Sei un attore?


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Perché la nostra predicazione non proviene da finzione,
né da motivi impuri, né è fatta con inganno;
ma come siamo stati approvati da Dio
che ci ha stimati tali da poterci affidare il vangelo,
parliamo in modo da piacere non agli uomini,
ma a Dio che prova i nostri cuori.

(1Tessalonicesi 2:3-4 – LA BIBBIA)

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La nostra parola italiana “ipocrisia” deriva da una parola greca (ὑποκριτής) che significa «attore», «simulatore». L’ipocrita quindi è proprio chi parla o agisce comportandosi come un attore, fingendo di avere qualità, devozione, sentimenti che in realtà non possiede.

Già nel primo secolo, non tutti erano mossi da motivi nobili nel predicare il vangelo.
Molti si comportavano proprio come attori che recitavano una parte in cambio di qualche vantaggio personale. Alcuni avevano interessi economici, altri cercavano fama o potere.

L’apostolo Paolo prendeva le distanze da simili atteggiamenti e poteva dichiarare di aver predicato il vangelo senza alcuna finzione né inganno. I motivi che lo spingevano non erano impuri, infatti egli si rendeva conto che il suo operato non sarebbe stato giudicato dagli uomini ma da Dio. Egli non si preoccupava di piacere agli uomini, ma di piacere a Dio il quale gli aveva dato l’onore di poterlo servire predicando il vangelo.

Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e negare che ancora oggi non accadano queste cose. Anzi, oggi le cose vanno anche peggio.

Purtroppo falsi predicatori spuntano come i funghi giorno dopo giorno e ingannano molte persone, spesso per il solito vecchio motivo: l’amore per la fama e il denaro.

Per questo motivo, molte persone sono sempre più caute e hanno quasi paura quando parlo loro del vangelo. Se non mi conoscono bene, hanno paura che io li voglia portare in chissà quale setta per spillare loro del denaro. Come biasimarli? Se ne sente davvero di tutti i colori.

Per questo motivo, è importante che come cristiano io abbia delle buone relazioni con le persone che mi circondano. Un buon comportamento, una coerenza con la fede che professo sono indispensabili oggi più che mai per distinguersi da coloro che vendono il vangelo invece di predicarlo gratuitamente per amore.

Dobbiamo quindi farci un esame di coscienza ed essere sicuri di essere mossi da motivi nobili. Come Paolo, dobbiamo predicare la buona notizia inerente Gesù, il salvatore del mondo, non per interesse, non con finzione, non per cercare di impressionare gli uomini, ma per piacere a Dio.

Il mondo non ha bisogno di attori che recitano a memoria una parte, ma di persone genuine e trasparenti che annuncino la buona notizia e agiscano nel timore di Dio.

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