Troppo impegnati per pregare? Gesù trovava sempre il tempo per pregare. E noi?

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Però la fama di lui si spandeva sempre più;
e moltissima gente si radunava per udirlo ed essere guarita dalle sue infermità.
Ma egli si ritirava nei luoghi deserti e pregava.

(Luca 5:15-16 – LA BIBBIA)

Gesù era stato in disparte a pregare…

(Luca 11:1)

Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare.
E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo.

(Matteo 14:23)
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Viviamo in un’epoca dominata dallo stress. La maggior parte di noi fatica a stare dietro a tutti i propri impegni giornalieri. Spesso corriamo da una parte all’altra senza fermarci un istante.

Talvolta, siamo così impegnati da rischiare di trascurare la cosa più importante per la nostra vita: la preghiera.

Non credo sia un’esagerazione affermare che la preghiera è l’aspetto più importante della nostra vita. In fondo, la preghiera è il mezzo che abbiamo per mantenere vivo il nostro rapporto con Dio.  In preghiera, non solo esprimiamo ciò che ci sta a cuore ma impariamo anche ad ascoltare ciò che Dio vuole dirci.

Gesù ha molto da insegnarci anche su questo aspetto.

Gesù stava avendo un buon successo e molta gente lo cercava. Era immerso tutto il giorno nel portare aiuto e guarigione alle persone intorno a Lui e nella predicazione del suo messaggio di salvezza. In quella situazione non era certamente facile trovare un attimo per stare da solo.

Eppure, in mezzo a tutta quella gente, a  quel rumore, a quella frenesia,  Gesù riusciva a trovare il tempo per “staccare”. Nonostante ci fosse bisogno di continuare a predicare e operare, Gesù sapeva che c’era qualcosa di molto più importante che non andava trascurato.

Infatti, come abbiamo letto, Gesù riusciva sempre a ritagliarsi del tempo per ritirarsi e pregare. Leggendo i vangeli si nota che Gesù cercava sempre dei luoghi in disparte dove potesse pregare. Per quanto la sua agenda potesse essere piena, non passava giornata in cui Gesù non si riservasse di trovare il tempo e il luogo per stare con il Padre.

Lui, il figlio di Dio, per continuare il suo servizio aveva bisogno di mettere da parte del tempo per pregare. Per quanto le cose in cui era impegnato fossero importanti, passavano in secondo piano quando era il momento di pregare.

Gesù sapeva bene che la preghiera, che ad alcuni sembra un’attività di poco conto, avrebbe fornito tutto il carburante di cui egli aveva bisogno per continuare a mantenere quei ritmi. Infatti proprio la comunione con il Padre gli forniva la forza per continuare ad operare in quel modo.

Nel nostro mondo frenetico, sempre di corsa, come cristiani c’è il pericolo di lasciarsi prendere dall’attivismo ed essere così immersi nelle “cose che ci sono da fare”, anche buone, da perdere di vista l’appuntamento più importante della nostra giornata, quello con la preghiera. Molte volte mi è capitato di commettere questo errore e , presto, mi sono reso conto che tutto il mio “attivismo” non può supplire alla forza che il Signore mi può infondere attraverso i  preziosi momenti di comunione con Lui.

La preghiera non è una perdita di tempo. Ricordiamoci che lo zelo è una buona cosa, ma in mezzo a tutte le nostre attività, abbiamo bisogno di fermarci, di prenderci del tempo in disparte per cercare la guida del nostro Padre celeste.  Se ne aveva bisogno Gesù, non ne abbiamo noi maggiore necessità?

Qualcuno ha detto: “Quando l’uomo prega, Dio opera, ma quando l’uomo opera, Dio lo lascia fare”. Questa frase denota proprio quanto sia importante la preghiera se vogliamo che ciò che facciamo sia guidato da Dio. Quando siamo noi ad operare, tutti i nostri sforzi, per quanto apprezzabili non sono confrontabili con quanto Dio può fare quando rimettiamo ogni cosa nelle sue mani.

Quando ci dedichiamo alla preghiera, scopriamo che in realtà riusciamo ad essere molto più efficaci nelle cose che dobbiamo fare, proprio perché dipendiamo da Dio e non ci basiamo sulle nostre forze.

Per quanto possiamo essere impegnati, ricordiamoci quindi che dovremmo sempre trovare il tempo e il luogo dove appartarci per sviluppare  la nostra relazione con Dio attraverso la preghiera. “L’essere” non deve essere tralasciato per “il fare” ma ne costituisce il fondamento. Gesù, ovviamente, lo sapeva molto bene.

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