Ravvediti! Atti degli apostoli - Episodio 23

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Questo articolo è la parte 23 di 38 nella serie Atti degli apostoli

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«La vera potenza di Dio

Va’ dove ti porta lo Spirito»


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Simone credette anche lui; e, dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo; e restava meravigliato, vedendo i miracoli e le opere potenti che venivano fatti.
Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo.
Simone, vedendo che per l’imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo: «Date anche a me questo potere, affinché colui al quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo». Ma Pietro gli disse: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio. Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore. Vedo infatti che tu sei pieno d’amarezza e prigioniero d’iniquità». Simone rispose: «Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi accada».
Essi, dopo aver reso testimonianza e aver annunciato la Parola del Signore, se ne ritornarono a Gerusalemme, evangelizzando molti villaggi della Samaria.

(Atti 8:13-25 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Quando una persona si avvicina al vangelo e dice di voler affidare la propria vita a Gesù Cristo, per coloro che sono già credenti è un motivo di grande gioia. Infatti è sempre bello vedere qualcuno che si avvicina al proprio Creatore e riceve la vita eterna.

Tuttavia dobbiamo ammettere che non tutti si avvicinano al vangelo con le giuste motivazioni e chiunque abbia un minimo di esperienza sa che molte persone che sembrano cominciare un cammino con Dio sono in realtà fuochi di paglia.

Le ragioni possono essere le più disparate ma nel caso di Simone il mago non è difficile comprendere cosa sia successo.

Infatti Simone aveva avuto una grande influenza sui suoi concittadini samaritani con le sue arti magiche. Tutti lo tenevano in grande considerazione, ma l’arrivo del vangelo e la dimostrazione della potenza di Dio attraverso Filippo aveva fatto perdere l’interesse della popolazione verso le arti magiche di Simone.

Lo stesso Simone, vedendo le opere potenti che venivano compiute, rimase meravigliato e così aveva creduto anche lui ed era stato battezzato. Ma è piuttosto evidente che egli non avesse compreso appieno ciò che stava facendo, infatti nella seconda parte del brano si comprende che il suo intento era più che altro quello di imparare quella che, ai suoi occhi, sembrava una magia ancora più potente della sua. Infatti le vere motivazioni di Simone vennero smascherate quando Pietro e Giovanni giunsero in Samaria.

A proposito della venuta di Pietro e Giovanni occorre aprire una parentesi, infatti qualcuno potrebbe stupirsi del fatto che i Samaritani non avessero ricevuto lo Spirito Santo. Perché fu necessaria la presenza di Pietro e Giovanni affinché ciò avvenisse? Dio non poteva dare lo Spirito Santo senza la presenza degli apostoli? Ovviamente sì, visto che questo è ciò che avviene normalmente ancora oggi… Ma quello era un caso di particolare importanza in quel momento storico, infatti era necessario che gli apostoli fossero testimoni dell’evento proprio perché essi comprendessero che l’opera di Dio si stava effettivamente espandendo come Gesù aveva detto persino tra i Samaritani verso i quali i Giudei non godevano grande simpatia. Sappiamo infatti che mentre gran parte dei discepoli erano stati dispersi, gli apostoli erano rimasti a Gerusalemme e sicuramente avevano ricevuto con curiosità le notizie provenienti dalla Samaria. Quando Pietro e Giovanni pregarono e imposero le mani sui Samaritani, un gesto con cui si manifestava comunione e identificazione, essi furono effettivamente testimoni oculari del fatto che Dio stava benedicendo i Samaritani nello steso modo in cui aveva benedetto i Giudei a Gerusalemme. Essi avrebbero quindi potuto confermare agli altri apostoli a Gerusalemme quanto era avvenuto sotto i loro occhi. Notiamo che Pietro e Giovanni furono subito incoraggiati da quanto accaduto al punto che, tornando a Gerusalemme, continuarono ad evangelizzare anche altri villaggi della Samaria.

Ritornando a Simone, egli interpretò l’imposizione delle mani da parte degli apostoli come un gesto magico, come se lo Spirito Santo fluisse attraverso Pietro e Giovanni verso gli altri attraverso un potere che in qualche modo essi possedevano. In lui scattò quindi il desiderio di possedere quel medesimo potere per essere di nuovo rispettato e temuto!

Simone non era cambiato e, evidentemente, non aveva ricevuto lo Spirito Santo come gli altri ma era stato semplice spettatore dell’evento. D’altra parte il Signore conosceva Simone molto bene e non avrebbe sigillato con lo Spirito Santo qualcuno che non si era avvicinato a Lui con completa sincerità. Simone era riuscito ad intrufolarsi tra i credenti per un certo tempo ma la sua simulazione non poteva rimanere nascosta a lungo proprio perché la sua esperienza spirituale non era genuina.

Simone doveva comprendere che ciò con cui aveva a che fare era il dono di Dio, non un potere che si poteva acquistare con denaro. Era necessario che egli si avvicinasse a Dio con una fede genuina, comprendendo la necessità di essere perdonato per i propri peccati e abbandonando una volta per tutte quelle pratiche che avevano caratterizzato la sua vita fino a quel momento.

Pietro aveva compreso che quell’uomo necessitava di una vera conversione perché la sua offerta di denaro aveva dimostrato che il suo cuore era ancora “pieno di amarezza e prigioniero d’iniquità”. Però le parole di Pietro, benché dure, non furono solo di condanna nei confronti di Simone, infatti le parole di Pietro contenevano anche una soluzione al problema di Simone: ravvediti e prega il Signore per essere perdonato.

Anche Simone, come gli altri, aveva bisogno di ravvedimento e del perdono di Dio. Fino a quel momento, egli si era avvicinato superficialmente al vangelo ma non si era lasciato trasformare dal vangelo, continuando a vivere nel peccato e nella superstizione. La nostra speranza è che le sue parole conclusive «Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi accada» siano state l’inizio di un vero cammino di fede.

Forse anche tu, come Simone, non ti sei avvicinato al vangelo con le giuste motivazioni e magari hai paura di confessarlo. Ma qualunque sia la tua situazione specifica, non scoraggiarti perché Dio è sempre pronto ad accogliere un peccatore che si ravvede e si rivolge a Lui per essere perdonato. Ravvediti, confessa il tuo peccato al Signore e lascia che egli trasformi la tua vita!

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