Un incarico importante Atti degli apostoli - Episodio 1

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Questo articolo è la parte 1 di 18 nella serie Atti degli apostoli

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Con il naso all’insù»


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Nel mio primo libro, o Teofilo, ho parlato di tutto quello che Gesù cominciò a fare e a insegnare, fino al giorno che fu elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle istruzioni agli apostoli che aveva scelti.
Ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio.
Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me. Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni». Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».

(Atti 1:1-8- La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Ti sei mai chiesto come è nata e come si è sviluppata la comunità (chiesa) cristiana nel primo secolo? Sai come erano chiamati inizialmente i seguaci di Gesù? Sai chi era e che ruolo ha avuto il famoso apostolo Paolo nell’espansione del vangelo di Gesù?

Atti degli Apostoli è un bellissimo libro che ci permette di rispondere a queste domande e a molte altre. Infatti Luca, anche autore del vangelo omonimo, ha indirizzato la sua opera composta da entrambi i libri ad un certo Teofilo ma, ispirato da Dio, ha reso un servizio che sarebbe andato ben oltre Teofilo, arrivando a raggiungere anche noi a distanza di più di venti secoli!

Nel suo primo libro, il vangelo appunto, Luca aveva illustrato l’opera di Gesù, la sua morte, la sua risurrezione, il tempo passato con i discepoli per quaranta giorni fino al giorno in cui ascese al cielo (Lc 24:50-51). Nel libro degli Atti Luca riprende il suo racconto proprio lì dove lo aveva interrotto, dal giorno dell’ascensione.

Luca sottolinea un fatto importante: Gesù aveva parlato delle cose relative al regno di Dio durante quei quaranta giorni passati con i discepoli. Nel suo vangelo Luca aveva in effetti riportato questa importante nota: “Poi (Gesù) disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per capire le Scritture” (Luca 23:44-45)

Questa nota è importante perché i discepoli avevano partecipato per quaranta giorni ad una scuola biblica straordinaria dopo la quale è logico supporre che avessero un quadro piuttosto chiaro della relazione tra le Scritture e gli avvenimenti di cui erano stati testimoni oculari. D’altra parte, chi meglio di Gesù avrebbe potuto aprire loro la mente per capire le Scritture?

Sicuramente in quei giorni Gesù ebbe modo di chiarire loro perché era stato necessario che il Re tanto atteso, il Messia, prima di stabilire il suo regno eterno, passasse attraverso la morte e la risurrezione, infatti Egli aveva anche un ruolo sacerdotale di mediazione tra Dio e gli uomini e doveva dare la sua vita per i peccati dell’umanità, cosa che inizialmente non era stata compresa neanche dai suoi apostoli.

A proposito del Re Messia e del suo regno, le scritture dell’antico testamento presentano Dio, il Creatore dei cieli e della terra, come il legittimo sovrano su di essa (es. Ge 14:22, Salmo 47:2). L’uomo nella sua ribellione ha sempre cercato indipendenza dal Re Creatore, anche se ci sono sempre state persone che in maniera individuale si sono relazionate con Dio riconoscendo la sua signoria sul creato. Ogni nazione seguiva la sua strada ma Dio ad un certo punto della storia formò la nazione di Israele a partire da Abramo e dalla sua discendenza, con l’intento di ristabilire il suo governo diretto su tutta la terra a partire da questo popolo che, avendo una relazione speciale con Lui, sarebbe stato suo testimone anche tra le altre nazioni. Anche se Israele scelse comunque di avere un re umano che governasse su di loro, tale re era comunque rappresentante di Dio al punto che il re Davide, parlando di suo figlio Salomone si espresse così: “e fra tutti i miei figli, poiché il SIGNORE mi ha dato molti figli, egli ha scelto mio figlio Salomone, perché sieda sul trono del SIGNORE, che regna sopra Israele.
Insomma Gerusalemme era il luogo che Dio aveva scelto come base per estendere il suo dominio su tutta la terra, quindi non ci si stupisce di leggere nell’antico testamento brani che guardavano al futuro in questo modo: “Allora Gerusalemme sarà chiamata il trono del SIGNORE; tutte le nazioni si raduneranno a Gerusalemme nel nome del SIGNORE, e non cammineranno più secondo la caparbietà del loro cuore malvagio.” (Gr 3:17)

