Tu, seguimi Evangelo di Giovanni - Episodio 90

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Questo articolo è la parte 90 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Tu sai che ti voglio bene


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Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e aveva detto: «Signore, chi è che ti tradisce?»
Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e di lui che sarà?» Gesù gli rispose: «Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa? Tu, seguimi».
Per questo motivo si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto; Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa?»
Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.
Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.

(Giovanni 21:20-25 – La Bibbia)
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Tu, seguimi.

Queste sono le ultime parole di Gesù riportate nel vangelo di Giovanni.

In queste parole rivolte a Pietro, troviamo un invito che si rivolge ad ognuno di noi. Sono parole importanti che riassumono ciò a cui siamo chiamati se vogliamo essere discepoli di Gesù… Dobbiamo seguirlo, dobbiamo fidarci di lui, dobbiamo essere pronti a fare la sua volontà.

Gesù aveva affidato a Pietro un grande incarico dicendogli che si sarebbe dovuto occupare del suo gregge… A quel punto Pietro fu curioso di sapere cosa avesse in serbo il Signore per il discepolo per il quale aveva sempre nutrito un affetto particolare. Chissà quali grandi cose aveva preparato per Giovanni!

Ma la risposta di Gesù non incoraggiò la curiosità di Pietro. Gesù gli aveva infatti ricordato che se voleva davvero essere un suo servo fedele avrebbe dovuto rimanere concentrato sul proprio incarico e resistere alla tentazione di confrontarsi con gli altri.

Ognuno di loro certamente aveva un posto nel piano di Dio ma Pietro non doveva preoccuparsi di ciò che avrebbero dovuto fare gli altri. Qualunque cosa Gesù avesse in serbo per Giovanni doveva rimanere tra Gesù e Giovanni. Pietro doveva seguire Gesù, tenendo gli occhi fissi sul cammino che Gesù aveva tracciato per lui.

Tuttavia la nota di Giovani ci conferma che, nonostante l’invito di Gesù a non confrontarsi tra loro, i discepoli cercarono invece di dare un significato alle parole di Gesù, arrivando addirittura alla conclusione che quel discepolo non sarebbe morto…

Noi uomini siamo fatti così, non resistiamo facilmente alla tentazione di misurarci tra noi per stabilire chi ha ricevuto l’incarico maggiore, chi ha compreso meglio le parole di Gesù o chi occuperà il posto migliore.

Lo possiamo vedere facilmente anche ai nostri giorni. Talvolta, pur essendo credenti, spendiamo molto del nostro tempo a discutere tra noi per stabilire chi ha compreso meglio dettagli della rivelazione biblica, anche su argomenti a cui la bibbia stessa non dedica molto spazio. Questo diventa un problema quando ci distoglie da ciò che Dio vuole davvero da noi, ovvero essere una luce in questo mondo con la nostra testimonianza.

Se allungassimo bene l’orecchio, sono convinto che molte volte sentiremmo la voce di Dio che ci richiamerebbe all’ordine: “Che t’importa? Tu, seguimi”.

Con quelle parole. il Signore invita ognuno di noi a preoccuparci del nostro rapporto con lui, cercando di vivere una vita che lo onora, facendo ciò che egli ci chiama a fare. Dobbiamo essere pronti a fidarci di lui mettendo la sua volontà al primo posto nella nostra vita anche quando ciò ci costringe a compiere scelte difficili. Gesù ha dato la sua vita per noi sulla croce; noi saremo pronti a spendere la nostra vita per glorificare lui?

Gesù aveva fatto tante opere, aveva mostrato molti segni, aveva detto molte cose. Giovanni, il famoso “discepolo che Gesù amava”, nella stesura del suo vangelo, si rendeva conto che non avrebbe potuto riportarle tutte. Egli, come testimone oculare, aveva selezionato proprio quelle che avrebbero spinto le persone a seguire Gesù.

A mia volta, posso dire che ho condiviso questi pensieri sul vangelo di Giovanni per lo stesso motivo, perché molti possano leggerlo, meditarlo e comprendere che Gesù è davvero l’unico che può dare un senso alla nostra vita. Prego perché molti possano credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio affinché, credendo, abbiano vita nel suo nome (Gv 20:30).

Puoi continuare a ignorare la sua voce oppure puoi aprirgli il tuo cuore, riconoscerlo come Signore e Salvatore e diventare suo discepolo rispondendo al suo meraviglioso invito: “Tu, seguimi”.

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