Riscattati a caro prezzo

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Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio?
Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri,
né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi,
né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.
E tali eravate alcuni di voi;
ma siete stati lavati,
siete stati santificati,
siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo
e mediante lo Spirito del nostro Dio
(…)
Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo
che è in voi e che avete ricevuto da Dio?
Quindi non appartenete a voi stessi.
Poiché siete stati comprati a caro prezzo.
Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

(1Corinzi 6:9-11,19-20 – La Bibbia)
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Questo è un brano che richiama tutti noi che professiamo una fede cristiana a considerare che la nostra scelta di credere in Gesù non è una scelta facile perché influenza ogni aspetto della nostra vita. Credere in Gesù non è solo assenso intellettuale ma è una scelta che ci spinge a lasciare la strada che abbiamo percorso fino a quel momento per cambiare vita.

Nei primi versi che abbiamo letto viene fatto un elenco di peccati che non è certamente esaustivo, ad esempio non viene citato l’omicidio, ma è evidente che sono rappresentati diversi tipi di peccato per farci rendere conto che, in un modo o nell’altro, ognuno di noi deve fare i conti con il proprio peccato e abbandonarlo con l’aiuto del Signore.

Anche se noi amiamo distinguere tra peccati più gravi e peccati meno gravi, in questi elenchi non emerge nulla del genere.
Forse non siamo stati sodomiti ma siamo stati avari, forse non siamo stati ubriaconi ma siamo stati fornicatori, forse non siamo stati ladri ma siamo stati adùlteri.

La cosa bella è che nonostante la nostra natura sia peccaminosa, Dio può trasformarci! L’apostolo Paolo infatti non parla di questi peccati al presente ma dice “E tali eravate…”. Eravate. Non importa ciò che siamo stati perché cambiare è possibile! Per quanto possa essere difficile per noi, tale compito è agevolato dal fatto che Dio ci ha lavato, giustificato e santificato e che ora lo Spirito di Dio abita in noi. Questa è davvero una buona notizia perché non dobbiamo contare sulle nostre forze per abbandonare il peccato!

L’apostolo Paolo non voleva che ci fossero dubbi sul fatto che i credenti avessero la responsabilità di onorare Dio anche con il proprio comportamento. Ed il motivo principale per cui essi hanno tale responsabilità è la riconoscenza verso colui che li ha riscattati a caro prezzo.

Se hai professato una fede in Gesù Cristo, hai ammesso che Gesù ha dato la sua vita per te, pagando un prezzo davvero elevato per la tua redenzione.
Il ragionamento dell’apostolo Paolo in questi versi è molto semplice: se Dio ti ha comprato pagando un prezzo così alto, il minimo che puoi fare, se hai compreso la portata dell’amore di Dio per te è prendere atto del fatto che ora appartieni a Lui, non più a te stesso. Se non realizzi questo, allora non hai realmente capito cosa ha fatto Gesù per te sulla croce.

Vivere volontariamente una vita che non onora Dio, pur ammettendo che Egli ti ha riscattato pagando un prezzo sulla croce, non ha alcun senso. Se infatti continuiamo a vivere volontariamente ed abitualmente nei medesimi peccati in cui vivevamo prima della conversione, dimostriamo un disprezzo per ciò che Gesù ha fatto per noi sulla croce.

L’apostolo Paolo afferma che il credente è stato lavato, santificato, giustificato proprio attraverso l’opera dello Spirito Santo in lui. Continuerà egli a vivere come prima? Sarà totalmente insensibile ai richiami dello Spirito Santo nella sua vita? Dio non sarà davvero in grado di trasformare il credente affinché egli possa onorarlo con la propria vita?

Queste sono domande che dovremmo farci se vogliamo comprendere davvero la natura della nostra relazione con Dio.

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