Riflettere per agire Episodio 19 - Libro di Neemia

Questo articolo è la parte 19 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Il senso della parola di Dio

Dall’ascolto all’azione»


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Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i Leviti, che insegnavano, dissero a tutto il popolo:
«Questo giorno è consacrato al SIGNORE vostro Dio; non siate tristi e non piangete!»
Tutto il popolo infatti piangeva, ascoltando le parole della legge.
Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate cibi grassi e bevete bevande dolci,
e mandate delle porzioni a quelli che non hanno preparato nulla per loro;
perché questo giorno è consacrato al nostro Signore; non siate tristi;
perché la gioia del SIGNORE è la vostra forza».
I Leviti calmavano tutto il popolo, dicendo:
«Tacete, perché questo giorno è santo; non siate tristi!»
Tutto il popolo se ne andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa,
perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate.
Il secondo giorno, i capi famiglia di tutto il popolo, i sacerdoti e i Leviti si radunarono presso Esdra,
lo scriba, per esaminare le parole della legge.

(Neemia 8:9-13 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 8
Neemia 8:1-8 Il senso della parola di Dio
Neemia 8:9-13 Riflettere per agire
Neemia 8:13-18 Dall’ascolto all’azione
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Uno dei problemi più grossi della cristianità oggi è proprio la reazione all’ascolto della parola di Dio, o forse sarebbe meglio dire la mancata reazione all’ascolto…

Spesso non tendiamo l’orecchio alla Parola di Dio ma siamo distratti e disinteressati.

A volte siamo interessati ma chi predica non si lascia utilizzare dal Signore per farci comprendere.

Altre volte, però, stiamo attenti e, chi parla, ha un dono da parte del Signore per farci capire le Scritture, così, per qualche istante, siamo colpiti, ci commuoviamo e versiamo qualche lacrima. I sentimenti producono, poi, delle preghiere bellissime. Sembriamo disposti a prendere decisioni che cambieranno la nostra vita, diciamo al Signore che niente sarà più come prima… Ma, ahimè, la maggior parte delle volte usciamo fuori dal luogo in cui abbiamo ascoltato e nel giro di pochi minuti gli interessi per le cose che ci circondano riprendono saldamente il comando della nostra mente facendoci dimenticare ogni cosa. Non avete mai visto questo film?

Come abbiamo letto nel pensiero precedente sul libro di Neemia, il popolo aveva passato diverse ore in piedi ascoltando la spiegazione della legge di Dio. E quale fu la loro reazione? Essi piangevano mentre ascoltavano le parole della legge. Quelle parole avevano toccato il loro animo, mettendo in evidenza le loro mancanze davanti a Dio. Questo non stupisce, infatti quando la parola di Dio viene predicata con convinzione e ricevuta con sincerità, tocca i cuori.

Ma il processo di apprendimento non si conclude così. Dopo la commozione occorre riflettere per agire.

Neemia, Esdra e gli altri leviti esortarono quindi il popolo a smettere di piangere. Essi dovevano piuttosto tornare a casa e fare festa perché quello era un giorno di gioia consacrato al Signore. D’altra parte era il primo giorno del settimo mese, la festa delle trombe, un giorno di riposo solenne caratterizzato dal suono della tromba e da una santa convocazione (Le 23:23-25) come era avvenuto.

Il popolo tornò quindi a casa dove festeggiarono con gioia il fatto che avevano compreso le parole che erano state loro spiegate (Ne 8:12). E a tale festa poterono partecipare anche i più poveri che ricevettero porzioni di cibo.

Che cosa accadde dopo? Dopo il giorno di festa, i capi famiglia, i sacerdoti, i Leviti si radunarono di nuovo presso Esdra per esaminare nuovamente le parole della legge (v.13). Perché andare a riprendere le parole della legge? Subito dopo aver ascoltato il cuore era contrito, la commozione era molto forte ma, il giorno dopo, non contano più solo i sentimenti ma conta la volontà di mettere in pratica! A mente fredda si può tornare su ciò che si è ascoltato per riflettere con più calma e poi agire!

Ecco ciò che manca oggi! Viviamo in un’epoca dove abbiamo molte opportunità e mezzi per studiare la bibbia e ascoltare dei buoni messaggi biblici se vogliamo, ma cosa cambia nella nostra vita? Che cosa ne facciamo di tutte le cose che leggiamo o ascoltiamo? Le prendiamo sul serio oppure ci riempiamo solo la testa di nozioni, se siamo più intellettuali, oppure ci accontentiamo di qualche lacrimuccia, se siamo più sentimentali?

Se lo scopo finale della predicazione fosse produrre un’emozione, un film o uno spettacolo teatrale potrebbero produrne nello stesso modo, se non con migliori risultati. Se davanti alla bibbia ci troviamo mancanti, la prima reazione può essere l’emozione e la tristezza, ma se abbiamo compreso ciò che Dio vuole da noi, non possiamo accontentarci solo di piangerci addosso, ma dobbiamo riflettere e agire. Non leggiamo la bibbia solo per emozionarci o per dire che sarebbe bello se le cose potessero cambiare, ma leggiamo la bibbia perché siamo convinti che Dio possa davvero cambiare le nostre vite!

Non fermiamoci alle emozioni. Dopo la commozione è necessario “ritrovarsi il giorno dopo”. Impariamo a riguardare ciò che abbiamo studiato, a riprendere in mano, a mente fredda, i passi che abbiamo letto. Parliamone tra di noi. Parliamone con altri credenti. Parliamone in famiglia. Ritroviamoci il giorno dopo per applicare ciò che abbiamo imparato. La volontà di mettere in pratica ciò che il Signore ci dice è più importante dei sentimenti ed anche della conoscenza intellettuale.

In preda alle emozioni non si riesce molto a ragionare, ma il giorno dopo, quando le emozioni non ci sono più, occorre usare la volontà per recarsi lì dove la nostra volontà deve essere messa da parte, lì dove rinunciamo a noi stessi per fare spazio alla volontà di Dio e sottometterci alla sua Parola.

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3 Comments

  1. Giacobo 1:21″ Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre.
    22 Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. 23 Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; 24 e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era. 25 Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare.”

    …cosi Dio ci aiuti.

  2. In questo brano della BiBbia il Signore ci fa capire che dopo aver ascoltato la Parola di Dio oltre a meditarla poi la dobbiamo metterla in pratica con la nostra vita Gloria a Dio❤️

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