Uomini o bestie?

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Daniele disse: «Io guardavo, nella mia visione notturna,
ed ecco scatenarsi sul mar Grande i quattro venti del cielo.
Quattro grandi bestie salirono dal mare, una diversa dall’altra.
La prima era simile a un leone e aveva ali d’aquila.
Io guardai, finché non le furono strappate le ali;
fu sollevata da terra,
fu fatta stare in piedi come un uomo e le fu dato un cuore umano.
Poi vidi una seconda bestia, simile a un orso;
essa stava eretta sopra un fianco,
teneva tre costole in bocca fra i denti e le fu detto:
“Alzati, mangia molta carne!”
Dopo questo, io guardavo
e vidi un’altra bestia simile a un leopardo
con quattro ali d’uccello sul dorso;
aveva quattro teste e le fu dato il dominio.
Io continuavo a guardare le visioni notturne,
ed ecco una quarta bestia spaventosa, terribile, straordinariamente forte.
Aveva grossi denti di ferro;
divorava, sbranava e stritolava con le zampe ciò che restava;
era diversa da tutte le bestie precedenti e aveva dieci corna.
(…)

(Daniele 7:2-7 – La Bibbia)

Mi avvicinai a uno dei presenti
e gli chiesi il vero senso di ciò che avevo visto.
Egli mi rispose e mi diede l’interpretazione delle visioni:
“Queste quattro grandi bestie sono quattro re che sorgeranno dalla terra … “

(Daniele 7:16-17)
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Questa famosa visione di Daniele rappresenta i regni umani come delle bestie fameliche. Questa interpretazione è confermata dalla spiegazione della visione che fu data a Daniele.

Dal mare agitato che rappresenta la turbolenza delle nazioni, Daniele vide sorgere quattro bestie che, secondo gran parte degli studiosi, rappresentano (come in Daniele 2 – si veda a questo proposito l’articolo “L’epilogo della storia” ) i quattro grandi imperi che si sarebbero susseguiti da quel momento in poi: Babilonia, impero Medo-Persiano, impero greco e impero romano (o meglio l’imperialismo di cui l’impero romano è stato primo grande interprete).

Ciò ha un senso, d’altra parte la prima bestia, il leone alato, era addirittura il simbolo nazionale di Babilonia. La seconda bestia, l’orso, è un animale piuttosto grosso e lento, buona rappresentazione del regno Medo-Persiano. Il terzo regno è chiaramente quello greco, che si è espanso molto velocemente proprio come un leopardo, e che fu diviso tra i quattro generali di Alessandro Magno probabilmente rappresentati dalle quattro teste. Infine, la quarta bestia, non assimilabile a nessun animale esistente, è qui descritta come spaventosa, terribile e straordinariamente forte, buona descrizione di quella macchina da guerra che fu l’impero Romano e che, probabilmente, avrà un eco nel regno dell’anticristo alla fine dei tempi.

Nella visione ci sono poi altri dettagli relativi alla quarta bestia (es. dieci corna) sui quali non mi soffermo perché meritano approfondimenti successivi.

Ora voglio invece attirare la vostra attenzione su quanto sia significativo che, nel descrivere i principali imperi che avrebbero caratterizzato la storia umana, Dio abbia utilizzato delle bestie così terribili: questo è il modo in cui Dio vede i regni degli uomini! Capite? In questo modo Dio vede gli uomini nella loro arroganza, nella loro sete di potere, nel loro desiderio di dominare sui propri simili: bestie voraci che uccidono e sbranano…

D’altra parte, la storia dell’umanità è stata scritta prevalentemente attraverso le guerre, la violenza, la prevaricazione. L’uomo ha sempre utilizzato la forza per imporsi sui propri simili, per dimostrare la propria superiorità, assoggettando altri popoli. La visione d’altra parte ci mostra che Dio ha concesso all’uomo di fare tutto questo, fino a quando stabilirà Colui che Lui ha scelto come Re dei Re, Gesù il Messia, come emerge dal resto del brano che esamineremo in un prossimo pensiero.

Gli uomini, nel proprio peccato, danno sfogo ai propri istinti e si comportano come bestie prive di ragione commettendo, proprio in guerra, i crimini più efferati. E sarà così fino alla fine, come emerge leggendo, ad esempio, l’ultimo libro della bibbia, l’Apocalisse, in cui, tra l’altro, vengono riprese diverse immagini tratte dal libro di Daniele.

Il “progetto uomo” sembra proprio senza speranza! Eppure, nella visione, mi ha colpito un particolare che lascia proprio uno spiraglio di speranza: il leone alato si mette in piedi e riceve un cuore umano. Questo ci riporta all’episodio del capitolo 4 di Daniele in cui Dio aveva umiliato il re di Babilonia Nabucodonosor per sette anni, dopo i quali egli era rinsavito e aveva riconosciuto la grandezza di Dio.

Anche in un brano che descrive i regni di questo mondo come bestie sanguinarie, c’è quindi una buona notizia per noi! Non dobbiamo rassegnarci a vivere in balìa del peccato perché Dio può darci un cuore nuovo, un cuore che ci permetta di vivere in una buona relazione con lui e con i nostri simili. Come fece con il leone alato, Dio può rimettere in piedi anche noi e darci di sperimentare già oggi una vita nuova come sudditi del suo regno, aspettando il ritorno del Re dei Re Gesù Cristo, all’apparire del quale, come si vedrà nel resto di questo brano, tutti i regni di questa terra sono destinati a soccombere.

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