Sono pochi i salvati?

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Un tale gli disse: «Signore, sono pochi i salvati?»
Ed egli disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta,
perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta,
voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta,
dicendo: “Signore, aprici”.
Ed egli vi risponderà: “Io non so da dove venite”.
Allora comincerete a dire:
“Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza,
e tu hai insegnato nelle nostre piazze!”
Ed egli dirà: “Io vi dico che non so da dove venite.
Allontanatevi da me, voi tutti, malfattori”.
Là ci sarà pianto e stridor di denti,
quando vedrete Abraamo, Isacco, Giacobbe
e tutti i profeti nel regno di Dio
e voi ne sarete buttati fuori.
E ne verranno da oriente e da occidente,
da settentrione e da mezzogiorno,
e staranno a tavola nel regno di Dio.
Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi
e dei primi che saranno ultimi».

(Luca 13:23-30 – La bibbia)
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Viviamo in un’epoca in cui  i più sorridono a sentire parlare di porte strette in cui occorre passare per essere salvati.

A dirla tutta, la maggioranza delle persone non crede neanche che ci sia bisogno di essere salvati da qualcosa. In fondo per loro Dio non esiste e non c’è nessuno a cui bisogna rendere conto, quindi perché farsi dei problemi?

Un’altra grande fetta di persone, pur credendo in Dio, è convinta che lo si possa raggiungere in qualunque modo. Per loro Dio è un po’ come Roma. Tutte le strade portano là.

Ma se prendiamo sul serio le parole di Gesù, dobbiamo prendere atto del fatto che la salvezza non è scontata.

Perché non è facile essere salvati? Forse Dio non vuole avere relazioni con noi? No, al contrario, è il peccato che ha creato una barriera tra Dio e l’uomo. Basta guardarsi intorno per accorgersi che la maggior parte delle persone non ha la minima idea di come si possa incontrare Dio e, anzi, si fa beffe di chi afferma che ciò è possibile. La porta è stretta perché richiede di ritrovare quella comunione perduta con il creatore.

Ma ciò che sorprende della risposta di Gesù è che il più grosso ostacolo dell’uomo è proprio la religione. Si, la religione, invece di essere la soluzione, può diventare parte del problema.

Gesù avvertì i suoi interlocutori a li invitò a riflettere. Sarebbero stati tra quelli che un giorno avrebbero preteso di entrare nel regno di Dio perché avevano conosciuto l’insegnamento di Gesù? Dio avrebbe risposto loro: “Io non so da dove venite” ovvero “Non vi conosco”. Infatti la presenza di Gesù in mezzo a loro non sarebbe stata una garanzia se tale presenza non avesse avuto nessuna influenza pratica nella loro vita.

L’uomo cerca di supplire alla mancanza di un vero rapporto con Dio con azioni meccaniche, superstiziose, preghiere recitate a memoria.  Questo caratterizza tutte le religioni e, ahimè, ci sono anche molti sedicenti cristiani che lo sono più per scaramanzia o abitudine che per una reale comunione con Dio ed un desiderio di ubbidirgli.

La frase con cui Gesù conclude il suo dire “Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi” rivela che le cose non sono sempre come appaiono. Molti Israeliti che lo stavano ascoltando sembravano piuttosto religiosi, quindi “primi” nel regno dei cieli, eppure alla fine sarebbero rimasti fuori, mentre coloro che agli occhi di quei religiosi potevano sembrare gli “ultimi”, lontani da Dio, anche appartenenti a nazioni che, fino a quel momento, non avevano neanche sentito parlare di Dio, sarebbero invece risultati tra i primi nel regno di Dio se avessero ristabilito un rapporto sincero con il loro creatore.

Abbiamo di che riflettere.  La domanda iniziale “Sono pochi i salvati?” ricevette da Gesù una duplice risposta. Innanzitutto, egli non ne fece una questione di quantità (pochi o tanti) ma di qualità. Fece capire che chi voleva entrare nel regno di Dio doveva riporre  la sua fede in Dio e comportarsi di conseguenza, passando per una porta stretta. In secondo luogo, mise in guardia sui parametri con cui gli uomini valutano la propria religiosità. Dio avrebbe guardato al loro cuore, non all’apparenza delle cose, e alcuni rischiavano di rimanere fuori pur essendo appartenenti ad un popolo privilegiato, che aveva ricevuto la legge di Dio da secoli.

Sono pochi i salvati?  Non lo so, ma sicuramente conosco sempre meno persone che hanno una genuina fede in Dio e hanno compreso l’importanza di ciò che Cristo ha fatto per loro, avendo ricevuto in loro una nuova vita. Spero che tu che stai leggendo queste righe possa essere tra questi.

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