Una squadra che loda Dio! Episodio 27 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 27 di 31 nella serie Libro di Neemia

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Questi sono i sacerdoti e i Leviti che tornarono con Zorobabele, figlio di Sealtiel, e con Iesua: Seraia, Geremia, Esdra, Amaria, Malluc, Cattus, Secania, Reum, Meremot, Iddo, Ghinnetoi, Abiia, Miiamin, Maadia, Bilga, Semaia, Ioiarib, Iedaia, Sallu, Amoc, Chilchia, Iedaia. Questi erano i capi dei sacerdoti e dei loro fratelli al tempo di Iesua. Leviti: Iesua, Binnui, Cadmiel, Serebia, Giuda, Mattania, che dirigeva con i suoi fratelli i canti di lode. Bacbuchia e Unni, loro fratelli, si alternavano con loro secondo il loro turno.

Iesua generò Ioiachim; Ioiachim generò Eliasib; Eliasib generò Ioiada, Ioiada generò Ionatan; Ionatan generò Iaddua.
Ecco quali erano, al tempo di Ioiachim, i capi di famiglie sacerdotali: della famiglia di Seraia, Meraia; di quella di Geremia, Anania; di quella d’Esdra, Mesullam; di quella d’Amaria, Ioanan; di quella di Melicu, Ionatan; di quella di Sebania, Giuseppe; 15 di quella di Carim, Adna; di quella di Meraiot, Chelcai; 16 di quella di Iddo, Zaccaria; di quella di Ghinneton, Mesullam; di quella d’Abiia, Zicri; di quella di Miniamin e di Moadia, Piltai; di quella di Bilga, Sammua; di quella di Semaia, Ionatan; di quella di Ioiarib, Mattenai; di quella di Iedaia, Uzzi; di quella di Sallai, Callai; di quella di Amoc, Eber; di quella di Chilchia, Casabia; di quella di Iedaia, Netaneel.
Quanto ai Leviti, i capi famiglia furono iscritti al tempo di Eliasib, di Ioiada, di Ioanan e di Iaddua; e i sacerdoti, sotto il regno di Dario, il Persiano. I capi delle famiglie levitiche furono iscritti nel libro delle Cronache fino al tempo di Ioanan, figlio di Eliascib.

I capi dei Leviti erano: Casabia, Serebia, Iesua, figlio di Cadmiel; e i loro fratelli si alternavano con loro per lodare e celebrare il SIGNORE, secondo l’ordine di Davide, uomo di Dio, per gruppi, secondo il loro turno. Mattania, Bacbuchia, Obadia, Mesullam, Talmon, Accub erano portinai, e facevano la guardia ai magazzini che stavano alle porte. Questi vivevano al tempo di Ioiachim, figlio di Iesua, figlio di Iosadac e al tempo di Neemia, il governatore, e di Esdra, sacerdote e scriba.

(Neemia 12:1-26 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 12
Neemia 12:1-26 Una squadra che loda Dio!
Neemia 12:27-43 Gioia incontenibile!
Neemia 12:44-47 Un servizio apprezzato
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Tutti corrono. Tutti hanno sempre qualcosa da fare. Così è la nostra società che non ti dà il tempo di respirare, che ti costringe a passare da un’attività all’altra senza soluzione di continuità.

Persino i cristiani talvolta sono così occupati da dimenticarsi che la loro principale attività dovrebbe essere quella di lodare Dio!
Talvolta siamo così presi dalle nostre attività, non necessariamente cattive, da dimenticare che l’espressione più bella della nostra fede è quella in cui esprimiamo verbalmente la nostra lode a Dio con canti e preghiere.

In questo brano leggiamo che l’impegno di Neemia nel ripristinare la vita spirituale del popolo passava anche per un ripristino dei vari ministeri dei Leviti e dei sacerdoti.

In particolare in questo semplice brano vediamo che c’erano addirittura Leviti dedicati alla lode, una vera e propria squadra che loda Dio! Nulla veniva lasciato al caso ma vari gruppi di Leviti si alternavano regolarmente per garantire che ci fosse sempre una squadra dedita a lodare e celebrare Dio. Bello, vero?

Se nel tempio c’era una squadra di persone che lodavano Dio, noi che abbiamo conosciuto l’amore di Dio nel suo figlio Gesù Cristo, non dovremmo essere a maggior ragione una squadra che loda Dio?

Non solo dovremmo lodare Dio insieme, incontrandoci con altri cristiani proprio a questo scopo,ma la nostra stessa vita dovrebbe essere un’espressione di lode a Dio. Ogni giorno abbiamo grande motivo per lodare Dio, anche quando non ci sono riunioni di chiesa!

Durante le nostre giornate, prendiamoci del tempo non solo per fare delle attività, non solo per chiedere a Lui di aiutarci quando siamo nel bisogno, ma offriamogli davvero un sacrificio di lode con le nostre labbra (Eb 13:15). Pensiamo a Colui che ci ha non solo creati, ma ci ha amati al punto da non lasciare che andassimo incontro al nostro destino lontani da Lui senza una speranza. Egli ci ha donato invece una grande speranza in Gesù Cristo che ha dato la sua vita per noi e questo è un motivo di lode straordinario che dovrebbe illuminare ogni istante della nostra esistenza.

Gli Israeliti avevano ripristinato una squadra che lodava Dio con continuità nella sua casa. Noi credenti, che siamo la casa di Dio oggi, saremo forse da meno? Cominciamo oggi a lodare con gioia pensando al giorno in cui lo faremo per sempre uniti a tutti coloro che hanno creduto in Lui. Lì, nell’eternità, potremo unirci agli angeli che adorano Dio dicendo: «Amen! Al nostro Dio la lode, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l’onore, la potenza e la forza, nei secoli dei secoli! Amen» (Apocalisse 7:12).

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