Tu mi lusinghi!

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L’uomo che lusinga il prossimo,
gli tende una rete davanti ai piedi.

(Proverbi 29:5 – La Bibbia)

L’uomo che corregge sarà,
alla fine,
più accetto di chi lusinga con la sua lingua.

(Proverbi 28:23)

Costoro, infatti, non servono il nostro Signore Gesù Cristo,
ma il proprio ventre;
e con dolce e lusinghiero parlare
seducono il cuore dei semplici.

(Romani 16:18)

Difatti, non abbiamo mai usato un parlare lusinghevole,
come ben sapete,
né pretesti ispirati da cupidigia;
Dio ne è testimone.

(1Tessalonicesi 2:5)

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Tutti, chi più e chi meno, abbiamo un certo grado di sensibilità alle lusinghe.

Io, per carattere, sono piuttosto diffidente verso chi cerca di adularmi, però alcune persone ci sanno davvero fare in tal senso ed è davvero difficile resistere.

Credo che tutti noi abbiamo fatto i complimenti o fatto atti di deferenza nei confronti di qualcuno. Non c’è nulla di male in questo quando c’è sincerità in ciò che facciamo.

Questi versi tendono a mettere invece in risalto le lusinghe che vengono da un cuore che non è sincero, mosso da secondi fini.

A volte lusinghiamo qualcuno per ottenere qualcosa in cambio oppure lo facciamo perché non abbiamo il coraggio di dire la verità o di manifestare il nostro dissenso verso qualcuno che gode dei giudizi favorevoli della maggioranza.

Sono questo tipo di lusinghe che dobbiamo imparare ad evitare.

Se riteniamo di dover correggere qualcuno, dobbiamo imparare a farlo senza riguardi personali. E dobbiamo imparare anche ad apprezzare chi ci dice le cose come stanno e ci sprona a migliorare. Alla lunga, l’uomo che corregge sarà più ben accetto e più utile di chi lusinga.

Anche l’apostolo Paolo aveva notato che alcuni utilizzavano un parlare lusinghiero che attirava le persone semplici. In questo modo però non servivano Dio ma servivano sé stessi. Infatti se diciamo alle persone ciò che vogliono sentirsi dire, se facciamo loro dei complimenti e non li sproniamo invece a cambiare, avremo molto successo da un punto di vista umano, ma avremo fallito come discepoli di Gesù.

L’apostolo Paolo poteva vantarsi di non aver mai usato un parlare lusinghevole, né essere stato guidato da fini egoistici nella sua predicazione. Egli si preoccupava di trasmettere la verità, non di cercare consensi ad ogni costo.

Credo che la tentazione di edulcorare il messaggio per venire incontro agli ascoltatori sia molto forte anche oggi. Il parlare lusinghevole permette di ottenere risultati più veloci, rende più accettabili e simpatici.

Oggi si assiste ad un proliferare di messaggi che incoraggiano senza spronare al cambiamento, che mirano ad assecondare il desiderio di ognuno di sentirsi importante agli occhi di Dio, tacendo però ciò che Dio si aspetta da noi.

La gente ama ascoltare questi messaggi lusinghevoli perché sono facili e rassicuranti. Ma alla lunga il parlare lusinghevole si rivela per ciò che è, ovvero una trappola.

Quando leggo la bibbia, mi rendo conto che Dio mette il dito continuamente su aspetti della mia vita che devono cambiare. Dio non mi lusinga per niente, egli mi sprona ad un cambiamento continuo!

Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto che il Signore può donarci per imparare ad essere sempre schietti.

Chiedo al Signore di aiutarmi a non preoccuparmi troppo di ciò che gli altri pensano di me. Non voglio conquistarli utilizzando parole che li attirino, ma voglio che siano attirati dalla verità, per quanto scomoda essa possa essere.

Spero, inoltre, che Dio mi faccia incontrare persone che mostrino la stessa schiettezza nei miei confronti, infatti le lusinghe soddisfano il nostro ego ma sono le critiche costruttive quelle che ci fanno crescere.

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