La regola d’oro


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Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano,
fatele anche voi a loro;
perché questa è la legge e i profeti.

(Matteo 7:12 – La bibbia)

I farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si radunarono;
e uno di loro, dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova:
«Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?»
Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e il primo comandamento.
Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

(Matteo 22:34-40)
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La cosiddetta regola d’oro in forma positiva, come in questo caso, oppure negativa (non fare agli altri ciò che non vorresti…) richiama un concetto presente non solo nella bibbia, ma in molte culture e religioni.

Un esempio della forma negativa è la frase attribuita al famoso rabbino Hillel qualche anno prima di Gesù, in risposta ad un pagano il quale lo aveva provocato invitandolo a riassumere la legge nel tempo in cui lui avrebbe resistito stando in piedi su una gamba sola. Questa fu la risposta di Hillel: “Ciò che ti è odioso, non farlo agli altri. Questa è tutta la Torah. Il resto è commento. Và e studia.”

Gesù espresse questo concetto in forma positiva verso la fine del messaggio conosciuto come “sermone sul monte” quasi a voler riassumere i concetti che aveva espressi fino a quel momento. Quella frase in qualche modo sarebbe servita ai suoi interlocutori per comprendere lo spirito dell’intero messaggio. La forma positiva è senz’altro più forte perché chiama l’uomo all’azione, ad agire nei confronti del prossimo, a fare del bene piuttosto che ad evitare solo di fare del male. In fondo Gesù ci chiama a fare quello che lui ha fatto per primo, agendo in maniera pratica in favore del prossimo.

Inoltre, fatto non trascurabile, Gesù affermò che il concetto espresso in quella frase era in fondo lo spirito che animava la legge e i profeti, ovvero le scritture. In effetti, nell’altro brano che abbiamo letto, Gesù nel rispondere ad una domanda dei farisei circa il più grande comandamento espresse un concetto analogo affermando che la base su cui si fondava l’ubbidienza alle scritture (la legge e i profeti) era l’amore che si ha verso Dio con tutto il proprio essere, ma non a caso aggiunse proprio un secondo comandamento che riguardava l’amore per il prossimo. D’altra parte, se vogliamo piacere a Dio, se diciamo di amarlo, qual’è il modo migliore per mostrarlo, se non quello di mostrare amore verso il nostro prossimo? Le nostre relazioni orizzontali non sono forse lo specchio della nostra relazione con Dio?

Se ci pensiamo bene, Gesù ha dato il massimo esempio di cosa voglia dire fare agli altri ciò che vorresti ricevere, dando la sua vita per l’umanità affinché noi potessimo avere vita godendo i benefici di tale sacrificio.

Tutti siamo contenti quando qualcuno ci fa del bene, ma siamo disposti, nelle nostre relazioni interpersonali, a spendere la nostra vita per gli altri? Ci fa magari piacere che qualcuno ci aiuti e spenda il suo tempo con noi ma siamo noi stessi disposti ad investire il nostro tempo ma anche il nostro denaro o altre risorse per il bene del prossimo? In fondo Gesù ci sta sfidando a fare proprio questo se vogliamo ubbidire a Dio e alla sua parola. Amando il prossimo, trattandolo come noi vorremmo essere trattati, mostreremo anche il nostro amore per Dio.

Quando riflettiamo su queste cose, ci rendiamo conto allora che, nella sua semplicità, la regola d’oro non è solo una regola di vita come tante altre ma costituisce davvero una “cartina al tornasole”, un indicatore del nostro rapporto con Dio.

Pensiamo alle nostre relazioni interpersonali sul lavoro, in famiglia, nella chiesa. Come cambierebbero se tutti cercassero di applicare questo principio? Sarebbe una bella rivoluzione vero?

Perché allora non cominci proprio tu adesso, magari con il tuo coniuge o con altre persone vicine a te? I benefici non tarderanno a manifestarsi.

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2 Comments

  1. Che bello Omar questo post,avresti da raccontarci qualcosa circa i benefici?sarebbe bello sentire delle testimonianze a riguardo

    • Scusa Germana se non ti ho risposto subito ma questo è un periodo davvero intenso. Naturalmente questo è un blog pubblico e non posso condividere situazioni troppo specifiche e personali però posso dirti che da parecchio tempo nelle mie relazioni ho cominciato a cercare di mettere in pratica la regola d’oro cercando di fare agli altri ciò che vorrei gli altri facessero nei miei confronti e il principale beneficio è la gioia che deriva dall’aver fatto del bene a qualcuno, il quale di per sé è già impagabile. A volte poi questo rafforza le relazioni. Ho visto che quando ti interessi a qualcuno in maniera sincera senza chiedere nulla in cambio, ricevi comunque tanto. Applicare questi principi poi nel proprio matrimonio è fondamentale perché l’egoismo è alla base del fallimento della maggioranza dei matrimoni. Tu pensa cosa accadrebbe se ognuno cercasse il bene dell’altro invece del proprio. Ringrazio il Signore perché mi ha dato di realizzare un matrimonio di questo tipo 🙂 Non esitare a chiedermi per qualunque approfondimento. Magari puoi usare anche la mia email così le conversazioni non saranno pubbliche. ciao

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