Un Re da Nazaret? Evangelo di Giovanni - Episodio 7

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Questo articolo è la parte 7 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Abbiamo trovato il Messia

La gloria manifestata»


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Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea;
trovò Filippo, e gli disse: «Seguimi».
Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e di Pietro.
Filippo trovò Natanaele e gli disse:
«Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe».
Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?»
Filippo gli rispose: «Vieni a vedere».
Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui:
«Ecco un vero Israelita in cui non c’è frode».
Natanaele gli chiese: «Da che cosa mi conosci?»
Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse,
quando eri sotto il fico, io ti ho visto».
Natanaele gli rispose: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d’Israele».
Gesù rispose e gli disse: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste».
Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo».

(Giovanni 1:43-51 – La Bibbia)
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“Quello lì deve essere di Cuneo!” si usa dire dalle mie parti, a Torino, quando qualcuno si comporta in maniera bislacca, magari alla guida di un’automobile…

È piuttosto noto che ovunque nel mondo ci ciano rivalità campanilistiche, a volte secolari, che portano a stigmatizzare quelli della città o della regione vicina. Si pensi ad esempio alla leggendaria rivalità tra Pisa e Livorno.

Anche Israele ai tempi di Gesù aveva i suoi campanilismi, le sue rivalità. Lo comprendiamo dalla risposta di Natanaele a Filippo. Filippo, pieno di gioia per aver conosciuto Gesù, desiderava condividere la sua scoperta con gli altri, ma il fatto che Gesù provenisse da Nazaret spinse Natanaele ad essere scettico. La frase di Natanaele poteva anche essere un proverbio, una frase fatta, che gli abitanti di Cana utilizzavano per canzonare i rivali di Nazaret (Natanaele era di Cana come si apprende in Gv 21:2). Come abitante della Giudea, il suo scetticismo poteva anche essere rivolto più in generale verso la Galilea (come accade ad esempio in Gv 7:41,52).

Comunque per Natanaele sembrava impossibile che qualcosa di utile per l’intero paese, addirittura il Messia, il Re di Israele, ovvero “colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti” come aveva detto Filippo, potesse giungere da Nazaret.

Essere chiamato Gesù di Nazaret non era quindi un bel biglietto da visita a quei tempi, da quelle parti! D’altra parte, che il Messia sarebbe stato disprezzato era qualcosa previsto anche dai profeti (si legga ad esempio il famoso capitolo 53 di Isaia) e qui ne abbiamo una conferma.

Ma Gesù rispose allo scetticismo di Natanaele semplicemente mostrandogli la sua natura. Nelle sue parole verso Natanaele, Gesù dimostrò di avere una conoscenza soprannaturale. Egli conosceva Natanaele prima ancora che Filippo andasse a chiamarlo!

Natanaele capì in quel momento di trovarsi di fronte proprio a “colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti” come aveva detto Filippo. Eccome se qualcosa di buono poteva venire da Nazaret! «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele». Egli utilizzò questi titoli riconoscendo di fatto Gesù come Messia.

Gesù con la sua ulteriore risposta avvallò il riconoscimento di Natanaele facendogli comprendere che Egli avrebbe visto cose ancora più grandi quando Gesù avrebbe instaurato il suo regno. Infatti Gesù parlò di un tempo in cui essi avrebbero visto “il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”, ovvero un tempo in cui ci sarebbe stata una grande attività di inviati celesti per servire il Figlio dell’uomo, ovvero il Messia stesso. Il «cielo aperto» è un’espressione normalmente utilizzata nel Nuovo Testamento (At 10:11; Ap 4:1; 19:11), per indicare visioni che hanno per oggetto realtà spirituali, normalmente non visibili all’uomo. L’immagine che Gesù utilizzò indicando angeli che vanno e vengono tra il cielo e la terra ci mostrano un collegamento tra la realtà spirituale (celeste) e quella terrena che, nel regno che il Messia avrebbe instaurato, sarebbe stato particolarmente evidente. I suoi discepoli avrebbero visto una grande attività spirituale, con Dio che interveniva nella storia in maniera straordinaria.

Forse anche tu come Natanaele sei scettico. Forse hai dei dubbi sul fatto che Gesù di Nazaret possa avere qualche rilevanza per la tua vita ancora oggi.
Gesù però ti conosce anche se tu non conosci Lui. Egli conosce il tuo carattere, le tue azioni, tutta la tua vita da quando sei nato fino ad oggi. Egli sa chi sei. Egli vuole rivelarsi a te così come si rivelò a Natanaele. Egli è davvero il Messia, il Re di Israele, e stabilirà il suo regno quando tornerà in maniera visibile sulla terra. Ma già oggi Egli vuole regnare nella tua vita. Sei pronto a riconoscerlo come lo riconobbe Natanaele?

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