Veri adoratori Evangelo di Giovanni - Episodio 15

Questo articolo è la parte 15 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Mai più sete

Tempo di mietere»


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Gesù le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e vieni qua». La donna gli rispose: «Non ho marito». E Gesù: «Hai detto bene: “Non ho marito”; perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto la verità».
La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare».
Gesù le disse: «Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.
Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità».
La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa».
Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!»

(Giovanni 4:16-26 – La Bibbia)
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In un episodio precedente (vedi “Mai più sete”) abbiamo visto che Gesù era riuscito ad attirare l’attenzione di questa donna samaritana offrendole la possibilità di soddisfare per sempre la sua sete. La donna si era mostrata interessata ad un’acqua che le avrebbe permesso di smettere di dover attingere acqua al pozzo. Ma Gesù stava parlando di soddisfare la sete spirituale e stava parlando della salvezza che aveva da offrirgli.

Quella donna aveva bisogno di comprendere che non si trovava davanti ad un giudeo qualsiasi ma al Messia stesso. Per convincerla definitivamente Gesù mostrò di conoscere bene la vita di quella donna, rivelando dettagli che non avrebbe potuto conoscere. Chiedendole di andare a chiamare suo marito, Gesù ebbe l’occasione di mettere in evidenza che, dopo aver avuto cinque mariti, quello che aveva ora in effetti non era suo marito. Gesù toccò un particolare molto intimo e molto delicato della donna, un particolare di cui certamente la donna non andava fiera, dal momento che non era regolarmente sposata con l’uomo con cui conviveva.

Gesù toccò proprio il tasto giusto. Mettendo a nudo la vita della donna, ella si sentì finalmente libera di esprimere ciò che aveva nel cuore. Come poteva quell’uomo conoscere la sua vita intima fino a quel punto? Doveva essere un profeta! Da quel momento, avendo fiducia nel fatto che quell’uomo potesse dargli delle risposte, l’interesse della donna si spostò su argomenti di interesse spirituale. D’altra parte quell’uomo aveva messo in evidenza anche la sua vita peccaminosa, quindi era importante che ora le spiegasse come poteva venirne fuori. La sua sete spirituale stava finalmente venendo fuori proprio come Gesù voleva che fosse!

Ella ne aveva sentite tante nella sua vita, ma come stavano davvero le cose? I giudei dicono una cosa, i samaritani ne dicono un’altra. Dove stava la verità? Qual’era la religione giusta?

La risposta di Gesù alla Samaritana le fa comprendere che i Giudei avevano ragione nell’adorare a Gerusalemme, infatti dalle scritture era chiaro che Dio aveva scelto Gerusalemme come luogo dove il tempio doveva essere costruito e dove occorreva quindi recarsi. In questo senso, certamente i Giudei conoscevano meglio dei Samaritani ciò che Dio aveva ordinato nelle scritture. Il culto che i Samaritani offrivano non si svolgeva secondo quanto prescritto dal Signore. Dio aveva scelto Israele e aveva scelto i giudei come suoi ambasciatori verso il resto del mondo, ed il Messia sarebbe disceso dal popolo giudaico. Era quindi evidente che la salvezza venisse dai Giudei.

Ma Gesù non si limitò ad indicare che i Giudei avevano ragione. Con la venuta del Messia le cose stavano per cambiare profondamente e Gesù le indicò quindi quale sarebbe stato il culto che Dio avrebbe accettato. Sarebbe venuto il tempo in cui non avrebbe avuto importanza neanche il tempio di Gerusalemme perché la vera adorazione sarebbe stata in spirito e verità.

Ciò che Gesù stava rivelando a quella donna avrebbe messo in difficoltà anche i Giudei stessi, molti dei quali non avrebbero compreso questo passaggio fondamentale nella storia della salvezza; sarebbe infatti venuto un tempo in cui Dio avrebbe avuto un popolo che non sarebbe stato legato ad un luogo specifico, ma un popolo che avrebbe adorato Dio in spirito e verità.

Dio è Spirito. Non è quindi confinato ad un luogo specifico e ovviamente gli insegnamenti riguardanti il tempio erano temporanei. Per questo, gli esseri umani avrebbero potuto relazionarsi con Lui in spirito con cuore vero e sincero attraverso l’opera dello Spirito Santo in loro. I veri adoratori si sarebbero relazionati con Lui per ciò che Egli è veramente, il creatore dei cieli e della terra non confinato alle limitazioni del tempo e dello spazio! Attraverso Gesù avrebbero conosciuto la verità su come accedere al Padre e Gesù sarebbe stato la via per accedere a questo meraviglioso rapporto con Dio, sarebbe stato Colui che avrebbe reso possibile tutto questo! Non ci sarebbero più stati rituali e cerimonie particolari per avvicinarsi a Dio, ma in Gesù Cristo, persone di ogni popolo e lingua avrebbero potuto avvicinarsi a Dio in quel modo. Questa è la vera adorazione che Dio si aspetta. Dio cerca tali adoratori!

La donna comprese di trovarsi davanti a qualcuno che stava spiegando le cose spirituali con un’autorità che solo il Messia avrebbe potuto avere. I Samaritani avevano una religione basata per lo più sul pentateuco (I primi 5 libri della bibbia) e aspettavano un Messia, un profeta come Mosè, ma non avevano le idee chiare sul Messia come discendente di Davide. La samaritana si aspettava che il Messia avrebbe spiegato come stavano davvero le cose. Gesù stava facendo proprio così, infatti uno degli scopi del Messia era proprio quello di spiegare lo spirito della legge, di spiegare le realtà spirituali a cui la legge faceva riferimento.

Il cuore della samaritana deve esserle balzato nel petto quando udì la risposta di Gesù: «Sono io, io che ti parlo!». A quel punto ella era così felice che non vedeva l’ora di andare ad annunciare la sua scoperta agli altri.

Quante volte anche oggi ci troviamo davanti a persone confuse che ne hanno ormai sentite di tutti i colori. Sono stanche della religione e, come quella Samaritana, vorrebbero sapere una volta per tutte qual’è la vera religione…

La risposta che possiamo dare a chi si sta facendo simili domande non è una denominazione religiosa specifica o un luogo specifico. La risposta è una persona: Gesù Cristo. Egli è la via, la verità e la vita e nessuno può andare al Padre se non per mezzo di Lui. In Lui e solo in Lui è possibile relazionarsi con Dio in spirito e verità. Se vogliamo essere veri adoratori abbiamo bisogno di conoscere la verità, di conoscere la persona e l’opera di Gesù Cristo per la nostra salvezza. In Lui potremo davvero avvicinarci a Dio senza bisogno di altri intermediari o rituali particolari. Egli metterà in noi il suo Spirito e ci metterà in grado di relazionarci con il Creatore dei cieli e della terra.

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