Come risponderai?

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Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza,
ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano,
perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia
per mezzo dell’uomo ch’egli ha stabilito,
e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se ne beffavano;
e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un’altra volta».
Così Paolo uscì di mezzo a loro.
Ma alcuni si unirono a lui e credettero;
tra i quali anche Dionisio l’areopagita, una donna chiamata Damaris, e altri con loro.

(Atti 17:30-34 – La Bibbia)

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Nel tentativo di condividere la mia fede con altri, più di una volta ho incontrato persone con uno strano modo di ragionare che più o meno si potrebbe riassumere così: “Tu hai la tua fede, io ho la mia. Ognuno crede in qualcosa. Perché non ti tieni la tua fede per te? Perché vuoi convincermi che io sia nell’errore? Ognuno dovrebbe credere in ciò che vuole e lasciare che gli altri facciano altrettanto”.

Sembra un ragionamento molto moderno, tollerante, rispettoso. Ma è invece un ragionamento basato su un fraintendimento delle motivazioni che spingono i cristiani ad evangelizzare, come se i credenti avessero dei vantaggi personali nel farlo.

Ciò che molti non comprendono è che l’evangelizzazione è un atto d’amore. Ѐ per amore che i cristiani spendono il loro tempo, le loro energie e, molto spesso, il proprio denaro per parlare di Gesù Cristo agli altri. Sarebbe più facile pensare ai fatti propri e non dire nulla a nessuno, ma è l’amore di Cristo che ci costringe a non stare zitti e ad avvertire il prossimo circa il giudizio che incombe su ogni uomo.

L’apostolo Paolo poteva lasciare che gli Ateniesi continuassero a credere nei loro falsi idoli ma sapeva che il Dio degli Ebrei era il medesimo Dio dei Greci, anche se loro non lo conoscevano, e un giorno avrebbero dovuto rendergli conto delle proprie vite.

Così, dopo aver presentato loro il Dio Creatore di ogni cosa in modo che potessero comprendere, Paolo non poté fare a meno di stimolare i suoi interlocutori a prendere una decisione. Fino a quel momento essi erano stati nell’ignoranza, ma in quel momento Dio stava concedendo loro l’opportunità di ravvedersi e conoscerlo.

Che ci si creda oppure no, il Dio creatore di ogni cosa è Colui che giudicherà ogni essere umano con giustizia. E il suo giudizio passerà attraverso colui che lui ha scelto, Gesù Cristo.

Gesù Cristo ha dato la sua vita per salvare gli uomini, pagando per i loro peccati. Ma è anche risorto, e questa è la prova sicura che Dio lo ha scelto. Lui ha pagato, è quindi logico che sia lui a giudicare gli uomini che hanno disprezzato e rifiutato il grande dono che egli ci ha fatto.

In fondo, noi cristiani non facciamo altro che continuare a predicare lo stesso messaggio di Paolo, e le reazioni degli uditori sono sempre le stesse che ci furono ad Atene: alcuni rifiutano il messaggio e se ne fanno beffe, altri si prendono del tempo per riflettere e si ripropongono di approfondire ma, grazie a Dio, ci sono anche quelli che credono e si convertono, comprendendo la necessità di scegliere Cristo come salvatore per non incontrarlo come giudice.

Dio comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano. Non si chieda quindi a noi cristiani di stare zitti. Continueremo a presentare l’amore di Cristo, la sua morte e la sua risurrezione e ognuno continuerà a fare la propria scelta: ubbidire a Dio o rimanere nella ribellione.

Tra gli uni che mi prenderanno in giro e gli altri che, a loro rischio e pericolo, rimanderanno la loro decisione al futuro, prego il Signore che mi dia di incontrare anche qualche Dionisio e qualche Damaris pronti ad accogliere con gioia la grazia di Dio. Quale sarà la tua reazione? Come risponderai?

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2 Comments

  1. L’amore di Cristo in noi ci costringe a parlare… l’eternità è ETERNA come l’inferno… con Gesù in terra si va in cielo per l’eternità… senza Gesù in terra si va all’inferno per l’eternità! A noi la scelta…

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