma mi colpiscono alcune parole del tuo commento:”A causa del declino spirituale del popolo d’Israele, durante quel periodo Dio lasciò molto spesso che Israele fosse in balìa dei popoli circostanti e si trovasse in miseria”:sembra la descrizione di quello che il nostro paese e in generale l’Europa stanno vivendo.Siamo da anni in profondo decadimento spirituale e da relativamente poco è iniziato il decadimento economico,altre culture ed altre religioni minacciano l’identità della nostra civiltà…eppure nessuno sembra fare questo ovvio collegamento:invece di cercare soluzioni “umane” (ch epoi si rivelano peggio del problema di partenza”,basterebbe ritornare a Dio,uniformare la vita di ciascuno di noi sulla Sua parola

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