La sorte degli ipocriti

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Qual è mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici
per dare loro il vitto a suo tempo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato!
Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni.
Ma, se egli è un servo malvagio che dice in cuor suo:
“Il mio padrone tarda a venire”;
e comincia a battere i suoi conservi, a mangiare e bere con gli ubriaconi,
il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l’aspetta,
nell’ora che non sa,
e lo farà punire a colpi di flagello
e gli assegnerà la sorte degli ipocriti.
Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.

(Matteo 24:45-51- La Bibbia)
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Un padrone di un’azienda che, tornando da un viaggio, non trovasse i suoi dipendenti sul posto di lavoro, o li trovasse impegnati in attività diverse da quelle da lui ordinate, sarebbe contrariato. Quei dipendenti rischierebbero il licenziamento.

Gesù, in questi versi, utilizzò proprio l’esempio di un servo che ha ricevuto un incarico importante ma che decide di non svolgerlo nel modo richiesto dal padrone. Tale servo avrebbe dovuto occuparsi di retribuire i propri conservi in assenza del padrone ma decide invece di maltrattare i propri conservi e sperperare il denaro mangiando e ubriacandosi.

È interessante notare che il motivo di tale atteggiamento è la convinzione che il padrone avrebbe continuato a tardare, lasciandogli tutto il tempo di sistemare eventualmente le cose. Invece il padrone lo sorprende arrivando proprio nel momento in cui lui non è preparato a riceverlo.

A qualcuno potrebbe sembrare molto dura la punizione che il padrone diede a quel servo, flagellandolo e assegnandogli la sorte degli ipocriti, destinandolo ad un luogo dove ci sarà pianto e stridore dei denti, espressione che Gesù usa normalmente quando si riferisce alla punizione che aspetta i nemici di Dio. Come poteva un servo essere punito come un nemico?

Il problema è proprio questo: si trattava davvero di un servo? Il termine “Ipocrita” deriva dalla parola in cui anticamente venivano indicati gli attori di teatro, ovvero coloro che fingevano di essere qualcuno pur essendo qualcun altro. In fondo quel servo si comportò proprio come un attore, fingendo di essere un servo ma essendo di fatto uno che serviva solo sé stesso.

Leggendo questo brano dovremmo quindi chiederci se siamo dei servi e per rispondere a quella domanda dovremmo osservare come stiamo spendendo il nostro tempo in attesa del ritorno di Gesù Cristo.

Il servo fedele e prudente è un servo saggio che sa che il suo padrone può venire in qualunque momento e allora il suo desiderio è quello di essere trovato sempre pronto. Mi chiedo quanti di noi stiano vivendo come servi fedeli e prudenti, preparandoci ad incontrare il nostro Dio.

Il controllo del tempo è nelle mani del padrone, non del servo. Eppure anche noi a volte spendiamo la nostra vita come se fosse nelle nostre mani, continuando a procrastinare ogni decisione di seguire il signore. A volte, pur dichiarando di aver creduto, continuiamo a vivere come se niente fosse totalmente assorti nelle nostre faccende, incuranti della volontà di Dio. Non è questo ciò che il padrone si aspetta dai propri servi.

Spesso, proprio come accadeva ai discepoli, speculiamo sul momento in cui il re (ovvero Gesù Cristo) tornerà. Ma ciò che dovrebbe preoccuparci, più che il “quando”, è il “come”. Quando il re tornerà, ci troverà impegnati ad occuparci del suo regno?

Passano i giorni e gli anni e in un attimo passa tutta la nostra vita. E magari stiamo continuando a rimandare le cose importanti, quelle che Dio si aspetta da noi, non ci stiamo preoccupando di essere suoi servi, o forse non ci stiamo preoccupando neppure della sua esistenza. Ma il Padrone, il creatore del mondo prima o poi tornerà per giudicare, non per salvare. È già venuto per salvare quando duemila anni fa Gesù ha dato la sua vita per noi affinché noi potessimo essere riconciliati con Dio, e in tutto questo tempo è stato lasciata la possibilità agli esseri umani di cercare Dio e di avere un rapporto con Lui.

Molti pensano che Dio non esista, altri non se ne preoccupano affatto, altri dicono di credere in Lui ma questo non fa alcuna differenza nella loro vita… ma quando Gesù tornerà saremmo trovati come servi fedeli e prudenti o dovrà assegnarci la sorte degli ipocriti?

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3 Comments

  1. Ciao Omar, bentornato con le riflessioni. Un caro saluto per la Lidia.
    Il concetto di servo risulta difficile da accettare per molti, si sente spesso in giro: “Io sono padrone di me stesso”, anche se ne meno cosi non è. Ci volle l’umiltà per accettare tale condizione pero non basta, ci volle fedeltà per risultare idoneo nel regno di Dio. Aiutaci Signore nella tua pazienza!

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