Un Dio misericordioso Episodio 22 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 22 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Adorazione e confessione

O Dio nostro, liberaci!»


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Sei tu il SIGNORE Dio che hai scelto Abramo, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei, e gli hai dato il nome di Abraamo;
tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te, e hai concluso un patto con lui, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Ittiti, degli Amorei, dei Ferezei, dei Gebusei e dei Ghirgasei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto.
Tu hai visto l’afflizione dei nostri padri in Egitto e hai udito il loro grido presso il mar rosso.
Hai operato miracoli e prodigi contro il faraone, contro tutti i suoi servi, contro tutto il popolo del suo paese, perché sapevi che essi avevano trattato i nostri padri con prepotenza. Così ti sei fatto un nome come quello che hai in questo giorno.
Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi sono passati in mezzo al mare all’asciutto; tu hai gettato nell’abisso quelli che li inseguivano, come una pietra in fondo ad acque vorticose.
Di giorno li guidavi con una colonna di nuvola, e di notte con una colonna di fuoco per illuminare loro il cammino da percorrere.
Sei sceso sul monte Sinai e hai parlato con loro dal cielo dando loro prescrizioni giuste e leggi di verità, buoni precetti e buoni comandamenti.
Hai fatto loro conoscere il tuo santo sabato, e hai dato loro comandamenti, precetti e una legge per mezzo di Mosè, tuo servo.
Davi loro pane dal cielo quand’erano affamati, e facevi scaturire acqua dalla roccia quand’erano assetati, e hai detto loro che andassero a prendere possesso del paese che avevi giurato di dar loro.
Ma i nostri padri si sono comportati con superbia, irrigidendo i loro colli, e non ubbidendo ai tuoi comandamenti.
Hanno rifiutato di ubbidire, e non si sono ricordati delle meraviglie da te fatte in loro favore; e hanno irrigidito i loro colli e, nella loro ribellione, si son voluti dare un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso, pieno di compassione, lento all’ira e di gran bontà, e non li hai abbandonati.
Anche quando si erano fatti un vitello di metallo fuso, dicendo: “Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto!” E ti avevano oltraggiato gravemente,
tu, nella tua immensa misericordia, non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nuvola che stava su di loro non cessava di guidarli durante il giorno, lungo il loro viaggio, e la colonna di fuoco non cessava di illuminare loro il cammino da percorrere di notte.
Hai dato loro il tuo buono spirito per istruirli, e non hai rifiutato la tua manna alle loro bocche, e hai dato loro acqua quando erano assetati.
Per quarant’anni li hai sostentati nel deserto, e non è mancato loro nulla; i loro vestiti non si sono logorati e i loro piedi non si sono gonfiati.
Hai dato loro regni e popoli, li hai divisi fra loro definendone i confini; essi hanno posseduto il paese di Sicon, cioè il paese del re di Chesbon, e il paese di Og re di Basan.
Hai moltiplicato i loro figli come le stelle del cielo, e li hai introdotti nel paese in cui avevi promesso ai loro padri di farli entrare per possederlo.
I loro figli vi sono entrati e hanno preso possesso del paese; tu hai umiliato davanti a loro i Cananei che abitavano il paese, e li hai consegnati nelle loro mani con i loro re e con i popoli del paese, perché li trattassero come volevano.
Essi sono diventati padroni di città fortificate e di una terra fertile, hanno posseduto case piene d’ogni bene, cisterne già scavate, vigne, oliveti, alberi fruttiferi in abbondanza; hanno mangiato, si sono saziati, sono ingrassati e sono vissuti in delizie, per la tua gran bontà.
Ma essi hanno disubbidito, si sono ribellati contro di te, si sono gettati la tua legge dietro le spalle, hanno ucciso i tuoi profeti che li scongiuravano di tornare a te, e ti hanno oltraggiato gravemente.
Perciò tu li hai messi in mano ai loro nemici, che li hanno oppressi; ma al tempo della loro afflizione essi hanno gridato a te, e tu li hai esauditi dal cielo; e, nella tua immensa misericordia, hai dato loro dei liberatori, che li hanno salvati dalle mani dei loro nemici.
Ma, quando erano in pace, ricominciavano a fare il male davanti a te; perciò tu li abbandonavi nelle mani dei loro nemici, che diventavano loro dominatori; poi, quando ricominciavano a gridare a te, tu li esaudivi dal cielo; e così, nella tua misericordia, più volte li hai salvati.
Tu li scongiuravi per farli tornare alla tua legge; ma essi si inorgoglivano e non ubbidivano ai tuoi comandamenti, peccavano contro le tue prescrizioni che fanno vivere chi le mette in pratica. La loro spalla rifiutava il giogo, essi irrigidivano i loro colli e non volevano ubbidire.
Hai avuto pazienza con loro molti anni, mentre li avvertivi per mezzo del tuo spirito e per bocca dei tuoi profeti; ma essi non vollero dare ascolto, e tu li hai messi in mano ai popoli dei paesi stranieri.
Però, nella tua immensa compassione, tu non li hai sterminati del tutto, e non li hai abbandonati, perché sei un Dio clemente e misericordioso.

