Il vero aiuto


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Alleluia.
Anima mia, loda il SIGNORE.
Io loderò il SIGNORE finché vivrò,
salmeggerò al mio Dio, finché esisterò.
Non confidate nei prìncipi,
né in alcun figlio d’uomo, che non può salvare.
Il suo fiato se ne va, ed egli ritorna alla sua terra;
in quel giorno periscono i suoi progetti.
Beato colui che ha per aiuto il Dio di Giacobbe
e la cui speranza è nel SIGNORE, suo Dio,
che ha fatto il cielo e la terra,
il mare e tutto ciò ch’è in essi;
che mantiene la fedeltà in eterno,
che rende giustizia agli oppressi,
che dà il cibo agli affamati.
Il SIGNORE libera i prigionieri, il SIGNORE apre gli occhi ai ciechi,
il SIGNORE rialza gli oppressi, il SIGNORE ama i giusti,
il SIGNORE protegge i forestieri, sostenta l’orfano e la vedova,
ma sconvolge la via degli empi.
Il SIGNORE regna per sempre;
il tuo Dio, o Sion, regna per ogni età.
Alleluia.

(Salmo 146:1-10 – La Bibbia)
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Questo è un inno di lode che comincia e finisce proprio con la parola “Alleluia!”, un invito a lodare Dio.

In particolare il salmista loda ed esalta Dio perché è l’unico degno di fiducia, l’unico vero aiuto su cui si possa contare.

Nella vita prima o poi tutti abbiamo bisogno di aiuto. Normalmente avere conoscenze importanti ed influenti può essere una carta utile da giocarsi quando le cose si mettono male. Ma in questi versi il salmista volge il suo sguardo verso qualcuno di ben più importante degli uomini, anche di quelli più eminenti.

Gli uomini, per quanto potenti, non vivono per sempre e le circostanze possono diventare avverse anche per loro.

Dio, invece , è immutabile. Egli è il sovrano, il creatore dell’universo, ogni cosa è nelle sue mani, quindi anche la nostra stessa vita. Avere una relazione con Dio è quindi la più grande grazia che l’uomo possa sperimentare. Mentre le alleanze con gli uomini possono avere esito incerto, Dio è un alleato che non ci volterà mai le spalle. Egli mantiene la sua fedeltà in eterno.

Spesso sprechiamo il nostro tempo per cercare di impressionare persone influenti, sperando che si accorgano di noi e che siano dalla nostra parte quando dovessimo averne bisogno, ma mettiamo lo stesso impegno nel cercare di piacere a Dio? Perché confidare in persone mortali come noi, che condividono la nostra stessa fragilità e temporaneità, quando possiamo avere come aiuto colui che ha creato ogni cosa? I progetti dell’uomo sono transitori, soggetti ad imprevisti, ma i progetti di Dio per noi non possono essere vanificati da nessuno.

Ecco perché il salmista affermò “Beato colui che ha per aiuto il Dio di Giacobbe.” Ma ci crediamo davvero o, sotto sotto, abbiamo il dubbio che non sia così? A volte fatichiamo a vedere le cose in questa prospettiva, vero? Sembra più comodo, più facile cercare l’aiuto degli uomini.

Ma Dio ci sfida a cogliere l’opportunità di vedere le cose che gli altri non possono vedere.
La via dell’empio sembra portargli del bene ma Dio, a suo tempo, ribalterà le cose.

Gli oppressi, gli orfani, le vedove, gli stranieri, coloro che nella società di allora erano i più deboli ed indifesi, avevano un avvocato che portava avanti la loro causa, il Signore stesso, creatore e sovrano dell’universo. Non sempre questo è evidente, ma siamo convinti che alla fine il Signore giudicherà con giustizia tutti gli uomini, riscattando gli oppressi e punendo gli oppressori? Se lo crediamo davvero non cercheremo l’alleanza degli uomini ma cercheremo di piacere a Dio e confideremo nel suo aiuto e, insieme al salmista, offriremo a Dio la nostra lode, proclamando “Alleluia. Anima mia, loda il SIGNORE. Io loderò il SIGNORE finché vivrò, salmeggerò al mio Dio, finché esisterò.”

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