Un impegno davanti a Dio Episodio 24 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 24 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«O Dio nostro, liberaci!

Non trascurare la casa di Dio»


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A motivo di tutto questo, noi abbiamo fatto un patto stabile, lo abbiamo messo per iscritto; e i nostri capi, i nostri Leviti e i nostri sacerdoti vi hanno applicato il loro sigillo.
«Ad applicare il loro sigillo sono stati: Neemia, il governatore, figlio di Acalia, e Sedechia,
Seraia, Azaria, Geremia, Pascur, Amaria, Malchia, Cattus, Sebania, Malluc, Carim, Meremot, Obadia, Daniele, Ghinneton, Baruc, Mesullam, Abiia, Miiamin, Maazia, Bilgai, Semaia. Questi erano i sacerdoti.
Leviti: Iesua, figlio di Azania, Binnui dei figli di Chenadad, Cadmiel, e i loro fratelli Sebania, Odia, Chelita, Pelaia, Anan, Mica, Reob, Casabia, Zaccur, Serebia, Sebania, Odia, Bani, Beninu.
Capi del popolo: Paros, Paat-Moab, Elam, Zattu, Bani, Bunni, Azgad, Bebai, Adonia, Bigvai, Adin, Ater, Ezechia, Azzur, Odia, Casum, Besai, Carif, Anatot, Nebai, Magpias, Mesullam, Chezir, Mesezabeel, Sadoc, Iaddua, Pelatia, Anan, Anania, Osea, Anania, Cassub, Alloches, Pila, Sobec, Reum, Casabna, Maaseia, Achia, Canan, Anan, Malluc, Carim, Baana.
Il resto del popolo, i sacerdoti, i Leviti, i portinai, i cantori, i Netinei e tutti quelli che si erano separati dai popoli dei paesi stranieri per aderire alla legge di Dio, le loro mogli, i loro figli e le loro figlie, tutti quelli che avevano discernimento e intelligenza, si sono uniti ai loro fratelli più ragguardevoli, e si sono impegnati con esecrazioni e giuramenti a camminare nella legge di Dio data mediante Mosè servo di Dio, a osservare e mettere in pratica tutti i comandamenti del SIGNORE nostro Dio, le sue prescrizioni e le sue leggi, a non dare le nostre figlie ai popoli del paese e a non prendere le loro figlie per i nostri figli, a non comprare nulla in giorno di sabato o in altro giorno di festa, dai popoli che portassero a vendere in giorno di sabato merci o derrate di qualsiasi genere, a lasciare riposare la terra ogni settimo anno, e a rimettere ogni debito.

(Neemia 9:38-10:31 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 10
Neemia 9:38-10:31 Un impegno davanti a Dio
Neemia 10:32-39 Non trascurare la casa di Dio
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Un patto prevede sempre un impegno reciproco tra le parti. Purtroppo la storia biblica ci mostra come Dio sia sempre stato fedele al patto mentre è sempre stato l’uomo a violarlo.

Dopo aver confessato i propri peccati e chiesto a Dio di liberarli dall’afflizione a cui erano sottoposti, Neemia e i suoi connazionali presero un impegno solenne davanti a Dio. mettendolo addirittura per iscritto e applicandovi il proprio sigillo. In questo brano sono proprio riportati i nomi dei capi del popolo, dei leviti e dei sacerdoti che applicarono i propri sigilli. Viene inoltre affermato che anche il resto del popolo, determinato ad aderire alle legge di Dio, si unì alle persone più ragguardevoli impegnandosi con esecrazioni e giuramenti a camminare nella legge di Dio mettendola in pratica in tutte le sue parti.

Non abbiamo il testo completo del documento su cui applicarono i propri sigilli ma abbiamo alcune indicazioni sulle principali aree in cui si impegnarono, in particolare sul rispetto del sabato, sul rispetto dell’anno sabbatico che prevedeva di far riposare la terra ogni sette anni (Le 25:2-7) e rimettere i debiti (De 15:2-3), sulla celebrazione di matrimoni all’interno della loro comunità, quindi non con uomini o donne appartenenti agli altri popoli. Quest’ultimo punto non aveva una connotazione razziale, ma una connotazione spirituale, in quanto Dio aveva vietato tali unioni proprio per evitare che il popolo di Israele si trovasse legato a uomini e donne che adoravano altri dei e quindi potevano influenzarli negativamente nella loro devozione all’unico vero Dio (De 7:3-4).

Sarebbero riusciti a mantenere l’impegno preso? Come vedremo in seguito, molti di loro non ci riuscirono e alcuni anni dopo ricaddero nei medesimi peccati.

Fu quindi inutile questo impegno? Molti oggi sono restii a prendersi un impegno davanti a Dio proprio perché danno per scontato che tanto non riusciranno a mantenerlo, proprio come spesso fecero gli Israeliti nel corso della loro storia. Ma questa è solo una pessima scusa… Infatti noi cristiani, rigenerati dallo Spirito di Dio, non dovremmo cercare l’ubbidienza in maniera ancora più spiccata rispetto agli Israeliti?

Lo Spirito di Dio che opera in noi non ci permetterà di ubbidire a Dio? Il messaggio del vangelo non è debole, ma è un messaggio forte che trasforma e ci rende abili e desiderosi di ubbidire a Dio, spingendoci a camminare come Gesù camminò (1Gv 2:6) per mezzo dello Spirito di Dio. Sei pronto a prenderti l’impegno davanti a Dio di lasciarti modellare da Lui affinché tu possa assomigliare sempre di più a suo Figlio? Da solo non potresti mai farcela, ma Dio nella sua grazia può fare anche questo!

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