Venite e adoriamo

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Venite, cantiamo con gioia al SIGNORE,
acclamiamo alla ròcca della nostra salvezza!
Presentiamoci a lui con lodi, celebriamolo con salmi!
Poiché il SIGNORE è un Dio grande, un gran Re sopra tutti gli dèi.
Nelle sue mani sono le profondità della terra,
e le altezze dei monti sono sue.
Suo è il mare, perch’egli l’ha fatto,
e le sue mani hanno plasmato la terra asciutta.
Venite, adoriamo e inchiniamoci,
inginocchiamoci davanti al SIGNORE, che ci ha fatti.
Poich’egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo di cui ha cura,
e il gregge che la sua mano conduce.
Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
quando i vostri padri mi tentarono,
mi misero alla prova sebbene avessero visto le mie opere.
Quarant’anni ebbi in disgusto quella generazione,
e dissi: «È un popolo dal cuore traviato; essi non conoscono le mie vie».
Perciò giurai nella mia ira: «Non entreranno nel mio riposo!»

(Salmo 95:1-11 – La bibbia)
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Non è difficile trovare persone che siano a loro modo religiose, parlino di Dio, frequentino delle riunioni religiose e siano molto attive nel fare delle cose che in qualche modo li fanno sentire più vicini a Dio.

Ma è diventato estremamente difficile trovare persone che adorino Dio.

A volte, rischiamo di spendere molto tempo a parlare di lui senza spendere davvero del tempo per stare con Lui…

Questo salmo ci invita a stare alla presenza di Dio.
Ci invita a cantare con gioia al Signore, ad acclamarlo, a presentarsi davanti a lui con lodi, a celebrarlo con salmi!
Ci invita ad inchinarci e ad inginocchiarci davanti a Lui!
Ci invita a riflettere sul fatto che egli ha creato ogni cosa e dobbiamo a Lui la nostra stessa esistenza.
Chiunque abbia davvero conosciuto Dio, non potrà fare a meno di rispondere a questo invito!

La vera adorazione è il segno che caratterizza il credente che ha un rapporto vero con il Signore.

Non parliamo dell’adorazione che ci coinvolge solo per qualche minuto alla settimana, magari in un locale di culto, ma dell’adorazione continua che scaturisce da un cuore che vuole stare alla presenza di Dio in ogni istante della propria vita!

Ecco perché il salmo ci invita anche a riflettere sulla nostra vera condizione spirituale. Saremo forse come tutti quegli Israeliti che caddero nel deserto perché, pur avendo ricevuto dei benefici da Dio, non seppero riconoscerli e seppero solo mugugnare ed essere ribelli? Pur ascoltando la voce di Dio, non seppero riconoscerla e indurirono il loro cuore.

Dio aveva scelto Israele conducendolo come un gregge affinché fosse un popolo che gli appartenesse, un popolo che fosse luce delle nazioni affinché anche gli altri popoli potessero conoscere Dio.
Eppure, quanti in Israele, pur essendo stati liberati dalla schiavitù in Egitto, non entrarono nella terra promessa, perché non avevano un vero rapporto con il Signore e non riposero la loro fede in Lui?

Siamo chiamati a scegliere.

Se comprendiamo davvero la grandezza di Dio e ciò che Egli ha fatto per noi in Cristo, se comprendiamo che Egli è il nostro creatore ed anche il nostro salvatore, non possiamo che accogliere l’invito ad adorare la rocca della nostra salvezza ogni giorno della nostra vita. Ogni altra attività diventerà secondaria.

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