Quando le azioni parlano

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Perché, fratelli, voi ricordate la nostra fatica e la nostra pena;
infatti è lavorando notte e giorno
per non essere di peso a nessuno di voi,
che vi abbiamo predicato il vangelo di Dio.
Voi siete testimoni, e Dio lo è pure,
del modo santo, giusto e irreprensibile
con cui ci siamo comportati verso di voi che credete;
sapete pure che, come fa un padre con i suoi figli,
abbiamo esortato, confortato e scongiurato ciascuno di voi
a comportarsi in modo degno di Dio,
che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.

(1Tessalonicesi 2:9-12 – La Bibbia)
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C’è un detto siciliano che dice così: “Fai chiddu ca dicu e nun fari chiddu ca fazzu”, ovvero “Fai ciò che io ti dico, ma non fare ciò che faccio io.”

A volte è questo l’atteggiamento che abbiamo nei confronti degli altri, quando parliamo loro di Gesù, insegnando la teoria della vita cristiana, ciò che dovremmo fare per piacere a Dio ma, allo stesso tempo, mettendo le mani avanti nell’affermare che comunque noi stessi non stiamo praticando ciò che diciamo. Per molti cristiani questo modo di pensare è diventato addirittura normale.

In qualche modo ci siamo dimenticati che, nonostante la nostra imperfezione, siamo comunque stati trasformati da Dio il quale vuole operare in noi ogni giorno e produrre in noi delle vite che lo onorano. Se ciò non fosse possibile, quale senso avrebbero gli insegnamenti e le esortazioni che troviamo nella bibbia?

L’apostolo Paolo in questa epistola rivolge molte esortazioni ai Tessalonicesi, ma come avrebbe potuto farlo se lui stesso non fosse stato un buon esempio?

Nei versi che abbiamo letto, infatti, egli fa leva proprio sull’esempio che ha lasciato loro.

Essi potevano ricordare la sua fatica e la sua pena, il suo lavoro giorno e notte pur di non essere di peso a nessuno di loro.

Essi erano testimoni del modo santo, giusto e irreprensibile con cui egli si era comportato nei loro confronti. E chiama Dio stesso come testimone di questo!

Inoltre, essi sapevano che egli li aveva esortati, confortati e scongiurati a comportarsi in modo degno di Dio, come fa un padre con i suoi figli.

Voi ricordate. Voi siete testimoni. Voi sapete. Queste espressioni indicano che Paolo non aveva dubbi di aver lasciato loro un buon ricordo tramite il suo comportamento. E noi possiamo dire altrettanto? O continueremo a dire “Fai ciò che io ti dico, ma non fare ciò che faccio io.”?

Abbiamo molto da imparare da Paolo in questi versi. Chiediamo a Dio di aiutarci a vivere in maniera coerente con la nostra fede in modo che la nostra testimonianza non giunga solo con le parole, ma anche con le nostre azioni.

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