Sprecare la seconda possibilità


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In quel tempo Ezechia si ammalò di una malattia che doveva condurlo alla morte.
Il profeta Isaia, figlio di Amots, andò da lui, e gli disse:
«Così parla il SIGNORE: Dà i tuoi ordini alla tua casa; perché tu morirai; non guarirai».
Allora Ezechia voltò la faccia verso il muro e pregò il SIGNORE, dicendo:
«SIGNORE ricòrdati, ti prego, che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro,
e che ho fatto ciò che è bene ai tuoi occhi». Ezechia scoppiò in un gran pianto.
Isaia non era ancora giunto al centro della città, quando la parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini:
«Torna indietro, e di’a Ezechia, principe del mio popolo:
“Così parla il SIGNORE, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera,
ho visto le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa del SIGNORE.
Aggiungerò alla tua vita quindici anni, libererò te e questa città dalle mani del re di Assiria,
e proteggerò questa città per amor di me stesso, e per amor di Davide mio servo”».

(2Re 20:1-6)

In quel tempo Ezechia fu colpito da una malattia che doveva condurlo alla morte;
egli pregò il SIGNORE, e il Signore gli parlò, e gli concesse un segno.
Ma Ezechia non fu riconoscente del beneficio ricevuto; poiché il suo cuore s’inorgoglì,
e l’ira del SIGNORE si volse contro di lui, contro Giuda e contro Gerusalemme.
Tuttavia Ezechia si umiliò dell’essersi inorgoglito in cuor suo:
tanto egli, quanto gli abitanti di Gerusalemme;
perciò l’ira del SIGNORE non si riversò sopra di loro durante la vita di Ezechia.

(2Cronache 32:24-26) – La Bibbia)
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Non capita spesso di avere una seconda possibilità.

Normalmente la vita di ogni essere umano scorre con un percorso che varia da persona a persona fino ad un certo punto in cui arriva al suo termine. In alcuni casi è possibile avere un’idea della vita che si sta avvicinando al suo termine, in altri casi la morte sopraggiunge improvvisa e talvolta prematura. Ma il caso di Ezechia è piuttosto singolare: egli venne informato del fatto che la propria vita stava per finire ma riuscì ad ottenere una proroga di durata stabilita!

Ezechia era stato un buon re che aveva seguito le orme di Davide nel seguire il Signore (2Re 18:3) fino al momento in cui, come abbiamo letto, il Signore aveva stabilito di mettere fine alla sua vita attraverso una malattia. Fino a qui non troviamo nulla di strano. In fondo, come abbiamo osservato in precedenza, Ezechia condivide la sorte di tutti gli uomini giusti o malvagi che siano. Ma a questo punto accadde qualcosa di davvero singolare, Ezechia disperato chiese a Dio di poter vivere ancora e Dio glielo concesse, fissandogli addirittura un termine preciso: quindici anni.

Ezechia ha ottenuto quindici anni di bonus. Niente male vero? Quanti di noi vorrebbero poter godere dello stesso privilegio? Eppure la storia di Ezechia durante questi quindici anni di bonus ci dimostra che avere una seconda possibilità non è sempre un bene per noi. Forse è proprio questo il motivo per cui il Signore ha voluto che venissimo a conoscenza di questa aspetto della storia di Ezechia.

Durante i quindici anni di bonus che Ezechia ricevette, egli commise infatti degli errori dovuti all’orgoglio. Se si prosegue la lettura in 2 Re 20:12-20 si apprende infatti che Ezechia fece vedere tutti i tesori reali ad una delegazione babilonese. Egli evidentemente non resistette alla tentazione di mostrare la propria opulenza e ciò dispiacque a Dio.

Il brano che abbiamo letto in 2Cronache, pur non riportando tutti i dettagli che troviamo in 2 Re 20 , riassume in maniera impietosa il fatto che “Ezechia non fu riconoscente del beneficio ricevuto; poiché il suo cuore s’inorgoglì”.

Alla luce di quanto abbiamo letto, non possiamo fare a meno di chiederci se questi quindici anni di bonus siano stati davvero un bene per Ezechia. Sembra proprio che Ezechia abbia sprecato la sua seconda possibilità. Infatti, se Ezechia fosse morto quindici anni prima non ci sarebbe stata questa macchia nella sua vita.

Questo ci porta a considerare che, anche se il piano di Dio per la nostra vita talvolta non sembra il migliore ai nostri occhi, possiamo stare certi che Egli ha ogni cosa sotto il suo controllo. Egli sa quello che fa. Magari noi piangiamo perché consideriamo un’ingiustizia ciò che il Signore ci sta riservando, ma il Signore ci sta preservando da qualcosa di peggio in vista dell’eternità!

Vorremmo davvero avere una seconda possibilità per poi sprecarla come ha fatto Ezechia?
Quante volte abbiamo ricevuto dei benefici da parte di Dio ma non siamo stati riconoscenti? Piuttosto che chiedere a Dio una seconda possibilità, chiediamo a Dio di non sprecare l’unica cartuccia che ci ha dato e che Egli ci aiuti ad onorarlo con la nostra vita ogni giorno fino al momento in cui ci chiamerà a sé. Se la nostra vita avrà glorificato Dio, non avrà importanza se sarà stata più o meno lunga o corta, perché godremo comunque per tutta l’eternità del premio che Egli ha preparato per noi.

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2 Comments

  1. Ciao caro \”webmaster\”, questo sito è per me, una possibilità di prendere uno nuovo e bel respiro di aria pura, un rinfrescante sorso di acqua viva, pane da saziarmi, e cosi via, tutto quello che il tesoro della Parola di Dio ci offre e ci rivela (in questo caso tramite te), di adorabile per la nostra anima. Gloria al Signore! nTanti saluti nel Signore!

  2. Verissimo!! Oggi come oggi, e da queste parti, grazie al Signore viviamo ancora nel periodo della grazia quando possiamo godere ogni mattina di un’ennesima possibilità: Egli ci parla, si rivela. Abbiamo noi pero gli occhi aperti e le orecchie attente? . Non sarà senza fine questa possibilità, sia che c’è ne andiamo, sia che la grazia finisce, dovremo rendere conto della nostra “unica cartuccia”. Usiamola con intelligenza, con premura se vogliamo recarci verso il premio eterno.

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