Un buon equipaggiamento

Condividi questo articolo su:

Novità! --Scarica "Un buon equipaggiamento" come un file PDF! --


Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate
e di cui hai acquistato la certezza,
sapendo da chi le hai imparate, 
e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture,
le quali possono darti la sapienza
che conduce alla salvezza
mediante la fede in Cristo Gesù.
Ogni Scrittura è ispirata da Dio
e utile a insegnare, a riprendere, a correggere,
a educare alla giustizia, 
perché l’uomo di Dio sia completo
e ben preparato per ogni opera buona.

(2Timoteo 3:14-17 – LA BIBBIA)

Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Ogni attività richiede un equipaggiamento specifico per essere svolta con profitto. Il pescatore avrà un equipaggiamento diverso rispetto al cacciatore. Il tennista avrà un equipaggiamento diverso rispetto ad uno sciatore. Così se una persona parte per andare in montagna il suo equipaggiamento sarà diverso da colui che invece si sta recando verso il mare.

Secondo questi versi, una persona che voglia essere “completo e ben preparato per ogni opera buona” non può prescindere dalla scrittura.  Timoteo aveva la mamma e la nonna credenti (2Ti 1:5-6) e, fin da piccolo, lo avevano nutrito con la scrittura che lo avrebbe condotto alla fede in Gesù Cristo. Lo stesso Paolo era stato per lui un buon esempio. Ma era importante che lui continuasse a perseverare in quella medesima strada perché quello era l’equipaggiamento di cui aveva bisogno.

La scrittura non è come un libro qualunque, che lo leggi una volta, magari due, e puoi dire di conoscerlo.  Essa è ispirata da Dio, è la sua rivelazione scritta per noi, autorevole, inerrante.   Ogni credente che voglia davvero onorare Dio nella propria vita ed essere pronto per il servizio deve ricordarsi che la scrittura costituisce il suo equipaggiamento imprescindibile, il suo cibo quotidiano.

Sia la salvezza che la santificazione del credente hanno il loro fondamento nella scrittura. E uno dei segni di un credente nato di nuovo è che persevera nella scrittura perché in essa trova ciò di cui ha bisogno per vivere una vita che onori il Signore, ovvero una vita messa a parte per il Signore,  una vita, appunto, santa.

Se vogliamo servire il Signore, dobbiamo innanzitutto imparare, e la scrittura ci insegna. Confrontandoci con la scrittura vedremo anche che ci sono molte cose nella nostra vita che non sono conformi ad essa, ed essa ci riprenderà. Ma la scrittura non ci dice solo che abbiamo sbagliato, essa ci corregge, indicandoci la strada giusta da percorrere.  In definitiva, essa ci educa alla giustizia dandoci quindi le indicazioni di cui abbiamo bisogno per diventare servi della giustizia, persone che vogliono ubbidire a Dio.

Quando incontro un cristiano che ha poco rispetto per la bibbia e pensa di poter servire Dio con la buona volontà e le sue forze, ma si rifiuta di  lasciarsi formare dalla scrittura, sono perplesso. Ho conosciuto molti che vogliono servire Dio a loro modo, magari utilizzando le opere per nascondere evidenti lacune nel proprio rapporto con Dio. Ma che tipo di servizio sarà quello di colui che pensa di soddisfare Dio con delle opere mentre si rifiuta di abbandonare il peccato nella propria vita? Che tipo di servizio sarà quello di chi rifiuta l’insegnamento, la riprensione, la correzione e l’educazione alla giustizia della scrittura?

Tutte le nostre opere, perché abbiano un senso davanti a Dio, devono provenire da un cuore che desidera conformarsi alla parola di Dio. Essa ci conduce alla salvezza e poi, ci rende completi e ben preparati per ogni opera buona.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo puoi scrivermi a [email protected] Aiutami a diffondere i pensieri di questo blog condividendo sui social newtworks. Grazie
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!