Un incontro voluto da Dio Atti degli apostoli - Episodio 28

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Questo articolo è la parte 28 di 32 nella serie Atti degli apostoli

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«Fede in azione

Un dono senza confini»


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Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta «Italica». Quest’uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente.
Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!» Egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: «Che c’è, Signore?» E l’angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio. E ora manda degli uomini a Ioppe, e fa’ venire un certo Simone, detto anche Pietro. Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui casa è vicino al mare».
Appena l’angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici, e un pio soldato fra i suoi attendenti e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.
Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l’ora sesta, per pregare. Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro angoli, veniva calata a terra. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia». Ma Pietro rispose: «No assolutamente, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato». E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure». Questo avvenne per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu ritirato in cielo.
Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa significasse la visione, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta. Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì.
Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco tre uomini che ti cercano. Àlzati dunque, scendi e va’ con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io». Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: «Eccomi, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?» Essi risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e di ascoltare quello che avrai da dirgli». Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente andò con loro; e alcuni fratelli di Ioppe l’accompagnarono.

(Atti 10:1-23 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

A volte Dio deve intervenire in modo speciale per convincere gli uomini ad assecondare i suoi piani.

Pietro e Cornelio non si conoscevano e probabilmente non si sarebbero mai conosciuti se Dio non avesse preso l’iniziativa per permettere il loro incontro che avrebbe cambiato per sempre la storia della chiesa.

Dio si rivelò in maniera speciale ad entrambi per permettere quell’incontro.

Cornelio non era un proselito ebreo ma era un gentile timorato di Dio, un’espressione che definisce uno straniero che non aveva completato tutti i riti (compresa la circoncisione) per diventare proselito ebreo a tutti gli effetti attraverso un’adesione formale al Giudaismo, tuttavia credeva nel Dio d’Israele e simpatizzava con il popolo giudaico.

Questo stato lo differenzia da tutti i discepoli convertiti a Cristo che abbiamo incontrato finora nel libro degli Atti dalla Pentecoste in poi, infatti Cornelio era un incirconciso.

D’altra parte il lavoro di Centurione romano avrebbe reso molto difficoltoso per lui il completamento della sua adesione al Giudaismo perché non avrebbe potuto vivere secondo i riti e le tradizioni prescritti dalla legge ebraica rimanendo un centurione romano. Giusto per fare un esempio, è impensabile che un centurione potesse scegliere di prendersi il sabato libero…

Tuttavia Cornelio era pio e dimostrava il suo timore di Dio come poteva, facendo elemosine e coltivando un rapporto personale con Dio attraverso la preghiera. E il Signore aveva gradito le sue elemosine e le sue preghiere al punto da volergli far recitare una parte fondamentale nell’espansione del vangelo come vedremo in seguito.

Cornelio riconobbe che la visione veniva da Dio e non esitò ad ubbidire mandando alcuni suoi inviati a Ioppe per far chiamare Pietro invitandolo ad andare da lui. Questa è la dimostrazione che quell’uomo, pur non essendo un Giudeo circonciso, aveva comunque un buon rapporto con Dio al punto che sapeva riconoscere una visione da parte di Dio. D’altra parte il Dio dei Giudei non è forse il Dio di tutti gli uomini?

Ma affinché quell’incontro potesse realizzarsi era necessario che anche Pietro ricevesse una rivelazione speciale. Infatti Pietro da buon Giudeo osservante delle tradizioni, che talvolta come in questo caso andavano ben oltre la legge divina, non si sarebbe mai recato in casa di un gentile incirconciso per timore di contaminarsi.

Così anche Pietro, mentre era in preghiera, ebbe una visione davvero strana in cui Dio lo invitava addirittura ad ammazzare animali puri e impuri per cibarsene, cosa che un Giudeo osservante non avrebbe mai fatto! Cosa intendeva comunicare il Signore a Pietro? Cosa significava quella frase :«Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure»? Mentre Pietro cercava di comprendere il significato della visione, lo Spirito Santo stesso cominciò a svelargli in parte di cosa si trattava, infatti egli non doveva farsi scrupoli nell’accogliere la richiesta di quegli uomini mandati da Cornelio perché in realtà li aveva mandati il Signore stesso! Ecco cosa significava la visione! Dio stava dicendo a Pietro di mettere da parte i suoi scrupoli, per quanto giusti potessero sembrare, per fidarsi di Dio. Anche se quegli uomini non erano Giudei, anche se la loro richiesta sembrava assurda e fuori luogo, erano comunque stati inviati da Dio e , anche se al momento Pietro non poteva conoscere l’obiettivo di Dio, avrebbe dovuto assecondarli recandosi a Cesarea con loro. Come Pietro avrebbe capito in seguito, Non avrebbe dovuto considerare impuro Cornelio e la sua casa, perché lì c’era un uomo che temeva il Signore e che quindi Dio considerava puro a dispetto delle tradizioni giudaiche.

Chissà cosa passò per la testa di Pietro mentre quegli uomini gli raccontavano di come Dio avesse mandato un angelo da Cornelio per fargli organizzare un incontro proprio con Pietro stesso! Secondo il loro racconto, Cornelio avrebbe dovuto ascoltare ciò che Pietro gli avesse detto ma il problema era che Pietro non aveva alcuna idea di cosa avrebbe potuto dire ad un gentile timorato di Dio se non invitarlo a completare la sua adesione al giudaismo come Cornelio avrebbe già dovuto sapere vista la sua conoscenza del Giudaismo. Perché allora Dio voleva che proprio lui si recasse a Cesarea per quel l’incontro?

Nonostante i suoi probabili interrogativi senza risposta, Pietro ubbidì allo Spirito e il giorno seguente seguì i suoi ospiti fino a Cesarea. Pietro si portò alcuni fratelli probabilmente per fargli compagnia nel viaggio di ritorno, ma alla luce di ciò che sarebbe accaduto a Cesarea, possiamo ben dire che sarebbe risultata una mossa strategica fondamentale perché quegli uomini sarebbero stati testimoni con lui di un evento senza precedenti e la loro testimonianza sarebbe stata importante per sostenere Pietro che avrebbe preso una decisione rischiosa, una decisione che in seguito avrebbe dovuto difendere di fronte agli altri apostoli a Gerusalemme.

Ci fermiamo qui, in attesa di conoscere il contenuto di questo incontro tra Pietro e Cornelio, un incontro preparato da Dio ma reso possibile dalla devozione e dall’ubbidienza di due uomini così diversi eppure allo stesso tempo così simili… Cornelio pur essendo un gentile aveva un rapporto con Dio che gli permise di discernere la sua volontà. Pietro, pur essendo un Giudeo, seppe mettere da parte le sue tradizioni perché si fidò di Dio pur non avendo ancora compreso al cento per cento quale fosse lo scopo di Dio. Presto quel gentile e quel giudeo che temevano lo stesso Dio, avrebbero scoperto di essere fratelli!

Dio si serve di uomini così, come Cornelio e Pietro, uomini che sanno discernere la sua voce e sono disposti ad ubbidirgli. E noi che tipo di uomini e donne siamo?

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