Un’anima che prospera Terza lettera di Giovanni - Episodio 1

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Questo articolo è la parte 1 di 2 nella serie 3 lettera di Giovanni

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L’anziano al carissimo Gaio, che io amo nella verità.
Carissimo, io prego che in ogni cosa tu prosperi e goda buona salute, come prospera l’anima tua.
Mi sono rallegrato molto quando sono venuti alcuni fratelli che hanno reso testimonianza della verità che è in te, del modo in cui tu cammini nella verità.
Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità.
Carissimo, tu agisci fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, per di più stranieri. Questi hanno reso testimonianza del tuo amore, davanti alla chiesa; e farai bene a provvedere al loro viaggio in modo degno di Dio; perché sono partiti per amore del nome di Cristo, senza prender niente dai pagani. Noi dobbiamo perciò accogliere tali persone, per collaborare in favore della verità.

(3 Giovanni 1-8 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sulla terza lettera di Giovanni

Possiamo anche avere una buona opinione di noi stessi ma ciò che diciamo di noi stessi ha poca importanza se viene poi smentito dalla testimonianza che gli altri danno di noi.

La buona testimonianza non è infatti quella che noi diamo di noi stessi ma quella che gli altri possono rendere di noi vedendo come ci comportiamo.

Giovanni indirizza questa sua terza lettera a Gaio che amava a causa della verità che li univa in Gesù Cristo. Egli era certo che Gaio stava prosperando non solo nella salute fisica ma anche nella salute spirituale che per Giovanni era ancora più importante.

Come poteva Giovanni sapere che l’anima di Gaio stava prosperando? Semplice. Ascoltando la buona testimonianza che altri rendevano di lui.

Alcuni fratelli avevano reso testimonianza della verità che era in Gaio. Pensiamo forse che essi si siano basati solo sulle parole di Gaio? Forse alcuni di noi, ai nostri giorni, giudicano se una persona è nella verità, basandosi sulle sue parole e sulla sua conoscenza delle dottrine, ma la presenza della verità nella vita di una persona è evidente soprattutto dal suo modo di vivere. Giovanni si rallegrava perché quei fratelli avevano testimoniato del modo in cui Gaio camminava nella verità, ovvero dal modo in cui il suo comportamento rifletteva la verità che era in lui.

La fede di Gaio era evidente dal modo in cui lui agiva fedelmente in tutto ciò che faceva in favore dei fratelli, per di più stranieri. Non erano solo le chiacchiere di Gaio, ma era l’amore che Gaio aveva mostrato verso di loro ad averli spinti a rendere una buona testimonianza di lui davanti alla chiesa.

Nulla poteva dare a Giovanni una gioia più grande di sapere che coloro a cui aveva annunciato il vangelo avevano sviluppato una fede genuina che li portava a mostrare amore in modo pratico. Come già emerso nelle altre lettere di Giovanni, l’amore è il segno principale che contraddistingue coloro che hanno conosciuto la verità e hanno ricevuto la nuova vita di Dio in loro. Il cammino, ovvero il comportamento, dimostra che la verità si è radicata nel cuore e ha portato frutto. Se la verità è presente ci deve essere un cammino visibile come emergeva dalla vita di Gaio.

Dal momento che aveva già dato prova del suo amore verso i fratelli, Giovanni aveva fiducia che Gaio avrebbe ricevuto anche coloro di cui gli stava parlando. Infatti egli lo invita a confermare la sua propensione all’ospitalità accogliendo ancora quei fratelli stranieri, provvedendo anche il necessario per il proseguimento del loro viaggio.
Giovanni specifica che si tratta di fratelli che a loro volta erano degni di essere onorati perché stavano svolgendo un lavoro missionario, stavano lavorando per la causa di Cristo.

Per Giovanni era necessario che i cristiani collaborassero nel lavoro missionario perché non era logico che i missionari fossero sostenuti da persone incredule, fossero anche loro parenti. Anche oggi, in un mondo in cui spesso gli increduli accusano i credenti di usare il vangelo come una scusa per chiedere denaro, dovremmo ricordarci di questo principio per poter rendere una buona testimonianza verso il mondo che ci circonda.

Il miglior modo per essere collaboratori di Gesù Cristo e per onorarlo è quello di collaborare con i fratelli ed onorarli. Il nostro servizio a Dio, in favore della verità, si esprime proprio nel servizio che svolgiamo a favore dei fratelli. Gaio aveva dimostrato fino a quel momento di aver compreso questo principio e Giovanni si aspettava che continuasse in quel modo.

Noi non possiamo entrare nel cuore di un uomo ma possiamo osservare come si comporta, pertanto la nostra testimonianza si basa essenzialmente sul suo comportamento, non sulle sue convinzioni interiori che non possiamo conoscere fino in fondo. Ecco perché il comportamento è essenziale.

Ancora una volta Giovanni mostra che Verità ed Amore sono intimamente connessi. Gaio stava mostrando di camminare nella verità perché camminava nell’amore e, collaborando con quei fratelli, avrebbe continuato a farlo.

Leggendo questi versi, possiamo chiederci cosa vedano gli altri in noi. Vedono coerenza tra il nostro essere cristiano e il nostro modo di comportarci? C’è qualcosa che stiamo lasciando a coloro che ci circondano in modo che almeno qualcuno di loro possa rendere buona testimonianza di noi?

Se anche noi, come Gaio, abbiamo un’anima che prospera, se anche noi come lui stiamo camminando nella verità e nell’amore, la risposta a queste domande deve essere positiva.

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