Veramente liberi Evangelo di Giovanni - Episodio 36

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Questo articolo è la parte 36 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Se non credete in me

Prima di Abramo Io Sono»


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Mentre egli parlava così, molti credettero in lui. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d’Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. So che siete discendenti d’Abraamo; ma cercate di uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi. Io dico quel che ho visto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro».
Essi gli risposero: «Nostro padre è Abraamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo; ma ora cercate di uccidermi, perché vi ho detto la verità che ho udita da Dio; Abraamo non fece così. Voi fate le opere del padre vostro».
Essi gli dissero: «Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio». Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non sono venuto da me, ma è lui che mi ha mandato.
Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna. A me, perché io dico la verità, voi non credete. Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio».

(Giovanni 8:30-47 – La Bibbia)
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Le cose non sono sempre come sembrano.

Questo brano comincia infatti con una notizia che sembra molto buona. C’erano dei Giudei che dopo averlo ascoltato credettero in Gesù. Ma Gesù conosceva molto bene cosa c’era dentro di loro.

Ancora una volta, come spesso abbiamo visto leggendo questo evangelo, Gesù si trovava di fronte a persone che magari erano disposte ad accettarlo come Messia, ma purtroppo non avevano capito il senso più profondo della sua missione. Egli era venuto per redimerli dagli effetti del peccato, non solo dall’oppressione romana, ma loro non riuscivano a comprendere di averne bisogno! Essi credevano in lui ma non credevano davvero alla sua parola! Vedevano solo una mezza verità, quella che Satana permetteva loro di vedere.

Gesù lo sapeva bene e mise in evidenza il loro vero bisogno. Essi avevano bisogno di essere liberati e ciò sarebbe avvenuto solo se avessero conosciuto la verità, la verità che scaturiva dalla sua parola. Avrebbero essi cominciato ad ascoltarlo davvero o avrebbero continuato a credere in un Messia che rispondesse solo alle loro aspettative? Avrebbero accettato la verità che egli stava proclamando? Avrebbero accettato la croce? Avrebbero riconosciuto il loro peccato e il loro bisogno di redenzione?

La loro risposta dimostrò ancora una volta la loro insensibilità spirituale. Essi credevano di non aver bisogno di essere liberati, perché non erano mai stati schiavi di nessuno.

Gesù invece dichiarò ai suoi interlocutori che erano schiavi del peccato ed era proprio quel tipo di schiavitù quella da cui Lui li avrebbe liberati.
Solo il Figlio di Dio avrebbe potuto liberarli da tale schiavitù ma avrebbero dovuto rendersene conto…

Chi commette il peccato è schiavo del peccato. La bibbia afferma che ogni uomo è peccatore. Dal primo all’ultimo tutti siamo peccatori e quindi tutti abbiamo bisogno di essere liberati. Se non ci rendiamo conto del nostro bisogno di liberazione, non andremo all’unico che può liberarci, Gesù Cristo. Facendo così, rimarremo nel peccato e ne porteremo le conseguenze. Non avremo vita eterna “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Ro 6:23).

Gli interlocutori di Gesù erano figli d’Abramo, discendenti di Abramo, e pensavano che questo bastasse. Inoltre, essi spiritualmente ritenevano di essere figli di Dio non essendo dediti all’adorazione di altri dei, non essendo dediti quindi a fornicazione spirituale. Ma Gesù li mise davanti alla scioccante verità che non volevano accettare: spiritualmente essi erano figli del diavolo come gli altri e sottoposti al peccato come gli altri. Essi seguivano le orme del diavolo e lo dimostravano con le loro azioni. In particolare lo dimostrarono proprio alla fine di questa conversazione quando, come vedremo in Gv 8:59, avrebbero tentato di ucciderlo.
Ancora una volta ritroviamo il ritornello che si ripete in tutto l’evangelo di Giovanni. Come Gesù affermò, il loro atteggiamento nei suoi confronti dimostrava proprio chi era loro padre. Se fossero stati figli di Dio avrebbero amato Gesù e avrebbero ascoltato davvero la sua parola, fino in fondo.

Essi non riuscivano a comprendere il senso delle parole di Gesù e continuavano a fraintenderlo proprio perché non avevano un vero rapporto con Dio. Essi erano convinti di conoscere tutto sul Messia ma non era così. Avevano bisogno che Gesù spiegasse loro le scritture e illuminasse i loro occhi affinché potessero comprendere la vera redenzione che il Messia stava per compiere.

Gesù diceva loro la verità. Egli non era un bugiardo, non potevano convincerlo di peccato, eppure essi non credevano. Avevano già la loro religione, le loro tradizioni e questo sembrava bastare loro. Ma se avessero davvero avuto un rapporto con Dio, egli avrebbe illuminato i loro cuori per comprendere. La legge illustrava il bisogno di redenzione dell’uomo e passi come Isaia 53 facevano comprendere la necessità di un servo sofferente che desse la sua vita per i peccati del popolo.

Se essi fossero stati attenti alle parole di Dio, se fossero stati in comunione con lui, lo avrebbero compreso. Ma essi non erano da Dio e non potevano ascoltare le parole di Dio. Erano invece figli del diavolo e ascoltavano le parole dell’avversario. Rimanevano sotto l’influenza dell’avversario di Dio, di Satana, abile nella menzogna, che offuscava le loro menti con le sue mezze verità permettendo loro allo stesso tempo di credere in Gesù come Messia eppure non permettendo loro di appropriarsi della salvezza che Gesù poteva dare loro. Satana li teneva lontani da quella verità sulla loro condizione di peccatori e sul loro bisogno di redenzione, quella verità che poteva renderli veramente liberi. In quel modo essi, senza rendersene conto, assecondavano i desideri del padre loro.

Anche l’uomo moderno reagisce al vangelo come quei Giudei: “Non abbiamo bisogno di Gesù, non abbiamo bisogno di Dio, non abbiamo bisogno della religione, siamo già liberi!”

Eppure la diagnosi che Gesù fece ai suoi interlocutori nel primo secolo, sarebbe la medesima oggi. L’uomo crede di essere libero ma il suo modo di vivere questa cosiddetta libertà, dimostra che è schiavo del peccato. Basta guardarsi intorno e vedere che l’uomo con tutta la sua libertà non fa che esasperare l’ingiustizia, la violenza, l’inquinamento, la fame, tutte conseguenze del peccato. Ci illudiamo di essere liberi ma il peccato ha portato l’uomo a costruire una società dove non c’è posto per Dio. Le nostre scelte, il nostro modo di condurre gli affari, la famiglia, la politica, l’intera società, dimostrano l’influenza del peccato.

L’uomo vive credendo di non aver bisogno di Dio e dei suoi insegnamenti, eppure, proprio violando la parola di Dio e non avendo un rapporto con il suo creatore, l’uomo sta andando di male in peggio. Abbiamo benessere e tecnologia, ma senza  un rapporto con il nostro Creatore, non saremo mai liberi.

Vuoi essere libero? Allora rivolgiti a Gesù. Riconosci il tuo stato di peccatore e il tuo bisogno di essere liberato e riconosci che solo Gesù può liberarti dalla tua condizione.

Riconosci che la sua parola è verità e segui la verità. Ti si apriranno gli occhi, vedrai il vero senso della vita. La verità ti renderà veramente libero.

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