Scaglia la prima pietra Evangelo di Giovanni - Episodio 33

Questo articolo è la parte 33 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Non può essere il Cristo!

La luce del mondo»


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Gesù andò al monte degli Ulivi. All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più».] —
(Giovanni 8:1-11 – La Bibbia)
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Questo è uno dei racconti più conosciuti dell’evangelo di Giovanni ed è anche uno dei più significativi. Ci dice molto sull’uomo, sulla sua incoerenza, sulla sua incapacità di vedere il male in sé stesso mentre riconosce con facilità il peccato nell’altro.

Quella donna era stata colta in flagrante adulterio. La legge in Levitico 20:10 diceva che l’adulterio era soggetto alla pena di morte. Non c’era quindi apparentemente nulla da discutere, eppure alcuni scribi e farisei portarono quella donna da Gesù nel tempio, dove Gesù stava istruendo il popolo. Perché non avevano semplicemente applicato la legge? Perché il loro scopo, come il testo ci dice, era quello di “metterlo alla prova, per poterlo accusare”.

Gesù sapeva ovviamente quali erano i loro veri scopi. La legge era chiara, quindi se Gesù avesse detto che non andava lapidata, avrebbero avuto occasione di screditarlo di fronte al popolo come uno che non si atteneva alla legge. D’altra parte se Gesù avesse detto loro che la donna andava lapidata, essi avrebbero potuto strumentalizzarlo e additarlo anche di fronte ai Romani come un fomentatore che aizzava le folle a procedere con esecuzioni sommarie non autorizzate. La questione era quindi molto delicata.

Era evidente che quelle persone non avevano in quel momento alcun interesse per la giustizia né per l’interpretazione della legge, ma volevano solo cercare di metterlo in cattiva luce. Oltretutto la legge prescriveva che gli adulteri fossero lapidati entrambi. Se quella donna era stata colta davvero in flagrante adulterio, dov’era l’uomo con cui l’avevano trovata? Quel particolare metteva ancora più in evidenza l’ipocrisia e l’ingiustizia di quegli scribi e farisei, e non era certamente sfuggito a Gesù. Così Gesù, invece di rispondere, si mise a scrivere con il dito in terra, incurante dei suoi interlocutori.

Vedendo che Gesù non rispondeva, essi lo incalzavano ancora di più. Chissà, forse pensavano di averlo messo in un angolo, finalmente avevano trovato una domanda che aveva messo in difficoltà Gesù… Ma Gesù, a quel punto, con la sua famosa risposta spiazzò tutti:«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».

Con quella risposta Gesù ribaltò la situazione. Coloro che pensavano di averlo messo in difficoltà, si trovarono faccia a faccia con la propria coscienza. Gesù con quelle semplici parole smascherò i suoi interlocutori che evidentemente non si sentivano a posto anche nel modo in cui stavano trattando quella faccenda. I più vecchi furono i primi ad andarsene. Essi avevano più esperienza e sapevano bene che Gesù aveva ragione… Chissà quanti di loro avevano tradito le mogli almeno una volta. Oppure, pur non avendo mai tradito le mogli andando a letto con un’altra donna, avevano guardato altre donne magari più giovani, con occhi pieni di desiderio. Sapevano bene di non essere a posto nella loro coscienza.

Alla fine Gesù rimase solo con la donna. Gesù nella sua grande sapienza si era tirato fuori da una situazione scomoda. Si noti però che egli non disse alla donna che il suo peccato era cosa da poco, non minimizzò sulla gravità di ciò che la donna aveva fatto. Quella donna aveva scampato la condanna a morte perché anche i testimoni oculari si erano tirati indietro. Ma cosa sarebbe successo la prossima volta? Gesù la avvertì: «Va’ e non peccare più».

Questo brano ci insegna molto sulle conseguenze del peccato, sul perdono e sulla grazia di Dio. Quella donna ricevette una seconda opportunità in quell’occasione. Non pagò per le conseguenze del proprio peccato grazie alla saggezza di Gesù che con le sue parole era riuscito ad impedire l’esecuzione pur senza mettersi in contrasto con la legge. In quella occasione la donna era stata graziata, non aveva pagato per le conseguenze del proprio peccato, ma la prossima volta sarebbe potuta finire diversamente.

La legge insegnava che il peccato aveva delle conseguenze precise. La legge evidenziava il peccato e, come quest’episodio sottolinea, ogni persona è mancante di fronte a Dio. Lo era quella donna ma lo erano anche i suoi accusatori. E lo siamo anche noi. Anche io, anche tu. Se pensi di essere senza peccato, allora accomodati e scaglia la prima pietra!

Se guardiamo la nostra vita, dobbiamo riconoscere che tante volte Dio ci ha graziati. Quante volte Dio avrebbe dovuto punirci e invece sembra che ci sia andata bene? Ma come abbiamo risposto alla grazia di Dio? La nostra vita è cambiata o abbiamo continuato a vivere come prima, come se niente fosse, incuranti del nostro peccato?

La grazia di Dio non serve a gettare un colpo di spugna sul nostro peccato per poi continuare a vivere come prima. La grazia di Dio ci sprona a riconsiderare la nostra vita, a sperimentare una vera conversione per proseguire come nuove creature! A questo era chiamata quella donna. A questo siamo chiamati anche noi.

Se ascoltiamo la nostra coscienza ci rendiamo conto che nessuno di noi può dire di essere senza peccato, nessuno di noi resterebbe in piedi davanti alla legge di Dio, e nessuno di noi avrebbe il coraggio di scagliare la prima pietra.

Ma il Signore è intervenuto con la sua grazia e ci ha perdonato i nostri peccati facendo ricadere la condanna proprio su Gesù Cristo.
Dobbiamo quindi accettare ciò che Gesù ha fatto per noi e ravvederci, riconsiderare il nostro comportamento, vedere il nostro peccato come Dio lo vede, come qualcosa che offende la sua santità. Dobbiamo quindi ricevere la vita di Dio in noi attraverso lo Spirito Santo e dobbiamo proseguire il nostro cammino con riconoscenza per il perdono ricevuto e determinazione ad onorare Dio con il nostro comportamento. Se dovessimo cadere, confesseremo il nostro peccato e ci rialzeremo con rinnovata determinazione ad onorare Dio, ma non vivremo più deliberatamente nel peccato perché in quel modo disprezzeremmo la grazia di Dio.

Come quella donna adultera, anche noi abbiamo ricevuto una seconda opportunità, una nuova vita in noi, una vita da non spendere più al servizio del peccato, ma da spendere al servizio di quel Dio che ci ha perdonati in Cristo. Sfrutterai questa opportunità o disprezzerai la grazia di Dio per continuare a vivere nel peccato? Egli è pronto a perdonarti. E tu, sei pronto a ravvederti?

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