Resisti alle malelingue! Episodio 13 - Libro di Neemia

Questo articolo è la parte 13 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Il coraggio di rinunciare

Sotto il fuoco amico»


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«Quando Samballat, Tobia e Ghesem, l’Arabo, e gli altri nostri nemici ebbero udito che avevo ricostruito le mura
e che non c’era più rimasta nessuna breccia, sebbene allora non avessi ancora messo i battenti alle porte,
Samballat e Ghesem mi mandarono a dire: “Vieni, e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono”.
Essi volevano farmi del male.
Io mandai loro dei messaggeri per dire: “Io sto facendo un gran lavoro, e non posso scendere.
Il lavoro rimarrebbe sospeso se io lo lasciassi per scendere da voi”.
Quattro volte essi mandarono a dirmi la stessa cosa, e io risposi loro allo stesso modo.
Allora Samballat mi mandò a dire la stessa cosa una quinta volta per mezzo del suo servo
che aveva in mano una lettera aperta, nella quale stava scritto:
“Corre voce fra queste popolazioni, e Gasmu l’afferma, che tu e i Giudei meditate di ribellarvi;
e che perciò tu ricostruisci le mura; e, stando a quel che si dice, tu dovresti diventare loro re,
e avresti perfino costituito dei profeti per farti proclamare re di Giuda a Gerusalemme.
Questi discorsi saranno riferiti al re. Vieni dunque, e parliamone assieme”.
Io gli feci rispondere: “Le cose non stanno come tu dici, ma sei tu che le inventi!”
Tutta quella gente voleva impaurirci e diceva: “Perderanno il coraggio e il lavoro non si farà più”.
Ma ora, o Dio, fortificami!

(Neemia 6:1-9 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 6
Neemia 6:1-9 Resisti alle malelingue!
Neemia 6:10-14, 17-19 Sotto il fuoco amico
Neemia 6:15-15 Un’impresa di Dio
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia
In un mondo ideale se una persona si comporta in maniera corretta non dovrebbe mai temere attacchi personali. Dovrebbe andare sempre d’accordo con tutti e vivere tranquillo. Ma il mondo reale non è affatto così!

Quando ero più giovane ero davvero convinto che se avessi sempre cercato di comportarmi in maniera corretta con gli altri, non avrei mai avuto nemici… Ma purtroppo ho sperimentato che non è affatto vero!

Infatti, per quanto uno cerchi di fare bene, troverà sempre qualcuno che la vede in maniera diversa, qualcuno che interpreta male le tue intenzioni, qualcuno che ti attribuisce dei secondi fini, qualcuno che per qualche motivo vuole metterti in cattiva luce, provocarti, rovinarti la reputazione e qualcuno che da retta alle malelingue senza neanche verificare come stanno le cose. Insomma, ce n’è per tutti i gusti,! Noi esseri umani riusciamo ad essere molto creativi quando si tratta di attaccare briga con qualcun altro!

Neemia lo sperimentò sulla sua pelle. Egli aveva fatto del bene al suo popolo, aveva rinunciato al suo comodo posto di coppiere del re per recarsi a Gerusalemme a svolgere un’impresa difficile. Come abbiamo visto aveva anche rinunciato al suo compenso come governatore pur di dare il buon esempio e di non creare altre difficoltà al popolo. Eppure, fin dall’inizio, anche Neemia dovette fare i conti con le sue spine nel fianco, nemici di Giuda che non vedevano di buon occhio la ricostruzione delle mura.
Tali nemici, vedendo che non erano riusciti a fermare i lavori in altro modo, decisero di giocarsi la carta della provocazione, dell’attacco personale per mettere in cattiva luce Neemia e costringerlo ad un passo falso che potesse screditarlo anche agli occhi del suo stesso popolo. Cercarono più volte di spingerlo ad incontrarli, stuzzicandolo anche attraverso insinuazioni piuttosto gravi. Addirittura lo accusarono di essere spinto da interessi personali, di voler diventare re di Giuda e Gerusalemme ribellandosi al re! Lo minacciarono di informare il re Artaserse di questo suo presunto piano.

Di fronte a queste minacce non era facile mantenere la calma senza scoraggiarsi… Ma Neemia sapeva che non c’era niente di vero in quelle accuse e decise di non sprecare il suo tempo per difendersi, preferendo invece andare avanti con il suo lavoro. Essi non avevano alcuna prova di ciò che affermavano e quindi avevano tutto da perdere a recarsi dal re; di conseguenza egli non si spaventò ma proseguì il lavoro.

Francamente al posto di Neemia mi sarei un po’ preoccupato del fatto che potessero arrivare all’orecchio del re Artaserse simili voci su mio conto, pur sapendo che non erano vere. Talvolta infatti tendiamo a preoccuparci molto della nostra reputazione e ci sentiamo obbligati a difenderla anche quando ci troviamo di fronte ad accuse inconsistenti. A volte, però, l’impegno richiesto per difendersi dagli attacchi delle malelingue può essere talmente grande da distrarci dalla nostra attività principale!

Dobbiamo trovare il giusto equilibrio. Non dobbiamo ignorare le critiche che riceviamo perché spesso si tratta di critiche costruttive che possono in effetti stimolarci a migliorare, ma non possiamo neanche sprecare il nostro tempo con chi semplicemente vuole metterci in cattiva luce spinto da sue motivazioni personali. Come ci insegna Neemia in questo brano, non vale proprio la pena dare retta ad ogni voce che ci riguarda, soprattutto se la nostra coscienza è pulita e sappiamo di essere spinti dalle giuste motivazioni.

Quando ci troviamo di fronte a certe malelingue, non preoccupiamoci troppo e chiediamo a Dio di aiutarci a resistere alla tentazione di dedicare troppo tempo per farle tacere. Preghiamo piuttosto come fece Neemia: “Ma ora, o Dio, fortificami!”.

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One Comment

  1. E\’ per questo che , il servo del Signore Giacomo , capitolo 3 della sua epistola : La moderazione della parola (la lingua)

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