Il Messia Gesù, dal punto di vista umano, era proprio il discendente di Davide che dava continuità a quella dinastia ma era anche vero Dio come abbiamo visto leggendo il vangelo di Giovanni (vedi l’articolo La parola era Dio), quindi era il Re dei Re, Colui che avrebbe stabilito il regno di Dio in maniera definitiva su tutta la terra come aveva visto in visione il profeta Daniele: “Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figlio d’uomo; egli giunse fino al vegliardo e fu fatto avvicinare a lui; gli furono dati dominio, gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto.” (Da 7:13-14).

Naturalmente il fatto che Gesù estenderà il suo dominio su ogni nazione non è da confondere con un’estensione politica di Israele, al quale Dio ha assegnato sul piano politico una terra delimitata e ben definita, ovvero la terra promessa. L’influenza di Israele sul resto del mondo è avvenuta e avverrà ancora sul piano spirituale e culturale attraverso il proprio esempio e la propria testimonianza monoteistica. Come vedremo studiando questo libro, il cristianesimo fin dagli inizi si innestò proprio in continuità con la testimonianza di fede nell’unico vero Dio portata avanti da Israele fino a quel momento per estenderla, come promesso già da Dio ad Abramo, a tutte le famiglie della terra.

Comprendiamo quindi a cosa pensavano i discepoli quando chiesero a Gesù: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?». Infatti per loro il Regno di Israele era legato indissolubilmente al regno di Dio (ovvero il regno dei cieli) attraverso il suo Messia come Sovrano incontrastato su tutto il creato.
Gesù il Re dei Re era venuto, era morto ma era anche risorto e, dal loro punto di vista, era pronto per stabilire definitivamente il suo regno eterno a Gerusalemme, la capitale fin dai tempi di Davide. Quindi la loro domanda era lecita.

In un certo senso Gesù spense un po’ il loro entusiasmo facendo capire loro che il piano di Dio ha i suoi tempi e i suoi momenti che non spettava a loro conoscere. Tuttavia essi avrebbero avuto la loro parte nel preparare le nazioni al suo governo, agendo come ambasciatori del Re dei Re, partendo da Gerusalemme per arrivare al resto di Giuda, e poi espandersi verso la Samaria e fino all’estremità della terra! Era un incarico importante e, per svolgerlo bene, essi avrebbero avuto bisogno della guida e della potenza che solo lo Spirito Santo poteva dare loro. Essi dovevano quindi attendere in Gerusalemme dove avrebbero ricevuto lo Spirito Santo promesso dal Padre attraverso Gesù. Giovanni Battista stesso aveva annunziato che il suo battesimo con acqua serviva a preparare le persone alla venuta del Messia, ma sarebbe stato quest’ultimo a battezzare con lo Spirito Santo (Mt 3:11, Mc 1:8) dando ai suoi discepoli di sperimentare un’unione speciale con Dio.

Anche noi oggi abbiamo un incarico importante da portare avanti mentre attendiamo il ritorno del Re dei Re. Anche noi non conosciamo il giorno e l’ora in cui Gesù tornerà ma, tramite la guida dello Spirito Santo, vogliamo predicare la buona notizia a tutti affinché molti riconoscano Gesù come salvatore e Signore fio al giorno in cui si realizzeranno le parole di Apocalisse 11:15:«Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà nei secoli dei secoli».

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5 Comments

  1. “Atti di Gesù “, scrivi nel prologo allo studio di questo libro eccitante. Si, è così. Anche se si è servito degli apostoli e di altre persone di fede, l’autore indiscusso e perfetto è solo Lui. Grazie per il tuo lavoro. Giampaolo.

  2. Anche se rimaniamo un po dietro, riprendiamo sempre a leggere o ascoltare queste preziosissime riflessioni …. tanti saluti al autore !

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