Oro o spazzatura?

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Se qualcun altro pensa di aver motivo di confidarsi nella carne,
io posso farlo molto di più;
io, circonciso l’ottavo giorno,
della razza d’Israele, della tribù di Beniamino,
ebreo figlio d’Ebrei; quanto alla legge, fariseo; 
quanto allo zelo, persecutore della chiesa;
quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile.
Ma ciò che per me era un guadagno,
l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo.
Anzi, a dire il vero,
ritengo che ogni cosa sia un danno
di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore,
per il quale ho rinunciato a tutto;
io considero queste cose come tanta spazzatura
al fine di guadagnare Cristo
e di essere trovato in lui non con una giustizia mia,
derivante dalla legge,
ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo:
la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede.

(Filippesi 3:4-9 – La Bibbia)

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Quali  sono le cose a cui teniamo di più? Quali sono le cose che ci rendono più rispettabili agli occhi degli altri? E quali quelle che ci rendono accettabili davanti a Dio?

Ai tempi dell’apostolo Paolo, nel primo secolo, lui era inserito nella società ebraica come uno dei membri più rispettabili per i parametri dell’epoca.  Era un Israelita, ebreo figlio d’ebrei, e facente parte del gruppo dei farisei, cosa che gli conferiva un certo prestigio.  Anche se oggi il termine fariseo viene  visto in maniera negativa (sinonimo di ipocrita), occorre ricordare che la maggior parte dei grandi rabbini dell’epoca erano farisei ed erano persone che avevano un grande rispetto per la legge e  per le scritture. Anche se spesso Gesù ha dovuto interloquire in maniera brusca con alcuni di loro per la loro eccessiva attenzione alla lettera più che allo spirito della legge, occorre riconoscere che i farisei hanno avuto un ruolo importante nella preservazione del testo delle scritture e la loro influenza sulla società ebraica fa sentire il suo eco ancora oggi. Godevano generalmente di una buona reputazione nella società.

Paolo, da buon fariseo, era un osservatore scrupoloso della legge, e nel suo zelo, prima della sua conversione alla causa di Cristo, aveva perseguitato i Cristiani, convinto di rendere un servizio a Dio in quel modo.

Insomma,  ciò che Paolo rimarcò in questi versi è il fatto che, prima della sua conversione, lui aveva già tutto ciò che gli era necessario per godere di una grande rispettabilità nella società a cui apparteneva. Inoltre si stava dando un gran da fare per essere accetto anche agli occhi di Dio. Eppure, tutte quelle cose, messe a confronto con ciò che aveva ricevuto dopo la sua conversione, non avevano, ai suoi occhi, più alcun valore. Le cose che erano un vantaggio erano diventate, per lui, non solo un ostacolo, ma addirittura come spazzatura, rifiuti, roba destinata alla latrina!

Paolo, dopo aver passato la vita a cercare di ubbidire a Dio per raggiungere la giustizia, aveva scoperto che Dio lo avrebbe giustificato per fede in Gesù Cristo,  colui che aveva dato la sua vita affinché lui fosse salvato. Era stata una scoperta liberatoria. Infatti tutti gli sforzi dell’uomo per piacere a Dio, non valgono nulla se paragonati alla gioia della salvezza che si ottiene per fede in Gesù Cristo.

Per Paolo, dal momento che si era convertito, la priorità nella vita era diventata la crescita nella conoscenza di Gesù Cristo. Tutto il resto era passato in secondo piano. Tutte le cose di cui prima si sarebbe vantato erano sbiadite al cospetto di ciò che Cristo aveva fatto per lui.

Abbiamo molto su cui riflettere.  A volte diciamo che Cristo è al primo posto della nostra vita e affermiamo che la nostra vita è cambiata grazie a lui, ma poi finiamo con il preoccuparci molto per guadagnare rispettabilità secondo i criteri della società in cui viviamo.

Inoltre, spesso conserviamo una mentalità che ci porta a pensare di poterci guadagnare qualcosa davanti a Dio con le nostre forze, mettendo molta più fiducia in noi stessi che non in Dio. Alcuni sono davvero convinti di potersi meritare la salvezza con le proprie opere.

Che Dio ci aiuti a comprendere bene ciò che è prezioso come l’oro da ciò che invece è soltanto spazzatura.

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