Tra il dire e il fare…

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Professano di conoscere Dio,
ma lo rinnegano con i fatti,
essendo abominevoli e ribelli,
incapaci di qualsiasi opera buona.

(Tito 1:16 – LA BIBBIA)

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Fin da quando sono nato, ho sempre vissuto in Italia, un paese in cui quasi tutti si dicono cristiani. Molti, anche se non hanno difficoltà ad ammettere di non credere in nulla, mantengono comunque una parvenza di religiosità per fare piacere ai genitori o ai nonni.  Al momento godiamo ancora di una certa libertà religiosa quindi non si rischia tantissimo a dire di credere in Dio.

Se in Italia almeno la metà di coloro che si dichiarano tali, fossero effettivamente cristiani credo che avremmo visto una storia un po’ diversa negli ultimi decenni.

Qualche tempo fa si è fatto un gran parlare di Oscar Giannino, leader del movimento politico “FARE per Fermare il Declino”, che ha millantato titoli che non aveva. Ma quanti di noi sono dei millantatori quando parlano di fede? Quanti di noi verrebbero smascherati se fosse fatta una indagine accurata sul proprio conto?

Professiamo di conoscere Dio? Bene, vediamo se tale professione regge alla prova dei fatti…

L’apostolo Paolo non aveva dubbi su alcuni sedicenti credenti di Creta: “Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona.”

I frutti nella nostra vita dimostreranno se c’è stata una trasformazione interiore operata dallo Spirito Santo. Un credente può peccare, può mancare in molte cose, ma egli cercherà sempre di rialzarsi, cercherà il ravvedimento e il perdono di Dio. Un credente che continua a sguazzare negli stessi peccati senza mostrare alcun segno di pentimento, dimostra proprio di essere incapace di qualunque opera buona, proprio perché, se non abbiamo lo Spirito Santo che agisce in noi, non troveremo in noi stessi la capacità di cambiare.

Negli ultimi anni sto notando un degrado progressivo che sempre più mi richiama alla mente il verso in esame. Conosco infatti una grande quantità di persone che “professano di conoscere Dio”, sono frequentatori, talvolta entusiasti, dei culti domenicali, sono persino molto attivi in alcune opere, ma nella loro vita stanno fallendo miseramente. Si osserva grande superficialità nei rapporti interpersonali, superficialità nel rapporto coniugale (con conseguenti tradimenti, separazioni, divorzi ecc.),  disonestà nel mondo del lavoro, assenza di riconoscimento del proprio peccato, una vita non trasformata dall’opera di Dio. Insomma sembra di avere a che fare con tanti “Dr.Jackill & Mr. Hide” che sembrano avere una vita “spirituale” alcuni giorni della settimana (forse ore o minuti) e una vita assolutamente mondana nella restante parte del tempo, non disdegnando le stesse pratiche, le stesse profanità, lo stesso uso del proprio tempo di coloro che non sono cristiani.

Come dicevo prima,  tutti siamo mancanti in molte cose. Ma un credente, quando pecca, si rialza ed è pronto ad abbandonare il  proprio peccato per andare avanti nel suo cammino con Dio. Quando questo non avviene, che differenza c’è tra il credente e il non credente?

Un giorno mi sono reso conto di correre questo pericolo e non voglio che tu faccia lo stesso errore. Forse frequenti una chiesa  e guardi  dall’alto in basso coloro che appartengono ad altre denominazioni, pensando di essere molto meglio di loro. Forse pensi che il fatto di esserti battezzato un giorno, ti abbia conferito qualche merito particolare davanti a Dio. Ma ricordati che per vedere il regno di Dio bisogna nascere di nuovo. Tu sei nato di nuovo? Sei una nuova creatura?

Bada a te stesso. Sii onesto con te stesso.  Se stai vivendo come tutti gli altri, con l’unica differenza che professi di conoscere Dio, stai rischiando che i fatti rinneghino la tua professione di fede, smascherandola come falsa.

Cambia oggi il tuo modo di agire in modo che  il dire e il fare siano sempre più convergenti nella tua vita.

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