Una testimonianza vera Evangelo di Giovanni - Episodio 81

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Questo articolo è la parte 81 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Missione compiuta

I discepoli che non ti aspetti»


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Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via.
I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche all’altro che era crocifisso con lui; ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.
Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: «Nessun osso di lui sarà spezzato».
E un’altra Scrittura dice: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

(Giovanni 19:31-37 – La Bibbia)
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L’evangelista Giovanni aveva compreso molto bene l’importanza di essere un testimone oculare di ciò che stava avvenendo in quel giorno nel luogo chiamato Golgota (Il teschio).

Molte profezie contenute nelle scritture ebraiche si erano già realizzate prima e durante la crocifissione di Gesù, ma Giovanni mise in evidenza il fatto che continuavano ad adempiersi profezie anche dopo che Gesù aveva reso lo spirito.

I giudei avevano chiesto che i corpi di Gesù e dei due malfattori crocifissi con lui non rimanessero sulla croce durante il sabato. Quella era oltretutto una settimana particolare, la festa degli azzimi che cominciava proprio con la pasqua ed essi non volevano che fosse turbata dalla presenza di cadaveri non seppelliti. D’altra parte in De 21:22-23 era scritto:

“Quando uno avrà commesso un delitto passibile di morte, e viene messo a morte, lo appenderai a un albero. Il suo cadavere non rimarrà tutta la notte sull’albero, ma lo seppellirai senza indugio lo stesso giorno, perché il cadavere appeso è maledetto da Dio, e tu non contaminerai la terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà come eredità.”

È opportuno notare che Gesù aveva reso lo Spirito prima di quanto i Romani si aspettassero. Infatti Gesù è stato sulla croce circa sei ore, dalla terza alla nona ora (Mc 15:25), un tempo molto breve per una crocifissione, infatti non era infrequente che i condannati a morte restassero sulla croce anche per un paio di giorni prima di spirare. Infatti i due malfattori crocifissi alla destra e alla sinistra di Gesù erano ancora vivi, motivo per cui i soldati spezzarono loro le gambe per favorire una morte rapida. Infatti, con le gambe spezzate, il condannato a morte non poteva più fare forza sulle gambe per sollevarsi e respirare meglio, così il peso del corpo tendeva a spingerlo verso il basso con le braccia che rimanevano in alto, rendendo difficile la respirazione e favorendo la morte per asfissia in breve tempo.

D’altra parte Gesù aveva dichiarato che nessuno avrebbe potuto togliergli la vita se non fosse stato lui stesso a deporla (Gv 10:18). Egli rese quindi lo spirito quando ritenne che fosse il momento opportuno, dopo aver realizzato tute le profezie che dovevano essere realizzate prima della sua morte e, al tempo stesso, morì prima che i soldati romani venissero a spezzargli le gambe. Solo Colui che aveva dominio sulla vita e sulla morte poteva avere il controllo della situazione anche in una simile circostanza!

Potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto ma Giovanni raccontò questi particolari perché dimostrano che Gesù rese lo spirito quando lo volle, favorendo la realizzazione di altre due profezie.

La prima profezia riguarda l’agnello pasquale con cui Gesù si stava identificando, le cui ossa non dovevano essere spezzate (Es 12:46, Nu 9:12). Inoltre Giovanni poteva aver colto un riferimento al salmo 34:19-20 in cui è scritto:

“Molte sono le afflizioni del giusto;
ma il SIGNORE lo libera da tutte.
Egli preserva tutte le sue ossa;
non se ne spezza neanche uno.”

La seconda profezia si adempì quando i soldati trafissero Gesù con una lancia per assicurarsi che fosse morto. Tra l’altro, con le conoscenze mediche attuali, la fuoriuscita di acqua e sangue potrebbe confermare proprio che il cuore di Gesù aveva ceduto per infarto. L’acqua infatti poteva essere il siero separatosi dal sangue nel tempo trascorso tra la sua morte ed il colpo di lancia che il soldato gli aveva inferto. Non ne siamo sicuri, ci sono altre ipotesi a riguardo, ma di una cosa possiamo essere certi come lo furono i soldati: Gesù era davvero morto. Non fu una morte apparente come ancora oggi alcuni oppositori del cristianesimo affermano.

Trafiggendolo, i soldati adempirono la profezia di Zaccaria 12:10:
“essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto,
e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico”.

Ciò che colpisce nella profezia di Zaccaria, è che Dio stesso parla in prima persona singolare facendo riferimento al suo rapporto con Israele che dopo averlo disprezzato, sarebbe tornato a Lui.
Giovanni, citando quel passo, applicò quindi a Gesù il Messia un verso che si riferisce a Dio, alimentando ulteriormente l’idea della divinità di Gesù. D’altra parte nel contesto del libro di Zaccaria, quella profezia si riferisce agli ultimi tempi quando Israele sarebbe tornato a Dio e lo avrebbe riconosciuto come proprio Re, e Giovanni non ha dubbi sul fatto che quel Re sarebbe stato proprio Gesù al suo ritorno. Infatti in Ap 1:-7-8 parlando del ritorno di Gesù Cristo, Giovanni farà ancora riferimento a questo brano di Zaccaria:
“Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno lamenti per lui. Sì, amen. «Io sono l’alfa e l’omega», dice il Signore Dio, «colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente».

Giovanni sottolineò di essere un testimone oculare, affermò in maniera accorata la veridicità del suo racconto perché voleva che i futuri lettori del suo evangelo potessero credere anche sulla base della sua testimonianza, una testimonianza vera. Egli riportò questi dettagli inerenti le profezie perché sapeva che la realizzazione delle profezie sarebbe stato un elemento importante per i suoi lettori per stabilire se Gesù fosse veramente il Messia.

E tu, credi alla testimonianza di Giovanni? Credi che Gesù fosse davvero morto quando i soldati lo hanno trafitto con la lancia? Hai compreso che Gesù rese lo Spirito prima del tempo previsto dai Romani anche perché si realizzassero queste profezie nei minimi dettagli? Quella di Giovanni è una testimonianza vera, le sue parole sono le parole di un testimone oculare, scritte proprio affinché anche noi potessimo credere.

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