Signor mio e Dio mio! Evangelo di Giovanni - Episodio 86

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Questo articolo è la parte 86 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Pace a voi

Affinché crediate»


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Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò».
Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

(Giovanni 20:24-29 – La Bibbia)
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Era fondamentale che i discepoli fossero testimoni oculari della risurrezione di Gesù. Le generazioni successive di cristiani avrebbero infatti dovuto basarsi sulla loro testimonianza perché non avrebbero avuto il medesimo privilegio.

Tutti gli apostoli dovevano essere pienamente convinti di quello che sarebbe stato il fondamento della loro predicazione, di conseguenza anche Tommaso, l’unico che non era presente quando Gesù si presentò la prima volta in mezzo ai discepoli, doveva incontrare Gesù risorto per essere testimone della risurrezione.

Tommaso non aveva creduto alla testimonianza degli altri discepoli. D’altra parte dobbiamo considerare che la risurrezione di Gesù aveva colto di sorpresa tutti i discepoli, non solo Tommaso! Anche gli altri discepoli, compreso Pietro, non si erano fidati troppo del racconto delle donne nella mattina in cui Gesù era risorto (Lc 24:11) e si convinsero solo dopo averlo visto con i loro occhi.

Tommaso voleva quindi una prova concreta e Gesù, nella sua grazia, gliela concesse, dandogli l’opportunità di incontrarlo di persona affinché potesse ravvedersi dalla sua incredulità.

Tommaso realizzò che era proprio Gesù risorto quello che aveva davanti e fu sopraffatto dalla grandezza di ciò che stava avvenendo al punto che si riferì al suo maestro riconoscendone di fatto la divinità con la meravigliosa espressione: «Signor mio e Dio mio!».

Gesù accettò la confessione di fede di Tommaso ma osservò: “Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”

Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto. Quante volte abbiamo incontrato persone che, prendendosi gioco di noi, ci hanno invitato a produrre delle prove dell’esistenza di Dio? Anche di fronte all’evidenza di un mondo che porta tutti i segni di un divino progettista, il loro scetticismo rimane inalterato. Vogliono vedere Dio oppure non crederanno. Dicono: “Se Dio vuole che crediamo in Lui, si mostri!”

Ecco perché Gesù aveva detto che sarebbero stati beati quelli che avrebbero creduto pur non avendo visto! Infatti Dio si rivelerà a coloro che lo cercano nel modo giusto! Dio è Spirito ed è in Spirito e verità che dobbiamo cercarlo, ovvero nel modo corretto, quello che Dio ha stabilito.

L’uomo si ostina a negare persino l’esistenza di un mondo spirituale ma dobbiamo ringraziare Dio perché lo Spirito Santo compie la sua opera nell’uomo affinché, pur non vedendo con gli occhi, possa comunque incontrarlo.

Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto. In questa categoria rientrano tutte le seguenti generazioni di cristiani fino alla nostra. Sono infatti più di venti secoli che il messaggio dell’evangelo viene trasmesso da una generazione all’altra basandosi sulla testimonianza di quei primi testimoni oculari.

Ogni persona che abbia fede in Dio, sa che c’è stato un momento della sua vita in cui è stato illuminato e si è reso conto in maniera tangibile della presenza di Dio. Di fronte a quella presenza tangibile che irrompeva nella sua vita, si è sentito inadeguato, indegno, distante, peccatore. Questo è il punto di partenza per ogni conversione genuina. Pur non avendo visto Dio con gli occhi fisici, lo abbiamo incontrato spiritualmente e il nostro spirito convinto di peccato si è arreso confessando il suo stato di peccato e il suo bisogno di ricevere la grazia di Dio. Ed è a quel punto che Dio ci ha trasformato con il suo Spirito Santo dandoci di poter vedere con gli occhi della fede ciò che non potevamo vedere con gli occhi fisici.

È una esperienza meravigliosa che accomuna in qualche modo coloro che hanno creduto in Dio. Non abbiamo visto con gli occhi eppure abbiamo la certezza di averlo incontrato.

Se non è già accaduto, prego il Signore perché ti dia di fare al più presto questa esperienza affinché anche tu possa credere senza aver visto con gli occhi ed esclamare “Signor mio e Dio mio!” quando egli ti inonderà con la sua meravigliosa grazia.

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Posted in Pensieri.

One Comment

  1. Sì è utile fare l’esperienza personale col Salvatore perché non Dobbiamo ne possiamo basarci su ciò che ci dicono gli uomini.

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