Un corpo che cresce bene Lettera agli Efesini - Episodio 14

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Questo articolo è la parte 14 di 24 nella serie Lettera agli Efesini

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«Il trionfo di Cristo tra discesa e salita

Un uomo nuovo»


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È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore.

(Efesini 4:11-16 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sulla lettera agli Efesini

Un corpo funziona bene se tutte le sue parti svolgono la propria funzione e, soprattutto, se la testa funziona bene! Infatti sappiamo che tutto il corpo umano dipende dal buon funzionamento del cervello, non a caso le malattie cerebrali sono le più temute e le più letali.

È molto significativa quindi la similitudine che Paolo utilizza paragonando la chiesa di Gesù ad un corpo di cui Gesù è il capo.

Considerando che uno dei problemi di ogni comunità umana è quello di stabilire chi è che comanda, questa similitudine ci toglie subito ogni dubbio in proposito. Infatti, se Gesù è il capo, possiamo essere certi che è lui a comandare mentre tutti noi, indipendentemente dai doni e dalle responsabilità che abbiamo, siamo membra del corpo che rispondono direttamente a Lui del proprio operato.

Se un corpo funziona bene, cresce fino a raggiungere il suo sviluppo definitivo. Allo stesso modo c’è un obiettivo di crescita anche per il corpo di Cristo e tale obiettivo non può essere altro che “l’altezza della statura perfetta di Cristo”. Insomma quando la chiesa funziona bene, ogni singolo membro cresce fino a diventare uomo fatto, ovvero maturo, ovvero sempre più simile a Gesù.

Come avviene tale crescita armoniosa? Essa può avvenire solo se ogni membro svolge appunto la sua funzione corretta rimanendo ben attaccato al capo, cioè a Gesù. Il corpo si sviluppa attraverso il contributo di ogni singola parte e tale contributo è rappresentato proprio dal dono spirituale che ognuno ha ricevuto e mette a disposizione degli altri con amore.

In questo brano Paolo non ha lo scopo di indicare tutti i i doni spirituali possibili ma si sofferma in particolare sui doni fondamentali per la nascita e lo sviluppo della chiesa. Paolo cita quindi apostoli (letteralmente “inviati”) che erano mandati da parte di Dio per fondare le prime comunità locali, evangelisti dotati in maniera particolare per predicare la buona notizia di Gesù a chi ancora non la conosceva, profeti che avevano la responsabilità di esortare e parlare da parte di Dio, pastori che avevano la capacità di curare il gregge prendendosi cura dei credenti, e dottori che avevano la responsabilità di insegnare in maniera sistematica la parola di Dio.

L’efficacia di questi doni primari avrebbe portato alla crescita, all’edificazione del corpo che quindi avrebbe portato anche tutti gli altri credenti ad essere pronti per svolgere il proprio servizio e per contribuire a loro volta all’edificazione. In tal modo, tutto il corpo sarebbe cresciuto nella fede e nella conoscenza di Gesù in maniera unitaria, armoniosa, verso la maturità prefissata.

Uno degli effetti benefici di una buona crescita che avviene seguendo questi principi è la resistenza verso i falsi insegnamenti. Infatti Paolo evidenzia che, quando i membri della comunità maturano, non sono più bambini, sono uniti nella fede e conoscono meglio Gesù, quindi sono meno soggetti ad essere influenzati dalle false dottrine.

Considerando quanti falsi insegnamenti cercano di introdursi nella chiesa ancora oggi, ci si rende conto di quanto sia essenziale la crescita del corpo, ovvero della comunità cristiana, attraverso l’esercizio dei doni spirituali di ogni singolo membro.

Anche oggi ci sono tanti “venti di dottrina” e ci sono veri e propri artisti della seduzione che utilizzano il cappello del “cristianesimo” per introdurre insegnamenti che non hanno nulla a che fare con Gesù Cristo così come è rivelato nella bibbia.

I neofiti in particolare rischiano di essere confusi dalla varietà di insegnamenti che allontanano dalla semplicità del vangelo. Solo una comunità ben connessa al capo, che cresce tramite l’apporto di tutte le giunture e persegue la verità con amore, l’ingrediente che non deve mai mancare, può restare una comunità davvero unita nella fede ed efficace nel proteggere anche i membri più deboli dai falsi insegnamenti.

Che Dio ci dia la saggezza per non trascurare i doni spirituali che Egli dona ad ogni membro della chiesa. Il trionfo di Gesù Cristo si manifesta infatti in maniera visibile attraverso la comunità formata dai suoi discepoli (chiesa) e l’esercizio dei doni spirituali è fondamentale per la crescita e per distinguere la verità dall’errore.

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