Siamo una famiglia! Lettera agli Efesini - Episodio 8

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Questo articolo è la parte 8 di 13 nella serie Lettera agli Efesini

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«Uniti in Cristo

Il mistero di Cristo»


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Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell’edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito.

(Efesini 2:19-22 – La bibbia)
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Indice generale della serie sulla lettera agli Efesini

Ti sei mai sentito a disagio in mezzo ad un gruppo di persone di cui non ti sentivi veramente parte? A me è successo molte volte.

Ma quando incontro persone che amano Dio, persone che sono figli di Dio, anche quando sono di nazionalità diversa o di ceti sociali diversi, anche quando sono persone che incontro per la prima volta, normalmente si crea subito un bel legame senza alcun imbarazzo. Perché accade questo? Perché apparteniamo tutti alla stessa famiglia!

Nei versi che abbiamo appena letto, Paolo si rivolge ai suoi lettori stranieri per confermare loro che non dovevano più sentirsi a disagio, non dovevano più sentirsi stranieri né ospiti, ma dovevano sentirsi a casa loro nel popolo di Dio essendo diventati membri della famiglia di Dio a tutti gli effetti.

La famiglia di Dio era composta da santi, ovvero da persone che avevano un rapporto con Dio, persone che Dio si era messo da parte affinché gli appartenessero e lo servissero.

Sappiamo che quando Gesù è venuto si è rivolto in primo luogo alle persone del proprio popolo quindi è ovvio che i primi discepoli siano stati tutti Ebrei. D’altra parte Israele era un popolo speciale, un popolo chiamato ad essere santo, un popolo che aveva ricevuto le promesse di Dio ed era stato messo a parte per il Signore per servirlo e per essere suo testimone verso il resto del mondo. Israele era chiamato ad essere un popolo di santi (es. Le 19:2).

Nonostante gli alti e i bassi che hanno caratterizzato la storia di Israele, c’è sempre stato un residuo di Israeliti santi, persone che avevano preso Dio sul serio e che avevano riposto la loro fede in Lui. Attraverso i secoli, Dio aveva mantenuto le sue promesse e, anche attraverso quel residuo di fedeli, Dio aveva portato avanti il suo piano e, con la venuta di Gesù il Messia promesso, quel piano aveva raggiunto il suo apice.

Come abbiamo considerato negli episodi precedenti, le tradizioni che gli uomini avevano affiancato alla legge di Dio avevano creato una barriera tra Ebrei e stranieri, ma Gesù aveva abbattuto quel muro di separazione. Gli apostoli, attraverso l’opera di Dio in loro, avevano compreso che gli stranieri dovevano essere considerati fratelli anche se erano incirconcisi nella carne. Ciò che contava era l’opera dello Spirito Santo, la circoncisione del cuore che anche Mosè aveva ritenuto fondamentale (De 10:16).

Ecco perché Paolo stava incoraggiando i suoi lettori a non sentirsi più ospiti né cittadini di serie B, perché in Gesù essi erano a pieno titolo concittadini dei santi! Essi potevano unirsi ai loro fratelli ebrei senza paura perché Dio li accoglieva nella sua grande famiglia. Non è meraviglioso?

Il divino architetto stava costruendo un edificio spirituale formato da tutti coloro che appartengono alla famiglia di Dio, Ebrei o stranieri che fossero. Tale edificio spirituale è un tempio, il luogo che doveva servire come dimora dello Spirito Santo, ovvero di Dio.

La parola utilizzata in questo brano per “tempio” indicava proprio la parte più interna del tempio di Dio in Gerusalemme, quella che comprendeva il santuario, il luogo santissimo. Dio aveva garantito la sua presenza lì ed era quindi il luogo dove idealmente la terra e il cielo, la dimensione visibile e quella invisibile si incontravano.

Quindi Paolo stava affermando che la comunità dei credenti era un tempio fatto non di pietre ma di esseri umani, il santuario in cui Dio garantiva la sua presenza. Infatti egli abitava in loro attraverso la presenza dello Spirito Santo. E Paolo stava confermando che anche i suoi lettori stranieri facevano parte di quell’edificio spirituale, erano pietre viventi che Dio stava utilizzando per costruire l’edificio che simbolizzava la sua presenza nel mondo.

Come si entra a far parte di quell’edificio? Ancora una volta la risposta nel testo non potrebbe essere più chiara: in Lui, cioè in Gesù il Messia. D’altra parte Gesù, in questo brano, è paragonato alla pietra angolare dell’edificio, cioè la pietra più importante a partire dalla quale si comincia a costruire. La comunità dei figli di Dio non potrebbe sussistere se non fosse connessa a Gesù, la pietra angolare. Anzi, l’umanità stessa non esisterebbe senza Gesù in quanto egli è la Parola di Dio per mezzo della quale ogni cosa è stata fatta (Gv 1:3).

I profeti del passato avevano parlato da parte di Dio e avevano annunciato la venuta del Messia dopo di loro ma allo stesso tempo noi sappiamo che egli era prima di loro! Infatti Gesù era prima di ogni cosa e nulla esisterebbe senza di lui. Tutto l’edificio formato da coloro che appartengono alla famiglia di Dio ha senso solo in Gesù. Il fondamento di tale edificio costituito da apostoli e profeti si basa sul Messia. Dio aveva parlato all’uomo fin dai tempi antichi e si era rivelato all’uomo in molte forme e in molte maniere, ma l’obiettivo di Dio era stato stabilito prima della creazione del mondo (Ef 1:4) ed è sempre stato quello di adottarci come suoi figli, accoglierci nella sua famiglia, attraverso il Messia Gesù (Ef 1:5) promesso ad Israele. Lo stesso Gesù aveva utilizzato gli scritti di Mosè e degli altri profeti per far comprendere agli apostoli (Lc 24:27, 44-49) che le scritture parlavano di lui e della sua opera! Gli apostoli avevano quindi portato avanti l’incarico ricevuto da Gesù diventando suoi testimoni e gettando le basi per continuare la costruzione dell’edificio spirituale di Dio.

I primi discepoli di Gesù erano stati tutti Ebrei ma ora era bello per Paolo vedere che a quell’edificio si stavano aggiungendo tante pietre viventi tratte da ogni nazione sulla faccia della terra. Ecco cos’è la chiesa, ecco cos’è la comunità formata da tutti i figli di Dio! Non è un’organizzazione umana basata su gerarchie inventate dagli uomini ma è una famiglia composta da Ebrei e stranieri uniti in un medesimo Spirito, un edificio spirituale costruito sulla pietra angolare, Gesù Cristo, e su un fondamento solido che affonda le sue radici nella testimonianza che troviamo nelle scritture dell’antico testamento e del nuovo testamento che si stava formando attraverso l’opera degli apostoli.

Anche io e te possiamo fare parte di quella famiglia, anche noi possiamo essere concittadini dei santi, anche noi possiamo fare parte di quell’edificio spirituale ma possiamo farlo solo in Lui, solo in Gesù il Messia che ha dato la sua vita per noi affinché noi potessimo vivere e potessimo avere il diritto di essere chiamati figli di Dio.

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