Se non credete in me Evangelo di Giovanni - Episodio 35

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Questo articolo è la parte 35 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«La luce del mondo

Veramente liberi»


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Egli dunque disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire». Perciò i Giudei dicevano: «S’ucciderà forse, poiché dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?» Egli diceva loro: «Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati».
Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l’appunto quel che vi dico. Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udite da lui, le dico al mondo». Essi non capirono che egli parlava loro del Padre. Gesù dunque disse loro: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono».

(Giovanni 8:21-29 – La Bibbia)
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Dove vado io, voi non potete venire“. Gesù durante il suo ministero ribadì più volte questo concetto. In questa occasione spiegò in maniera particolarmente chiara ciò a cui si riferiva.

L’incarnazione lo aveva portato nel mondo per riportare gli uomini a relazionarsi con Dio attraverso di Lui e i suoi contemporanei avevano avuto un’opportunità eccezionale; infatti avevano potuto passare del tempo con lui, avevano visto i suoi miracoli, avevano ascoltato le sue parole.

Tuttavia la maggior parte di loro rimaneva nell’incredulità.

Ormai il tempo stava per scadere, Egli avrebbe lasciato questo mondo ed essi, che avevano perso l’opportunità di conoscerlo come Messia, avrebbero continuato ad aspettare e cercare il Messia ma non lo avrebbero trovato! Per questo Gesù disse: “Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato“.

Le parole di Gesù denunciano una situazione drammatica. Infatti, se non avessero creduto in lui, se non avessero compreso chi era davvero Gesù, se non avessero creduto che Lui era il Messia inviato da Dio, se non avessero afferrato la realtà dell’incarnazione e il modo in cui Dio aveva scelto di redimerli, essi sarebbero rimasti nel loro peccato e ne avrebbero pagato le conseguenze, perdendo la possibilità di ricevere vita eterna e morendo a causa del proprio peccato. Non ci sarebbe mai più stato un altro Messia, non ci sarebbe mai più stato nessuno che sarebbe morto al loro posto per sottrarli alle conseguenze del peccato.

I loro ragionamenti dimostravano che essi non avevano la sensibilità per comprendere ciò di cui Gesù parlava. Gesù parlava loro di realtà spirituali mentre loro pensavano che egli volesse uccidersi. Nonostante il tempo passato con lui, essi non riuscivano proprio ad essere sulla stessa lunghezza d’onda di Gesù… Egli era di lassù e parlava di cose spirituali, ma loro erano di questo mondo e non riuscivano a comprendere il significato vero delle parole di Gesù.

La loro insensibilità spirituale si rende ancora più evidente quando domandarono a Gesù: “Chi sei tu?”. Infatti egli aveva appena detto loro che dovevano credere che “io sono”. Quell’espressione racchiudeva il senso dell’incarnazione, il senso della missione di Gesù che egli aveva già condiviso con loro molte volte. Egli era il Messia (Gv 4:26), egli era la parola fatta carne (Gv 1:14), la medesima parola che era con Dio ed era Dio allo stesso tempo (Gv 1:1), egli era la sorgente stessa della vita (Gv 1:3-4), egli era l’Unigenito Dio che è nel seno del Padre (Gv 1:18), egli era Colui che poteva trasformare l’acqua in vino (Gv 2:11), Egli era il Figlio di Dio inviato nel mondo perché il mondo fosse salvato per mezzo di lui (Gv 3:17), egli era colui che guariva i malati anche a distanza con la sua sola parola (Gv 4:53), egli era la sorgente d’acqua viva (Gv 4:14, Gv 8:38), egli era Colui che ha vita in Sé stesso (Gv 6:26) e può vivificare e risuscitare chi vuole (Gv 6:21), egli era il pane della vita (Gv 6:5), egli era Colui che avrebbe giudicato il mondo (Gv 6:22), egli era colui che avrebbe dato lo Spirito a coloro che avrebbero creduto in lui (Gv 7:39), egli era la luce del mondo (Gv 8:12).

Gesù aveva già fornito prove evidenti della sua identità, ecco perché disse: “Sono per l’appunto quel che vi dico.” Doveva forse ripeterglielo ancora una volta? Egli era colui che aveva in mano il giudizio, che diceva al mondo solo le parole che il Padre gli aveva detto. Doveva aggiungere altro? Quando avrebbero capito?

Gesù sapeva come sarebbero andate le cose. Essi avrebbero capito solo nel momento in cui avrebbero innalzato Gesù sulla croce, uccidendolo.. Solo a quel punto essi avrebbero conosciuto Gesù, avrebbero visto infatti la potenza di Dio all’opera quando Gesù sarebbe risorto perché il Padre non lo avrebbe abbandonato nella tomba. Avrebbero quindi compreso cosa intendeva dire quando parlava della sua perfetta unità con il Padre, avrebbero capito che si erano trovati davanti ben di più di un semplice uomo. Avrebbero conosciuto chi lui era davvero.

Sappiamo che dopo la resurrezione i suoi discepoli capirono e cominciarono a testimoniare di Lui anche agli altri. A partire da un piccolo gruppo di uomini la buona notizia si è espansa in tutto il mondo fino a raggiungere miliardi di persone, fino ai nostri tempi.

Ma è anche vero che molti continuarono a non credere anche dopo la risurrezione e molti disprezzano Gesù ancora oggi. E tu hai compreso chi è davvero Gesù? Hai compreso la realtà dell’incarnazione?

Egli è morto ed è risorto dimostrando che le sue parole erano verità. Dio stesso ha dovuto camminare tra noi prendendo forma di uomo per portare su di sé il peccato dell’uomo perché nessun uomo avrebbe mai potuto farlo. Nessun uomo avrebbe potuto mai pagare per il peccato di un altro perché tutti gli uomini sono peccatori. Solo Colui che è senza peccato poteva dare la sua vita al posto nostro.

Se non comprendi questo, anche per te non c’è nessuna possibilità di salvezza, nessuna possibilità di riconciliazione con il tuo creatore. Proprio come Gesù disse ai suoi interlocutori, se non credi in Lui, se non accetti ciò che Egli ha fatto per te, non ti resta che pagare per le conseguenze del tuo peccato, non ti resta che essere giudicato e morire a causa del tuo peccato. Spero proprio che questa non sia la tua condizione ma che tu sia tra coloro che hanno creduto in Gesù per la loro salvezza.

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