Tutto sotto controllo

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Il terzo anno del regno di Ioiachim re di Giuda,
Nabucodonosor, re di Babilonia, marciò contro Gerusalemme e l’assediò. 
 Il Signore gli diede nelle mani Ioiachim, re di Giuda,
e una parte degli arredi della casa di Dio.
Nabucodonosor portò gli arredi nel paese di Scinear,
nella casa del suo dio,
e li mise nella casa del tesoro del suo dio.

(Daniele 1:1-2 – La Bibbia)

Il SIGNORE mandò contro Ioiachim
schiere di Caldei, di Siri, schiere di Moabiti, schiere di Ammoniti;
le mandò contro Giuda per distruggerlo,
secondo la parola che il SIGNORE
aveva pronunziata per mezzo dei profeti, suoi servi.
Questo avvenne solo per ordine del SIGNORE,
il quale voleva allontanare Giuda dalla sua presenza,
a causa di tutti i peccati che Manasse aveva commessi,
e a causa pure del sangue innocente che egli aveva sparso,
e di cui aveva riempito Gerusalemme.
Per questo il SIGNORE non volle perdonare.

(2Re 24:2-4 – La Bibbia)

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La storia vista dal punto di vista degli uomini è ben diversa da come la vede Dio.

Pensiamo a Nabucodonosor, ad esempio. Egli poteva essere molto soddisfatto ed orgoglioso di ciò che aveva fatto. Dal suo punto di vista, quello sciocco di Ioiachim, re di Giuda, aveva osato alzare la testa contro di lui, si era ribellato dandogli l’occasione di dimostrare che con Babilonia non si scherzava (2Re 24:1). Nabucodonosor aveva quindi marciato contro Gerusalemme e l’aveva assediata con il suo potente esercito. Poi, per dimostrare la sua forza e umiliare il Dio di Israele, aveva preso parte degli arredi della casa di Dio e li aveva portati a Scinear nella casa del suo dio (Da 1:1). Marduk, Bel e Nebo, i principali dèi babilonesi, gli erano stati propizi ed egli aveva riportato una vittoria schiacciante. Neanche il famoso Dio di Israele aveva potuto liberare il suo popolo dal grande Nabucodonosor…

Ma le cose non sono andate così. I brani che abbiamo letto indicano che fu proprio il Dio di Israele a dare Ioachim nelle mani di Nabucodonosor. Ogni cosa avvenne solo per suo ordine.
Marduk, Bel e Nebo sono solo falsi dèi e, come tali, non possono fare nè bene nè male (Gr 10:5). Nabucodonosor ebbe la meglio su Israele perché Dio lo volle.

Dio permise tutto questo perché gli ultimi decenni della vita del regno di Giuda erano stati caratterizzati dall’idolatria più sfrenata. Il re Giosia, che regnò tra il 640 e il 609 a.c. era stato l’ultimo a tentare di riportare il popolo verso l’unico vero Dio (2R 22-23), anche affiancato dal profeta Geremia che svolse il suo ministero profetico per più di quaranta anni esortando il popolo e il re a tornare a Dio. Ma dopo la morte di Giosia, le cose andarono peggio di prima. Il figlio di Giosia, Ioachim perseguitò Geremia invece di ritornare a Dio (Gr 36:26).

La religione vuota aveva preso il posto della fede (Gr 7:8-10) e il popolo amava le bugie dei falsi profeti che facevano più comodo della verità (Gr 5:31). Non stupisce quindi che, a quel tempo, il Signore permise a Nabucodonosor di saccheggiare Gerusalemme e dare inizio alle deportazioni. Israele era succube di Babilonia ma Dio aveva tutto sotto controllo. Niente era accaduto per caso. Tutto ciò servì a preparare una nuova generazione pronta a ritornare in patria per ricostruire un rapporto con Dio.

I versi che abbiamo letto parlano forte e chiaro del Dio Onnipotente che regna sovrano sulla storia umana. Nessuno può prevalere contro di Lui e niente accade se Lui non lo permette.

È un concetto che dovremmo sempre tenere presente nella nostra vita. A volte abbiamo l’impressione di essere sballottati nella lotta tra bene e male, incerti sull’esito di ciò che accadrà, ma non è così! Come credenti sappiamo piuttosto che niente può accadere senza che Dio lo permetta e se lo permette ha le sue ragioni. A Lui nulla sfugge.

Se ci troveremo in difficoltà e nella prova, Dio ci darà anche la forza di uscirne.
Non siamo abbandonati a noi stessi. È tutto sotto controllo.
Questo pensiero rende il mio pellegrinaggio su questa terra più sereno.

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