Un nido fra le stelle Libro di Abdia - Episodio 1

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Questo articolo è la parte 1 di 2 nella serie Libro di Abdia

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La legge del contrappasso»


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Ecco, io ti rendo piccolo fra le nazioni,
tu sei profondamente disprezzato.
L’orgoglio del tuo cuore ti ha ingannato,
o tu che abiti nei crepacci delle rocce,
e stabilisci la tua abitazione in alto;
tu che dici in cuor tuo:
“Chi potrà farmi precipitare a terra?”
Anche se tu facessi il tuo nido in alto come l’aquila,
anche se tu lo mettessi fra le stelle,
io ti farò precipitare di lassù»,
dice il SIGNORE.

(Abdia 1:2-4 – La Bibbia)

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Ci sono persone che si sentono inattaccabili, invincibili, nutrono la certezza che nessuno possa fare loro nulla. Questo le rende arroganti nel loro modo di porsi nei confronti degli altri e nei confronti di Dio.

Eppure cos’è l’uomo? Che siamo grandi o piccoli, ricchi o poveri, famosi o sconosciuti, tutti dobbiamo rendere conto a Dio della nostra vita, prima o poi.

Questi versi erano originariamente rivolti al popolo degli Edomiti, discendenti di Esaù, nemici storici di Israele. Essi, quando avevano avuto l’occasione, avevano recato danno ad Israele, approfittando soprattutto dei momenti in cui Israele era già indebolito da altri nemici. In particolare, essi parteciparono alla distruzione di Gerusalemme ad opera dei Babilonesi nel 586 a.c., in seguito alla quale venne scritta questa profezia di Abdia.

Il principale peccato degli Edomiti era proprio l’orgoglio. Infatti il loro territorio aveva una posizione geografica che li rendeva difficilmente attaccabili. La loro principale città Bozrah si trovava in altura ed era una fortezza praticamente inviolabile per un nemico. Questo dava agli Edomiti una sensazione di sicurezza. Questi versi di Abdia fanno proprio riferimento alla loro posizione in alto, in mezzo alle rocce, e all’orgoglio di chi crede di essere inattaccabile.

Ma Dio, attraverso il profeta, mise in guardia gli Edomiti perché la loro sicurezza era mal riposta. Non sarebbe bastata la loro posizione geografica ad impedire ai nemici di attaccarli e sconfiggerli, se Dio lo avesse voluto.

Prima o poi sarebbe accaduto. Anche se gli Edomiti fossero riusciti a mettere il proprio nido non solo in cima ad un monte, ma addirittura tra le stelle, Dio li avrebbe raggiunti anche lì e li avrebbe fatti cadere. Non c’è nessuna fortezza, anche in mezzo alle rocce, che Dio non possa espugnare.

Infatti, pochi anni dopo questa profezia di Abdia, gli stessi Edomiti vennero soggiogati dai Caldei. Nei secoli successivi Edom fu occupata dai Nabatei e poi da Antigono, uno dei generali di Alessandro Magno. Gli Edomiti, con tutta la loro arroganza, non poterono sottrarsi al giudizio di Dio, come Abdia aveva predetto.

Quanti, nella loro arroganza, si sentono sicuri e inattaccabili dovrebbero riflettere. L’uomo per sua natura è fragile. Basta un attimo e anche l’uomo più forte se ne va senza che nessuno possa fare nulla. Ne abbiamo la prova ogni volta che guardiamo un telegiornale e vediamo la disfatta anche di dittatori che hanno terrorizzato e fatto del male a tanta gente. Quando vengono presi, si può leggere la paura nei loro occhi. In quel momento ti rendi conto che ogni uomo è uguale all’altro nel momento in cui viene la sua fine.

Di fronte alla morte, uomini potenti e uomini umili, ricchi e poveri, sono tutti uguali.

È una grazia riconoscere la nostra fragilità ed essere umili davanti a Dio, colui al quale tutti dobbiamo rendere conto e davanti al quale tutto il nostro orgoglio e le nostre false sicurezze non servono a nulla.

Quanti si costruiscono “un nido tra le stelle” pensando di essere irraggiungibili, saranno ancora più delusi. Più si è, o si pensa di essere, in alto e più la caduta sarà dolorosa.

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