Un uomo che sapeva confortare

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Conceda il Signore misericordia alla famiglia di Onesiforo,
perché egli mi ha molte volte confortato
e non si è vergognato della mia catena;  
anzi, quando è venuto a Roma,
mi ha cercato con premura e mi ha trovato.
Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso di lui in quel giorno.
Tu sai pure molto bene quanti servizi mi abbia reso a Efeso.

(2Timoteo 1:16-18 – La Bibbia)
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L’altro giorno, avevo considerato la brutta esperienza di Paolo che si era ritrovato abbandonato da tutti quando era finito in prigione. Tutti si erano defilati e lo avevano lasciato solo. (A questo proposito potete leggere l’articolo Quando tutti se ne vanno)

Ma, come si usa dire, Onesiforo è l’eccezione che conferma la regola.  Infatti,  Onesiforo non si è vergognato del fatto che Paolo fosse in carcere perché sapeva che Paolo non era un malfattore ma era in carcere proprio perché era stato fedele nel suo servizio cristiano.

Così, proprio mentre gli altri si erano allontanati da Paolo, Onesiforo è andato a cercarlo per confortarlo. È proprio questa la cosa che colpisce di più di quest’uomo. Egli non si è imbattuto per caso in Paolo, ma è andato a cercarlo appositamente per poterlo confortare.

Egli non ha recato a Paolo conforto perché non aveva di meglio da fare. Si è piuttosto messo in cammino, mettendo da parte i propri interessi, per andare da Paolo e non si è arreso fino a quando lo ha trovato. Come abbiamo letto, lo ha cercato con premura.

Onesiforo era una persona che non faceva il bene solo quando proprio non poteva farne a meno, ma cercò l’opportunità di fare del bene. Cercò Paolo proprio per confortarlo, mostrando misericordia e amore nei suoi confronti .  Non stupisce quindi che Paolo chieda a Dio di concedergli la sua misericordia. D’altra parte Gesù aveva detto: “Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta” (Matteo 5:7).

Non fu per Onesiforo una opera “una tantum”, infatti anche ad Efeso servì Paolo con fedeltà.

Onesiforo era proprio una mosca bianca, l’unico che era rimasto vicino a Paolo in quel particolare momento, l’unico che aveva capito cosa era importante fare per essere un buon servitore di Dio, mostrando di essere un vero fratello per Paolo.

Mi rendo conto che ho tanto da imparare da Onesiforo. Il mondo ha proprio bisogno di mosche bianche.

In mezzo a tutto l’egoismo in cui siamo immersi, c’è bisogno di persone come Onesiforo che non solo fanno del bene e recano conforto quando ne hanno l’opportunità, ma vanno a caccia di opportunità.

Che Dio mi dia di poter essere un Onesiforo che sappia mettere da parte i propri interessi personali per dedicare del tempo andando in cerca di molti “Paolo” a cui poter essere di conforto.

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