Questione di tatto


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Cantare delle canzoni a un cuore dolente
è come togliersi l’abito in giorno di freddo,
o mettere aceto sulla soda.

(Proverbi 25:20 – LA BIBBIA)

Le parole dette a tempo sono come frutti d’oro
in vasi d’argento cesellato.

(Proverbi 25:11)

Per tutto c’è il suo tempo… un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare;

(Ecclesiaste 3:1,4)

Rallegratevi con quelli che sono allegri;
piangete con quelli che piangono.

(Romani 12:15)
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Vi è mai capitato di sentirvi male perché vi siete resi conto di essere stati, anche se in maniera involontaria, inopportuni? È proprio una brutta sensazione vero?

Non è sempre facile valutare le situazioni che ci troviamo davanti e può capitare di agire con una certa superficialità. A volte pensiamo di aiutare qualcuno che è giù di morale,  dicendogli qualcosa di divertente o proponendogli un’attività che possa portare distrazione. Ma poi ci accorgiamo che non era ciò ci cui l’altro aveva davvero bisogno e, allora, vorremmo sprofondare.

I versi che abbiamo letto ci ricordano che c’è un tempo per ogni cosa, e occorre capire bene il tempo in cui ci troviamo. Dobbiamo saperci rallegrare con coloro che sono allegri e piangere con quelli che piangono. Dobbiamo saper dire le parole più opportune in ogni occasione.

Il cuore dolente non ha bisogno delle nostre canzoni, ma ha bisogno di sapere che noi siamo presenti pronti a soffrire con chi soffre.

Quando una persona sta passando un brutto momento ha bisogno del giusto tempo affinché le ferite comincino a rimarginarsi.  Talvolta, invece di cercare di distrarre l’altro, sarebbe più opportuno stargli accanto, magari anche in silenzio. Potrebbe essere necessario piangere con chi piange piuttosto che volerlo far ridere a tutti i costi. Verrà ancora il tempo del riso, ma occorre avere tatto e aspettare il tempo opportuno.

Il termine tradotto con soda, nel primo verso che abbiamo letto,  è il  natron, carbonato idrato di sodio, una sostanza che si utilizzava molto nell’antico Egitto anche per l’imbalsamazione, oltre che per altri usi. Se si fosse mischiato con l’aceto, si sarebbe ottenuta una reazione che ne avrebbe compromesso la sua funzionalità. Mettere aceto sulla soda è proprio paragonato a cantare delle canzoni ad un cuore dolente. Non serve a nulla. Non aiuta chi soffre.

Una delle cose che ho apprezzato di più nella mia vita, quando ho avuto momenti di sconforto,  è stato proprio avere delle persone vicino che non hanno cercato di minimizzare il mio problema, né hanno mostrato di compatirmi solo a parole. Io non ricordo cosa mi hanno detto in quei momenti e, probabilmente, qualunque cosa avessero detto non sarebbe servita a lenire il mio dolore. Ma mi ricordo che c’erano. Erano presenti.

Che Dio mi aiuti ad avere il giusto tatto per capire le situazioni, e mi aiuti a non essere solo uno che vuole distrarre dalla sofferenza, ma che vuole soffrire con chi soffre, per poi tornare a sorridere insieme al tempo opportuno.

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