Sposami! Libro di Rut - Episodio 8

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Questo articolo è la parte 8 di 13 nella serie Libro di Rut

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«Un raggio di sole dopo la tempesta

Un uomo perbene»


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Lei [Rut n.d.r.] rimase dunque con le serve di Boaz, a spigolare, fino alla conclusione della mietitura dell’orzo e del frumento. E abitava con sua suocera.
Naomi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, io devo assicurarti una sistemazione perché tu sia felice. Boaz, con le cui serve sei stata, non è forse nostro parente? Ecco, stasera deve ventilare l’orzo nell’aia. Làvati dunque, profumati, indossa il tuo mantello e scendi all’aia; ma non farti riconoscere da lui prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. E quando se ne andrà a dormire, osserva il luogo dov’egli dorme; poi va’, alzagli la coperta dalla parte dei piedi, e còricati lì; e lui ti dirà quello che tu debba fare». Rut le rispose: «Farò tutto quello che dici».
Scese all’aia, e fece tutto quello che la suocera le aveva ordinato.
Boaz mangiò e bevve e, con il cuore allegro, se ne andò a dormire all’estremità del mucchio di covoni. Allora lei venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte dei piedi, e si coricò. Verso mezzanotte, quell’uomo si svegliò di soprassalto, si voltò, ed ecco una donna era coricata ai suoi piedi. «Chi sei?» le chiese. E lei rispose: «Sono Rut, tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». Ed egli a lei: «Sii benedetta dal SIGNORE, figlia mia! La tua bontà d’adesso supera quella di prima, poiché non sei andata dietro a dei giovani, poveri o ricchi. Non temere, dunque, figlia mia; io farò per te tutto quello che dici, perché tutti qui sanno che sei una donna virtuosa…
(Rut 2:23-3:13 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sul libro di Rut

La mietitura dell’orzo in Israele cominciava con la festa delle primizie durante la settimana di Pasqua e quella del frumento terminava più o meno in corrispondenza della festa delle settimane, cinquanta giorni dopo. In questo periodo di circa due mesi Rut lavorò con le serve di Boaz in maniera regolare e la situazione era certamente migliorata per Rut e Naomi.

Il miglioramento della situazione portò Naomi a mettere da parte l’amarezza che l’aveva contraddistinta nella prima parte del libro (vedi Rut 1:20) per ritrovare la dolcezza implicita nel suo nome (ricordiamoci che Naomi significa “mia dolcezza”). La dolcezza di Naomi la scorgiamo nella sua preoccupazione perché la sua giovane nuora sia felice. Finalmente la sua attenzione cominciava a spostarsi da sé stessa e dai suoi problemi per preoccuparsi dei problemi della nuora, un segno della guarigione interiore che stava avvenendo in Naomi. È sempre un buon segno quando cominciamo a distoglierci dai nostri problemi per aiutare gli altri, vero?

Rut era una Moabita e certamente non conosceva a fondo le usanze in Israele e in particolare in Betlemme. Ma Naomi sapeva bene come una donna avrebbe dovuto procedere per segnalare il suo desiderio di offrirsi come sposa ad un parente del marito defunto per poter dare una discendenza alla famiglia.

Tale usanza prevedeva comunque che fosse la donna a segnalare la sua disponibilità per questo tipo di matrimonio. Rut non era obbligata. Tuttavia quella giovane Moabita aveva deciso di andare fino in fondo e stava dimostrando davvero la sua serietà nel volersi sottomettere al Dio di Israele ma anche agli usi e costumi di quella nazione.

Non dobbiamo però credere che Rut avesse accettato il consiglio della suocera solo per accontentarla. Quel Boaz era stato gentile con lei e aveva parlato al suo cuore fin dal primo giorno che si erano conosciuti (vedi Rut 1:13) ed ella aveva avuto certamente modo di apprezzare ancora di più quell’uomo durante le settimane passate. Rut fece quindi la sua scelta e decise di offrirsi come sposa a Boaz. “Sposami!” le disse con quel gesto che a noi può sembrare davvero ardito.

Sicuramente la procedura che Naomi fece seguire a Rut non è quella che indicheremmo a nostra figlia nel ventunesimo secolo! Ma nel racconto è ovvio che Boaz comprese molto bene ciò che Rut stava facendo quando la trovò ai suoi piedi nel cuore della notte. Ella non si stava offrendo per una semplice notte di passione ma, come ella stessa disse, gli stava chiedendo di esercitare il suo diritto di riscatto ovvero di sposarla.

Boaz era un uomo serio e non la toccò come avrebbe potuto fare un altro uomo con una giovane ragazza che gli si offriva in quel modo. Invece apprezzò ancora di più quella donna virtuosa: “Sii benedetta dal SIGNORE, figlia mia! La tua bontà d’adesso supera quella di prima”. Rut era probabilmente abbastanza avvenente da potersi offrire a persone ben più giovani di lui senza curarsi del diritto di riscatto. Non solo quella giovane aveva sacrificato la sua vita per la suocera ma intendeva anche onorare il marito defunto dandogli la discendenza che non aveva avuto! Che donna era quella Rut!

Boaz non era obbligato ad esercitare il diritto di riscatto ma, essendo un uomo che temeva Dio, considerava un onore ciò che Rut gli stava proponendo. Egli avrebbe svolto volentieri il ruolo di riscattatore della famiglia perché quella donna lo meritava davvero e lo stava dimostrando!

Il lettore moderno può rimanere piuttosto stupito da quanto abbiamo letto. Nella nostra società sia le donne che gli uomini scelgono i propri partner più che altro attratti dall’aspetto fisico. Ma, come avevamo già fatto rilevare in precedenza, Rut e Boaz avevano cominciato dal loro primo incontro ad apprezzare le virtù l’uno dell’altra e ora, a distanza di qualche settimana, vediamo il frutto di quell’attrazione. Rut era pronta ad offrirsi come sposa a quell’uomo, benché più vecchio di lei, pur di onorare la memoria del defunto marito. Boaz, a sua volta, era pronto a prenderla in sposa pur comprendendo che il loro primo figlio, se il Signore lo avesse donato loro, avrebbe portato avanti non il suo nome ma quello del defunto marito di Rut. Non è la storia d’amore a cui forse siamo abituati ma è comunque una storia d’amore, un amore che porta ad essere responsabili verso l’altro, a fare la scelta giusta. Come vedremo Dio benedirà questa storia d’amore in un modo straordinario.

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2 Comments

  1. Caro Omar,
    Ti ringrazio per questo studio che si sta dimostrando più interessante di quanto avrei immaginato.
    Il Signore continui a benedirti,
    Franco

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