Il vincolo della pace Lettera agli Efesini - Episodio 12

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 12 di 13 nella serie Lettera agli Efesini

Naviga nella serie

«Amore senza limiti

Il trionfo di Cristo tra discesa e salita»


Novità! --Scarica "Il vincolo della pace" come un file PDF! --


Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti.

(Efesini 4:1-6 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Indice generale della serie sulla lettera agli Efesini

Chi legge la bibbia isolando singoli versi può anche cogliere qualche insegnamento prezioso qua e là, ma certamente non sarà in grado di apprezzare la bellezza del testo biblico nel suo insieme e il suo senso logico.

I versi che abbiamo appena letto, ad esempio, sono già belli e ricchi di insegnamento in sé stessi, ma diventano ancora più belli se si considera il modo in cui l’apostolo Paolo è giunto fino a qui.

Infatti, in questa lettera, Paolo si è rivolto in particolar modo agli stranieri per farli sentire parte della famiglia di Dio, incoraggiandoli ad apprezzare ciò che Dio ha preparato anche per loro prima della creazione del mondo. Essi non devono più sentirsi lontani ma uniti in Cristo ai loro fratelli ebrei, salvati per grazia proprio come loro attraverso l’opera di Gesù, l’Unto re di Israele che finalmente era venuto come promesso già anticamente. Essi si erano uniti alla comunità dei figli di Dio (assemblea, chiesa) e tutti insieme, attraverso l’opera dello Spirito Santo in loro, potevano abbracciare l’amore senza limiti che Dio aveva manifestato in Gesù.

Ed è proprio a questo punto che si inserisce il testo che abbiamo appena letto. Vista la premessa che Paolo ha spiegato nei dettagli, viste le grandi cose che Dio ha operato per loro e in loro, visto i grandi privilegi a cui sono stati chiamati, è logico ciò che Paolo si aspetta da loro esortandoli a comportarsi in modo degno della vocazione che era stata loro rivolta.

Cosa si aspettava Paolo da loro? Si aspettava che manifestassero le caratteristiche proprie di chi è stato trasformato da Dio, le medesime che hanno caratterizzato la vita di Gesù sulla terra: umiltà, mansuetudine, pazienza e, ovviamente, amore.

Se Dio ha manifestato un amore senza limiti nei confronti degli uomini, ci deve forse stupire che coloro i quali hanno conosciuto Dio, manifestino tale amore gli uni verso gli altri? Un comportamento degno della chiamata di Dio si caratterizza proprio per l’amore.

Ciò che molti non comprendono è che l’amore richiede impegno. Infatti la comunità cristiana è composta da persone di ogni etnia, di ogni ceto sociale, di ogni età e sesso. Come possiamo pensare che un insieme così variegato di persone possa funzionare bene se ognuno non fa la sua parte? È facile mostrare amore verso chi la pensa sempre esattamente come noi, ha le nostre stesse abitudini, e magari ci dà sempre ragione, ma il vero esercizio consiste nel mostrare amore verso chi la pensa diversamente da noi, verso chi ha gusti e modi di fare diversi dai nostri. Ecco perché Paolo dice di sopportarsi gli uni gli altri con amore!

L’unità dello Spirito non è qualcosa che possiamo creare noi, perché tale unità è stata creata da Dio che ha dato ad ogni credente il medesimo Spirito Santo. Tuttavia la conservazione dell’unità attraverso il vincolo della pace richiede impegno da parte di ogni cristiano. La parola “vincolo” fa pensare ad una corda, ad un legame che tiene uniti. La pace è proprio quel vincolo che ci tiene uniti gli uni agli altri conservando così quell’unità che Dio ha creato.

Il Signore ci ha dato tutti gli elementi per poter amare e per essere in pace tra di noi, ma egli non ci obbliga con la forza bensì lascia a noi la libera scelta di amare, di sopportare, di perseguire la pace con gli altri. La comunità cristiana funzionerà tanto meglio quanto più ogni singolo individuo si lascerà volontariamente vincolare agli altri nella pace, conservando quindi l’unità dello Spirito.

Purtroppo la mia esperienza mi porta a pensare che molti cristiani tendano ad ignorare queste verità. Infatti è evidente che molti non facciano nessuno sforzo per mantenere la pace con gli altri, né si sforzino di sopportare gli altri con amore. Spesso ci si accontenta di amare e mantenere la pace solo con coloro con i quali ci si sente più in sintonia ma, se ci pensiamo bene, non c’è nulla di speciale in questo, infatti anche le persone che vivono senza Dio sono in grado di andare d’accordo quando c’è uniformità di vedute! In cosa si distinguerebbero allora i figli di Dio? Da cosa si vedrà l’azione dello Spirito Santo in loro?

Il vero segno di maturità cristiana consiste nell’essere in grado di amare e mantenere la pace non con chi vive la fede al 100% come noi o interpreta la bibbia al 100% come noi, ma con chi ha il medesimo Spirito che abbiamo noi! È nostra responsabilità, come cristiani, saper riconoscere che c’è un solo corpo di Cristo (quindi una sola comunità del Messia che non dipende dalle denominazioni!), un solo Spirito, una sola speranza che accomuna tutti i figli di Dio.

Dobbiamo quindi imparare a riconoscere coloro che, pur con alcune differenze di interpretazione o di prassi cristiana, hanno il nostro medesimo Signore, la medesima fede, il medesimo battesimo, ovvero la medesima immersione in Cristo, la medesima unione con Gesù il Messia nella sua morte e nella sua risurrezione, il medesimo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti. Coloro che hanno tutte queste cose in comune con noi, indipendentemente dal fatto che ci diano sempre ragione e la pensino sempre esattamente come noi, che ci piacciano oppure no, sono nostri fratelli che dobbiamo sopportare con amore, sforzandoci di mantenere l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. Più la comunità cristiana nel suo insieme riuscirà a perseguire questo obiettivo, più efficace sarà la testimonianza verso il mondo che essa renderà al suo Messia Gesù.

Questo brano ci pone quindi di fronte ad una sfida importante, una sfida che solo un cristiano davvero maturo riuscirà a superare. Tu come stai affrontando questa sfida?

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!