(Neemia 9:7-31 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 9
Neemia 9:1-6 Adorazione e confessione
Neemia 9:7-31 Un Dio misericordioso
Neemia 9:32-37 O Dio nostro, liberaci!
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Conoscere il modo in cui Dio ha agito nel passato fornisce carburante per la nostra speranza nel presente, e in questa lettura, un po’ più lunga del solito, di carburante ne troviamo davvero tanto.

Gli Israeliti si erano radunati per confessare i propri peccati e, in questa preghiera, emerge infatti il peccato più grande dell’uomo, ovvero la sua mancanza di riconoscenza. C’è un forte contrasto tra la misericordia di Dio e la risposta dell’uomo a tale misericordia.

La storia di Israele, ma in fondo la storia dell’uomo, è proprio la storia di questa mancanza di riconoscenza.

Il creatore dei cieli e della terra, nonostante il peccato dell’uomo, ha scelto una famiglia, quella di Abramo, per tendere la propria mano verso l’umanità incredula. Come abbiamo letto, Dio si è preso cura di Abramo e della sua discendenza, mantenendo sempre la sua parola, tirandoli fuori dall’Egitto quando la schiavitù era diventata insopportabile, facendo di loro una nazione, la sua nazione, donando loro le sue leggi perché potessero essere suoi testimoni verso il resto del mondo. Li guidò attraverso il deserto affinché potessero giungere alla terra promessa ad Abramo, ma essi come reagirono all’amore di Dio? Essi “hanno rifiutato di ubbidire, e non si sono ricordati delle meraviglie da Lui fatte in loro favore”.

Questa è la risposta dell’uomo all’amore di Dio. Eppure, Dio, nella sua misericordia, nonostante l’oltraggio del vitello d’oro, non li ha abbandonati nel deserto ma ha continuato a prendersi cura di loro, guidandoli nel deserto fino ad entrare nel paese che aveva promesso ai loro padri. Ma dopo essersi saziati con i frutti del paese, la loro ribellione era continuata. Così Dio permise molte volte che i nemici abusassero di loro per poi salvarli comunque attraverso dei liberatori (i cosiddetti Giudici) quando essi ritornavano a gridare a Lui.

In seguito, nell’epoca dei re e della divisione tra regno di Israele e regno di Giuda, il popolo continuò ad essere ribelle fino a che la capitale del regno del nord (Samaria) cadde ad opera degli Assiri nel 722 a.c. e quella del regno di Giuda (Gerusalemme) cadde nel 587 a.c. ad opera dei Babilonesi. Così i Giudei si erano ritrovati ad essere in esilio a Babilonia fino ai giorni di Esdra e Neemia.

Ma Dio, nella sua compassione, non li ha mai sterminati del tutto, non li ha abbandonati, perché è un Dio clemente e misericordioso.

Questa è la storia di Israele, ma potrebbe essere la storia di ognuno di noi. Se Dio ci trattasse come meriteremmo, nessuno di noi potrebbe scampare davanti a Lui perché siamo creature irriconoscenti ed egoiste. Ma Dio, nel suo amore, ha mandato suo figlio Gesù Cristo affinché Egli pagasse per i nostri peccati e noi potessimo essere riconciliati con Lui. Si, Dio ha amato Israele e ha amato l’umanità intera al punto da offrire loro la salvezza per grazia, non basata sulle loro opere, ma basata sull’opera di Gesù Cristo. Come reagirai a questo amore? Lo ignorerai? Sarai irriconoscente come lo fu Israele in gran parte della sua storia? Egli è un Dio clemente e misericordioso, lascia che faccia parte della tua vita, lascia che Egli ti doni la vita eterna.

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